Provincia di Fermo: mille voci per difenderla
Fermo | Dal Consiglio comunale aperto, tutti in sostanza uniti senza differenze partitiche per difendere il Fermano di fronte ai tagli della Finanziaria
di Pierpaolo Pierleoni
La questione della Provincia di Fermo, con i rischi connessi alla nuova Finanziaria ed alla possibilità che gli uffici dello Stato non vengano concessi, continua a tenere banco in tutto il Fermano. Un argomento che sembra aver trovato una sostanziale unità di intenti indipendentemente dall’appartenenza politica.
Destra e sinistra per una volta concordi, o quasi, per fare pressioni in modo da ottenere che la Finanziaria 2007 ritocchi alcuni punti che lederebbero alla nascita ‘sana’ della nuova provincia. Un ente che rischia di partire zoppo, come detto da alcuni se privo di uffici dello Stato importanti come Prefettura e Questura.
Uffici che non nascerebbero qualora si confermasse l’Art.33 della legge redatta dal ministro per l’Economia Antonio Padoa Schioppa, che prevede l’accorpamento di uffici periferici dello Stato per Province al di sotto dei 200.000 abitanti, come appunto Fermo, insieme ad altre 13 in tutta Italia.
Al Consiglio comunale aperto di Fermo, di lunedì pomeriggio, tante voci hanno espresso la propria opinione, in un clima di sostanziale serenità, appena turbato da qualche intemperanza fuori luogo, ma in sostanza con un rapporto sereno tra le diverse parti politiche, per una volta concordi su diversi punti, sebbene non sia mancato qualche spunto polemico.
Ma il cuore del discorso è l’unità che il territorio della quinta provincia marchigiana, nelle sue diverse sfumature, sembra trovare intorno ad una battaglia che si ritiene giusta e doverosa, per non perdere quanto faticosamente conquistato: quella provincia istituita nel maggio 2004 per la quale in tanti si erano battuti. Parla di mobilitazione comune il sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio, che invoca la massima unità ed il superamento delle polemiche, in nome dell’obiettivo comune.
“Non possono esserci province di serie A e B. tutte hanno diritto ad un medesimo trattamento. Il Fermano è stato istituito col contributo di tutti, e tutti lo dobbiamo difendere. Comunque so da Francesco Verducci (il segretario provinciale Ds uscente, ora responsabile comunicazione nazionale del partito) che si sta lavorando ad uno stralcio delle norme sull’approvazione delle sedi periferiche”. Il primo cittadino fermano fa anche la conta degli alleati nella ‘guerra dei piccoli’: i sindaci della provincia di Sondrio, quelli della Brianza, il comune di Andria, presente con una delegazione all’incontro, il presidente dell’Upi, unione province, Fabio Melilli, quindi anche la provincia di Rieti, da lui presieduta.
Anche il Commissario governativo Michele De Feis è dalla parte del Fermano: traccia una sintesi dei lavori ad oggi effettuati, e della situazione per tutti gli uffici che dovranno essere realizzati o restaurati. Parla di spese, di oneri per lo Stato e per gli enti locali. Conquista applausi il cav. Luigi Vitali, coordinatore dei sindaci, che fa il vecchio leone e si dice pronto a difendere la provincia fino alla morte, dando dei “bastardi” a chi vuol menomare il Fermano.
Il Verde Fabrizio Cesetti punta invece sulla Costituzione, definendo impossibile che la Provincia, istituita con legge dello Stato, venga toccata. Anche il consigliere regionale di An Franca Romagnoli parla di aspetti giuridici, sottolineando come una riforma organizzativa degli uffici statali non possa essere oggetto di una Finanziaria, e parla di una legge punitiva verso Fermo.
Si richiamano agli annosi sforzi per l’ottenimento della provincia i sindaci Basso e Martinelli, sottolineando come non si possa vanificare l’efficacia di un nuovo ente per una questione meramente numerica. Sostegno al Fermano arriva da tante voci, dal presidente di Confindustria Alvaro Cesaroni come dall’avv. Palma della fondazione Carifermo.Gli on. Ciccioli e soprattutto Ceroni garantiscono battaglia, l’azzurro promette di fare il possibile per convincere in particolare qualche senatore delle province minori a schierarsi dalla sua parte.
Presente anche l’assessore regionale alla cultura Luigi Minardi, che dice: “A occhio, pur non essendo giurista, mi pare che la Finanziaria abbia delle forzature. Poi non vedo quale sia il vantaggio economico a ridurre gli uffici statali. Le spese, a parte per Fermo, che dovrebbe costruire nuove strutture, nelle altre province sono soprattutto per il personale, che comunque non è licenziabile e va ricollocato. Allora, dov’è il risparmio?” Anche il presidente provinciale Massimo Rossi si impegna a lavorare, soprattutto in sede Upi, per difendere il Fermano, mentre l’assessore Renzo Offidani critica la Finanziaria e ritiene inopportuno il limite dei 200.000 abitanti, ma invita ad una riflessione sull’importanza del contenimento della spesa pubblica.
Il sindaco sangiorgese Claudio Brignocchi guadagna invece qualche occhiataccia dal collega fermano quando, pur dicendosi scettico sulle penalizzazioni alle province sotto i 200.000 abitanti, rimarca la cattiva abitudine del territorio a piangersi addosso.
“Mi preoccupa questo eccesso di al lupo al lupo che ci contraddistingue. Siamo cittadini del Fermano ma anche italiani, conosciamo le esigenze del nostro Paese, non possiamo lamentarci appena ci toccano qualcosa”. Una nota polemica anche dal consigliere regionale Rosalba Ortenzi, che pur invitando all’unione, ricorda: “In tanti si sono affrettati a dire che la Provincia sarebbe saltata, ho sentito e letto troppi eccessi. Nessuno ha nulla da guadagnare ad allarmare i cittadini in questo modo”. Insomma, fiumi di parole bipartisan per salvare il Fermano. O quanto meno i suoi uffici. Ancora presto per sapere se serviranno a qualcosa.
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10/10/2006
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