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Ascoli provincia più artigiana d’Italia

Ascoli Piceno | Al convegno “L’Arte Orafa: Tradizioni e nuove prospettive”, tutti d’accordo che la soluzione è nella promozione del settore

di Anna Laura Biagini

L’Arte Orafa: Tradizioni e nuove prospettive è stato il convegno conclusivo della mostra Gioielli e diamanti – Arte Orafa delle Marche, dedicato all’oreficeria artigianale e promosso dal Consorzio Piceni Art For Job, in collaborazione con la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e la Confartigianato Impresa) di Ascoli Piceno, svoltosi oggi alle 10 presso la Sala Ceci della Pinacoteca Civica. L’esposizione, che ha avuto una grande affluenza di pubblico (oltre 2000 presenze), è stata un’occasione per proporre l’arte orafa marchigiana, esponendo i prodotti migliori e per discutere sulla situazione attuale del settore e sulle prospettive future.

Presentatore dell’incontro il giornalista Stefano Greco, che ha introdotto i relatori. Prima però i saluti di rito delle autorità, l’Assessore Cesare Celani per il Comune e l’Assessore Olimpia Gobbi per la Provincia. Quest’ultima ha ricordato le origini dell’oreficeria ad Ascoli, “quando già nel XV° secolo la città contavano 13 orafi divisi in 9 botteghe attive. Non lasciamoci perciò convincere”, esorta l’Assessore, “che siamo la periferia dei distretti che contano. Dobbiamo avere fiducia nelle nostre radici perché il successo di un territorio, passa dalla coscienza che ha di se stesso”.

Tradizione come punto di partenza anche secondo il Presidente Orafi Confartigianato Luciano Bigazzi, che, contento dell’unità di intenti di tutte le associazioni, ha espresso la convinzione che “la scelta di agire insieme, abbia portato maggiore incisività. Ora non resta che creare un consorzio che si occupi della promozione del settore”. Bigazzi sottolinea anche l‘importanza “della bottega a scuola, di nuove generazioni che studino per rinnovare la nostra tradizione. Non è copiando dal passato che andremo avanti, ma rielaborando le nostre radici”.
D’accordo anche il prof. Stefano Papetti, curatore della Pinacoteca, che insiste anche sulla valenza dei gioielli “come oggetti d’arte non minore, bensì oggetti degni di attenzione come tutte le creazioni artistiche”. Recentemente la Pinacoteca si è arricchita della collezione donata da Monsignore Odoardi, che vanta numerosi oggetti artistici in oro e smalto, risalenti al ‘400.

Il bisogno però, che maggiormente emerge dal dibattito tra gli addetti ai lavori, è la scarsa visibilità dei loro prodotti. Buona quindi l’idea della mostra, che secondo Romano Sarni, Presidente dell’Associazione Argentieri, “è un modo per promuovere e comunicare, settori su cui puntare in futuro per andare avanti. Infatti è innegabile che nell’export stiamo affrontando difficoltà. Ma tecnologia, fantasia ed eleganza, che rendono il Made in Italy inimitabile, ci salveranno”.
Made in Italy sulla cui importanza insiste anche la Camera di Commercio. Oggi in rappresentanza della sezione ascolana, Pietro Mancini, che orgoglioso ricorda che “Ascoli è la provincia più artigiana in Italia e si può promuoverla con l’unità delle associazioni tutte, che potranno intervenire solo con l’apporto della pubblica amministrazione”.

Il Segretario Nazionale CNA (Unione Artistico e Tradizionale), Walter Ferracci, ha inoltre rassicurato gli orafi marchigiani, sul confronto con i più noti distretti orafi d’Italia, come quelli di Arezzo, Vicenza, Valenza, Firenze. “Ci sono due realtà a riguardo in Italia”, ha spiegato, “che viaggiano a velocità differenti, non per questo producendo articoli di qualità minore. Il valore è dato solo dalla creatività”. E dalla garanzia. Un modo in più per garantire il proprio prodotto, è quello offerto e presentato da Diego Mordini, Responsabile Tecnico del Laboratorio Regionale RPQ CCIAA di Ancona e Macerata, che ha diffusamente parlato della certficazione aggiuntiva che l’istituto per cui lavora rilascia, garantendo il consumatore circa la qualità dell’acquisto e difendendo l’artigiano dalla contraffazione. “Ogni creazione sarà rintracciabile grazie ad un apposito bollino con numero seriale. Speriamo così di mettere un altro ostacolo a chi specula sulle copie. Il nostro obiettivo è sempre la salvaguardia del prodotto locale”.

E’ pur vero che la produzione, anche nei distretti più famosi, ha registrato ugualmente un calo di fatturato dal 2002 ad oggi, pari al 30-35%. Gli esperti però sono ottimisti, il valore aggiunto che farà la differenza saranno le peculiarità di ogni creatore, la fusione del design con la tradizione, le migliori tecniche orafe, unite con il genio creatore dell’artigiano-artista. Ascoli, ora lo sappiamo, è ricca di proposte, la più ampia gamma di prodotti artigianali artistici e non di tutta Italia. Per i regali di Natale, se davvero vogliamo donare qualcosa di speciale, lasciamo stare gli articoli in serie e orientiamoci sugli unici e speciali pezzi, realizzati dai nostri conterranei. Faremo un regalo davvero originale e che resta nel tempo, senza nulla togliere all’utilità.

12/12/2005





        
  



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