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Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva contro il “diritto fisso fogne e depurazione”

Ascoli Piceno | Continua la battaglia contro le recenti fatture emesse dal Comune di Ascoli Piceno. I consigli delle 2 associazioni.

Il Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno e la sede ascolana di Cittadinanzattiva stanno ricevendo numerosi reclami  contro le recenti fatture emesse dal Comune di Ascoli Piceno per ottenere il pagamento dai titolari delle utenze del servizio idrico “assimilate al domestico” di circa 500 € quale somma fissa imputata al servizio di depurazione delle acque reflue, per il biennio 2002/2003.

I responsabili delle due associazioni  (l’avv. Micaela Girardi per MDC e l’ing. Alberto Franco per Cittadinanzattiva) ricordano che inizialmente queste somme apparvero all’interno della fattura che CIIP emetteva per riscuotere i canoni del servizio idrico. CIIP era stata incaricata dal Comune della fatturazione, riscossione e conseguente accredito al Comune, proprietario del depuratore, di quanto incassato a tale titolo. 

Le associazioni decisero di contestare la legittimità della pretesa del Comune di ottenere tali altissime somme da una categoria di utenti che confluisce in depurazione reflui che per legge sono “assimilati” agli scarichi domestici. Si tratta, infatti, di attività commerciali, servizi, professionisti, artigiani e altri. Tale esosa pretesa non è giustificabile con la necessità di un maggior costo della depurazione di quegli scarichi rispetto alle utenze domestiche, considerato che gli utenti gravati di siffatta richiesta consumano (e scaricano) pochi metri cubi di acqua l’anno per i servizi igienici essenziali. Mentre, eventuali reflui inquinanti sono (per legge) smaltiti separatamente mediante ditte private, con oneri a carico dei singoli utenti.

Quindi, vennero introdotte oltre duecento cause dinanzi al Giudice di Pace di Ascoli Piceno nel settembre 2003; il Comune eccepì che dovesse pronunciarsi il Tribunale Amministrativo e non il Giudice di Pace.

Ma, la Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del Giudice di Pace e  le cause – nel frattempo sospese in attesa della pronuncia della Suprema Corte - riprenderanno dinanzi al Giudice di Pace all’udienza del prossimo 18 ottobre.

Lo scorso anno, per accordi intercorsi con il Comune,  CIIP preannunciò che  il  Comune si sarebbe occupato autonomamente della riscossione. Ecco la ragione delle fatture attuali. Peraltro, l’importo complessivo è stato parzialmente ridotto, pur rimanendo molto alto.   

Pertanto, gli utenti che hanno introdotto causa - che  non lo abbiano ancora fatto – debbono inviare via fax la fattura  ora ricevuta al numero 0736 257181 quanto prima .

10/10/2006





        
  



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