Lettera di dimissioni da AN di Achille Buonfigli
Ascoli Piceno | Spiegate al Presidente tutte le ragioni che lo hanno spinto a compiere questo atto.
di Achille Buonfigli
Caro Presidente,
l'intervista all'On. Ignazio La Russa apparsa oggi sulla cronaca locale de Il Messaggero, nella sua assoluta chiarezza, getta finalmente luce sulle vere posizioni e sul ruolo svolto da Alleanza Nazionale nella vicenda che ha portato alla recente approvazione alla Camera dei Deputati della legge istitutiva della provincia di Fermo, facendo così giustizia sia degli equilibrismi di taluno, sia degli inqualificabili tentativi che da più parti vi sono stati per cercare di strumentalizzare la vicenda nella logica bieca di una polemica correntizia interna tanto stucchevole, quanto, nell'occasione, davvero volgare e inopportuna.
Cristallino è il messaggio venuto dal coordinatore nazionale di AN: il governo di centro-destra vuole l'istituzione delle province di Monza, Barletta e Fermo; Alleanza Nazionale, per principio generale, appoggia tutte le proposte che vengono dal Governo, quindi anche sulle proposte di legge istitutive delle tre nuove province il capogruppo alla Camera on. Anedda ha detto ai deputati di AN di votare favorevolmente; il voto del partito in aula non è stato influenzato né dall'on. Giulio Conti, né da Franca Romagnoli, né da Guido Castelli, né da nessun altro delle Marche; quella di istituire le nuove province è stata la scelta più giusta; il coordinatore nazionale di AN nutre delle perplessità sulla istituzione di questi nuovi enti locali, che hanno più che altro un effetto psicologico, e che egli stesso definisce come "una specie di bandiera piantata sul territorio"; che comunque al Senato non ci saranno cambiamenti di rotta.
Non c'è nulla da aggiungere: tutto è chiaro, semplice, oserei dire anche intellettualmente onesto, perfettamente coerente con la dichiarazione di voto favorevole che, a scanso di equivoci, nel corso della discussione alla Camera dei Deputati è stata rassegnata per iscritto e congiuntamente dall'On. Francesco Zama (FI), dall'On. Italo Tanoni (Margherita) e dall'On. Riccardo Migliori (AN).
Se tutto si è chiarito circa la posizione di AN, alcune domande si impongono: come si fa a considerare sullo stesso piano realtà che sotto tutti i punti vista sono diversissime come Monza e Barletta, da una parte, e Fermo, dall'altra? Se è vero che Alleanza Nazionale, per principio generale, appoggia tutte le proposte che vengono dal Governo, come mai questo principio viene violato continuamente, pur se all'ombra di quell'inconsistente foglia di fico rappresentata da voti di coscienza, votazioni a scrutinio segreto e franchi tiratori? Se il capogruppo alla Camera dei Deputati On. Anedda ha chiesto ai deputati di AN di votare a favore, perché pur essendo presente in aula all'inizio della seduta l'ha abbandonata quando si è passati al voto sulle proposte di legge istitutive delle tre nuove province? Non ha alcun significato che sull'istituzione della provincia di Fermo solo 26 deputati di AN su 81 (esclusi quindi i 18 in missione) fossero presenti in aula, e di essi ben 20 hanno votato contro, compresi i due vice capogruppo presenti in aula On. Cirielli e On. Menia (il terzo vice capogruppo On. Franz aveva votato contro l'art. 1 della legge)? Come valutare il comportamento di quanti hanno preferito non partecipare al solo voto finale, come ad esempio il responsabile nazionale per gli enti locali di AN On. Italo Bocchino? Se il voto di AN non è stato influenzato da nessuno dei suoi autorevoli leaders marchigiani, chi ha deciso per le Marche? E perché le Marche, in particolare i dirigenti di AN della provincia di Ascoli Piceno, e i suoi numerosi rappresentanti presenti nelle varie istituzioni e negli enti locali in ragione dell'ampio suffragio elettorale ricevuto, non sono stati ufficialmente convocati e consultati? E' su questi presupposti che si vuole lanciare la sfida alle sinistre per la conquista della Regione? Se l'On. La Russa è giustamente perplesso in merito all'istituzione di due microscopiche province, quali sarebbero quelle di Ascoli Piceno e Fermo, perché esclude che al Senato ci possa essere un cambiamento di rotta? E' possibile che sulla istituzione della provincia di Fermo la posizione assunta alla Camera dei Deputati da AN debba ritenersi cristallizzata, a beneficio della posterità, in perle di scienza della politica e dell'amministrazione degli enti locali del seguente testuale tenore: "Non comprendiamo la contrarietà di Ascoli a separarsi dal territorio fermano; tutto questo affetto, fra l'altro, si manifesta oggi, mentre in passato non l'abbiamo potuto riscontrare. Ad Ascoli non viene tolto nulla, né il problema della separazione di una parte del territorio interessa più di tanto i cittadini del capoluogo. Contrariamente poi a quello che pensano gli amici ascolani, la separazione amministrativa si tradurrebbe in vantaggi competitivi per entrambe le realtà"?
Gli accadimenti dei giorni scorsi e il definitivo autorevole chiarimento oggi pervenuto rendono non più rinviabile l'avvio di una riflessione sulle iniziative da assumere per far capire in alto loco che forse Ascoli Piceno è un punto sulla carta geografica d'Italia, una zona poco significativa nel risiko dell'alta politica, che forse si può svendere senza troppi rischi in cambio di un seggio a Monza, a Barletta o a Fermo, ma che certamente si tratta di una città e di un territorio ben presenti a sé stessi, pienamente consapevoli di quali siano i propri legittimi interessi, niente affatto disposta ad acconsentire ad essere violentati dalle gerarchie centrali di tutti i partiti presenti in Parlamento, nessuno escluso, con il determinante concorso del primo partito del capoluogo provinciale in termini consenso elettorale (lo è ancora? fino a quando?) e il complice doloso silenzio della Regione Marche (a quando la doverosa risposta in questa direzione? a quando la fusione dei comuni di Ascoli, Folignano, Maltignano, Castel di Lama, Valle Castellana, Venarotta, Roccafluvione e quant'altri lo vorranno in un unico ente in grado di misurarsi per dimensioni e popolazione con il capoluogo regionale? a quando la discussione nei vari consessi di mozioni che ai sensi dell'art. 132 della Costituzione avviino il procedimento di adesione della Vallata del Tronto alla Regione Abruzzo? a quando le dimissioni per protesta di tanti consiglieri comunali? a quando altre e sicuramente migliori proposte?).
In scala molto più ridotta, se vuoi marginale, si impone per il sottoscritto, ma credo per tanti, donne e uomini, da sempre schierati nelle file del MSI e convinti promotori della nascita di AN, una immediata decisione sull'opportunità di proseguire la militanza in un partito, e l'attività politica di sostegno ad un governo, che all'evidenza tradiscono i propri principi nel momento stesso in cui li propugnano, che si affaticano per cercare di varare una riforma delle pensioni e una finanziaria doverosamente austere, di prefigurare una scandalosa vendita del patrimonio artistico nazionale, di approvare un condono edilizio disastroso in termini morali, oltre che economici per i comuni, di chiedere insomma pesanti sacrifici agli italiani per la comprovata necessità di far fronte alla congiuntura economica sfavorevole, e nel contempo non si fanno scrupolo di gettare al vento non meno di 50 milioni di Euro (secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato) per istituire tre province che saranno utili solo alle burocrazie politico-economiche locali, per ottenere l'effetto psicologico derivante dall'aver piantato tre bandiere sul territorio, tanto per parafrase l'efficace immagine usata dall'On. La Russa? E tutto questo dovrebbe accadere per salvaguardare un "principio generale" che fa acqua da tutte le parti?
Se ai massimi livelli queste considerazioni sembrano non trovare uditorio, non può essere consentito che il silenzio serbato a livello locale per dignità, senso di responsabilità e spirito di appartenenza, possa essere inteso come tacito assenso a tanto scempio. Che fare? Ascoli come Reggio Calabria ? Monticelli come Sbarre? No, caro amico, anche se temo che sarebbero (o saranno) tanti gli aspiranti emuli di Ciccio Franco disposti ad accendere la miccia, in cambio di un po' di pubblicità a buon mercato in vista delle prossime tornate elettorali!
Dopo aver formulato all'on. La Russa i più sinceri auguri per il suo difficile incarico di coordinatore nazionale e avergli confermato la mia personale stima, che intendo estendere a tutti coloro che sono in indirizzo, e aver inviato un sentito e deferente ringraziamento ai 67 deputati che hanno ritenuto di dover votare contro, con amarezza rassegno nelle tue mani le mie dimissioni da AN e ti restituisco la tessera del 2003, quale unico gesto dignitoso che può essere consentito a chi voglia manifestare democraticamente, senza infingimenti, senza furbizie, senza compromessi, il proprio fermo e assoluto dissenso nei confronti del partito (a cui pur modestamente ha concorso fin dalla sua fondazione, per tacere della militanza missina risalente all'ormai lontano 1973) che spacciando la grottesca tesi della salvaguardia di un retorico, slabbrato e nei fatti inconsistente "principio generale" di fedeltà al Governo, si appresta, con uno sfoggio di zelo che dovrebbe essere riservato a ben altre e migliori cause, a dare il suo determinante contributo all'approvazione di una legge che sarà perniciosa per tutto (e sottolineo tutto) il territorio provinciale piceno.
Sono certo che nessuno tu mi conosci fin troppo bene per farlo - vorrà anche solo ipotizzare che abbia assunto questa decisione a dispetto di qualcuno, o perché intenzionato ad iscrivermi ad altro partito, o perché abbia in animo di aderire a liste civiche, listoni bianchi o neri che sono in corso di allestimento, o altre simili amenità (credo che la miglior conferma sulla natura delle mie intenzioni possa essere rappresentata dalle dimissioni dalla presidenza del Consorzio Universitario Piceno che contemporaneamente rassegno nelle mani del Sindaco di Ascoli Piceno): la mia scelta è dettata soltanto, contro ogni dato di realtà, dalla presuntuosa speranza che nei prossimi mesi possa crearsi quella spinta che induca tanti ad una resipiscenza in extremis. E perché del sottoscritto, con le parole di Quintiliano, non si possa dire "esse eum omnium horarum".
Con fraterna amicizia, sicuro di ritrovarci sempre fianco a fianco sullo stesso versante della barricata, come sempre quello più scomodo ed esposto, tuo
Achille
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11/11/2003
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