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Castel di Lama: il comune "scarica" i servizi all'Unione

Castel di Lama | Il gruppo consiliare Arcobaleno: .

Mentre la nuova Legge Finanziaria varata dal presidente Prodi e dal centro sinistra diminuisce i trasferimenti agli enti locali e impone la riduzione dei costi della politica e delle spese superflue, il Comune di Castel di Lama, sempre di centro sinistra (si fa per dire), fa esattamente l'opposto.

Per rientrare nel "patto di stabilità" previsto dalle leggi, il Consigliere delegato al bilancio, nonché presidente del Consiglio comunale lamense, consigliere provinciale e ora anche presidente di Piceno Consind, Domenico Re, insieme alla "compagna" Patrizia Rossini (entrambi diessini) danno una dimostrazione pratica di "contabilità creativa".

Anziché tagliare tutte le spese inutili come le indennità della Giunta (impunemente raddoppiate) e la figura del presidente del Consiglio Comunale, i due tecnici dello staff del sindaco, l'addetto stampa, i contributi alle manifestazioni non istituzionali e alle iniziative utili solo alla loro immagine, i due "cervelli" della finanza locale hanno pensato bene di privatizzare la farmacia comunale (che così avrà anche bisogno di un amministratore stipendiato) e di trasferire il trasporto scolastico e la raccolta rifiuti all'Unione dei comuni della Vallata del Tronto.

Una fede cieca nel nuovo ente intercomunale? Macché, solo una strumentale manovra per far quadrare il bilancio comunale senza ridurre sprechi e poltrone inutili. Una "furbata" progressista e illuminata, come tante altre partorite dall'illustre binomio.

Resta fuori la gestione del gas metano. Guarda caso, mentre gli altri comuni della Vallata da tempo hanno costituito una sola società, il Comune di Castel di Lama da solo si può permettere di mantenere due società e due consigli di amministrazione. Un vero record di efficienza!!!! Insomma: quando bisogna far quadrare il  bilancio, l'Unione va bene; quando servono poltrone e strapuntini, meglio fare da soli!!!!

Ma gli altri amministratori dell'Unione hanno fiutato l'inghippo e vogliono vederci chiaro. Non è un caso che il Consiglio del 3 ottobre scorso è stato rinviato per mancanza del numero legale. Alcuni sindaci e amministratori (e noi dell'Arcobaleno con loro), infatti, ritengono che se si decide di trasferire i servizi all'Unione occorre stabilire tempi, modalità e risorse del conferimento. Non è ammissibile che ci siano fughe in avanti o tentativi di mettere gli altri davanti al fatto compiuto.

Ci auguriamo che nel Consiglio dell'Unione di mercoledì sera (11 ottobre) vengano chiariti i termini della questione. Nonostante siano trascorsi due anni dalla sua costituzione (senza peraltro risultati degni di nota), l'Arcobaleno ritiene ancora che l'Unione dei comuni possa servire a raggiungere gli obiettivi del miglioramento e della riduzione dei costi dei servizi, ponendosi come ente territoriale di riferimento tra Ascoli e San Benedetto. A patto però che i 7 comuni credano davvero nelle potenzialità e nell'utilità del nuovo ente. Finora abbiamo ascoltato solo tante chiacchiere. 

10/10/2006





        
  



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