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Latte all’Itx: il carteggio passa a Milano

Ascoli Piceno | Permane il top secret sui nomi degli iscritti sul registro degli indagati. All’attenzione degli inquirenti eventuali falle nel sistema di controllo e ritiro dei prodotti incriminati.

Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati della procura di Ascoli Piceno di cinque componenti dello staff milanese della Nestlè per la vicenda legata al latte per l'infanzia all'Itx, un atto dovuto per gli inquirenti, la palla passerà poi alla procura di Milano per questioni di competenza.

Mentre permane il "top secret" sui nomi delle persone coinvolte della multinazionale svizzera, all'attenzione del Pm ci sarebbero i responsabili dei settori qualità, autocontrollo, confezionamento, catena di produzione e distribuzione.

Analoghi provvedimenti potrebbero coinvolgere anche del personale della Milupa, altra azienda coinvolta nel latte contaminato da inchiostro usato per imprimere il marchio sulle confezioni in tetrapak.

Gli indagati rischiano una multa o, in caso di responsabilità più rilevanti, sanzioni penali. Da quanto si e' potuto apprendere, per gli indagati si ipotizzano reati legati alla distribuzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dal ministero della salute o l'inosservanza delle norme che interessano il loro impiego.

Un'iscrizione nel registro degli indagati giunta in ritardo rispetto alle attese e questo sarebbe dovuto al fatto che la Nestlè avrebbe in un primo momento comunicato i nominativi di appartenenti alla sede spagnola. Il procuratore di Ascoli, Franco Ponticelli, intenderebbe capire se e dove si sarebbe verificata una falla nel sistema che avrebbe dovuto portare al ritiro dei prodotti dagli scaffali dei venditori già da diverso tempo, mentre sono in corso analisi su altri 780 prodotti le cui confezioni sono state trattate con inchiostri dell'Itx.

Resta da analizzare, a monte di tutto questo, il comportamento tenuto dalla Nestlè nell'intero arco della vicenda e cioè dal momento in cui è scattato l'allerta, il 2 settembre, fino alla data di intervento della procura ascolana che ha disponsto il sequestro del latte a livello nazionale l'8 novembre.

In questo lasso di tempo va verificato il comportamento tenuto anche dalle zone dell'Asur, l'azienda sanitaria unica regionale, di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto, sui tempi di comunicazione alla procura dei risultati delle analisi che avrebbero evidenziato la presenza dell'Itx nel latte due mesi prima il suo sequestro.

Di questo l'azienda svizzera ne sarebbe stata a conoscenza al punto da rinunciare alle controanalisi e, nonostante questo, continuò a distribuire i prodotti incriminati con scadenza settembre 2006.

Le sezioni della provincia ascolana dell'Asur, comunque, dopo avere scoperto la presenza dell'Itx il 30 agosto, lo ha comunicato alla Regione Marche che, a sua volta, fa informato il ministero della salute il 2 settembre, ma nessun provvedimento viene preso, mentre il Lombardia, dove ha sede la Nestle', la Regione ha invitato la multinazionale a ritirare i lotti. Tale operazione però è avvenuta solo in alcune regioni sulla base di liste parziali di distribuzione fornite dalla società produttrice. A questo atto, poi, non sarebbero seguiti i controlli per accertarne l'esecuzione.

08/12/2005





        
  



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