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Una semiserista a Milano (parte prima)

Ascoli Piceno | Considerazioni semiserie sulle gesta dolciamare dell'Ascoli Calcio (in serie A!)

di Federica Poli


Questo semiserio nasce sul treno. Il treno che da Milano mi riporterà dopo l’odissea lombarda finalmente nelle terre marchigiane. Una vera odissea, un viaggio che di previsto non ha avuto nulla. Anzi, sì, di previsto ha, alla fin dei cont,i solo un biglietto il biglietto WI 8931792 ICPLUS S. Benedetto del Tronto - Milano Centrale delle ore 7:22 di sabato 3 dicembre 2005. Sveglia alle albe are 5:00. Preparazione meticolosa della semiserista che è in me. Cappottino verde, sciarpa a fiori e cappellino D&G alla ilaryblasi dio abbia pietà di me). Pronta per approdare a Milano alla corte di patron Moratti, assonnata e stropicciata salgo sul treno  sapendo - di certo - che ci sono i miei amici che mi aspettano tra i lumbard.

Dovrei trovare il mio accredito e un hotel cinque stelle deluxe (non una stella in meno, vi prego, per la guest star!) biglietto mostra caravaggio (la mia conoscenza pittorica mi impone la visita). Tappa fissa da Marco il parrucchiere, non si sa mai Luis Figo (che non è un frutto zuccherino da mangiare, ma, sicuramente, un bel ragazzo) potrebbe lasciare la moglie modella per me. Tra sbadigli e speranze comincia il mio viaggio.

Prima classe, per carità! Eccoli, Matthew e Lorenzo, prototipi del maschilista convinto. Ormai è diventata la mia missione dissuadere questi pazzi, e  in sole cinque ore. La donna a fare la calza a casa? A cucinare? Devo far loro capire il ruolo principale di una donna nel mondo moderno. Insomma, dopo una logorroica chiacchierata, li sento canticchiare “viva le donne” . non mi chiedete come ho fatto
Alla fine, da donna moderna quale sono,  ho rischiato anche di scroccare il pranzo. Il cellulare ha la batteria scarica. I miei amici, che dovrebbero essere arrivati già da molto, sono  lì che mi aspettano. Da vamp ancheggiante percorro il binario senza veder nessuna faccia conosciuta. Bah, saranno tutti al bar a prendersi un caffè. Con questo freddo, anche un tea caldo andrebbe bene.

Mi tremano le gambe, o madonnina, come le sento tremare. Tremo come una fogliolina al vento. Secondo me ho anche un po’ di tachicardia. Acciderbolina, tremo troppo. Ops, il cellulare in tasca con la vibrazione! . “Pronto? Ma non dovevate essere qui?, come? Non potete venire prima di un’ora? Ma come? E io che faccio?”. Fremente e gemente, in una valle di lacrime, dovrò aguzzare l’ingegno per trovare quelque chose à faire nell’attesa.

Va be’, vado a prendermi il caffè, cinque minuti se ne andranno nel sorseggiare la bevanda. Poi mi ricordo di Francesco, il mio caro vecchio amico del mare residente a Milano. Chi è che non ha un amico di Milano conosciuto all’ombra di una palma in un posto esotico? Be’, il lungomare di san benedetto sarà la stessa cosa, le palme ci sono. E Francy viene immediatamente in soccorso del bel bocconcino ascolano. Sai, lasciarmi in pasto agli avventori della stazione non era proprio il caso.

E da qui parte il via per le spese pazze per le vie di questa stupenda città.
Via Montenapoleone...accidenti! Quando diverrò ricca e famosa, tornerò a svaligiare i negozi. Ora mi accontento dei sette piani della Rinascente senza tralasciare nemmeno quello del bar. Francesco mi viene dietro ridendo, meravigliato che io mi fermi a guardare tutto anche il particolare più insignificante.

Ma la moda è la mia passione e, comprare, anche. Insomma vi ricordate la scena di “pretty woman” quando lei esce dal negozio con tutti pacchi e pacchettini? Be’, Francesco ha fatto quella fine con l’unica differenza che io non sono Julia Roberts e la sua carta di credito è meno accogliente. Temo che abbia maledetto il momento della risposta alla mia chiamata. Chiamata? Oh, i miei amici?

Prendo il cellulare disperso nei meandri della mia borsa da passeggio. E ...è spento, non funziona! Non c’è batteria. Ok, sola per Milano a fare shopping! Il mio sogno da una vita. Continuo freneticamente le mie vezzose spese e ad un certo punto vedo un ragazzo bellissimo...wow che figo! Figo? Figo-calciatore; calciatore-partita; partita- anticipo; anticipo-interascoli; interascoli – sansiro; sansiro- stadio; devo arrivare allo stadioooooooooooo! Mi fiondo al Meazza. Alla velocità della luce giungiamo a destinazione.

L’automobile è appesantita da tutti i pacchetti, ma procede bene. Fiduciosi, arriviamo. 
 

08/12/2005





        
  



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