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La sanità ascolana rischia il colpo di sole ??

Ascoli Piceno | Cgil: «Come ogni anno ci troviamo ad affrontare la “emergenza estiva” Questa volta alla cronica carenza di personale si sommano le aumentate ristrettezze economiche».

Dal comitato degli Iscritti F.P. CGIL Zona Territoriale 13 di Ascoli Piceno riceviamo e pubblichiamo:

Come ogni anno ci troviamo ad affrontare la “emergenza estiva” per l’assistenza sanitaria nella zona territoriale di Ascoli Piceno. Questa volta alla cronica carenza di personale si sommano le aumentate  ristrettezze economiche.

L’unico provvedimento che sembra si possa adottare è la riduzione dei posti letto ospedalieri con accorpamento di molti reparti, anche specialisticamente molto diversi, in due uniche aree dipartimentali, una medica ed una chirurgica.

Non si conoscono altre concrete azioni miranti a ridurre l’accesso di malati nella struttura ospedaliera.

Nei reparti chirurgici, l’esito sarà quello di rimandare gli interventi non urgenti a dopo le ferie; nel dipartimento medico, che già sconta un sovraffollamento delle corsie, non si capisce come si potrà fare fronte ai ricoveri.

Le conseguenze saranno un forte disagio sia per i cittadini, che non troveranno più una struttura ospedaliera pienamente funzionante, sia per gli operatori che dovranno lavorare  in condizioni di criticità.

Le domande che poniamo a questo punto sono:
Perché, ormai da anni, si arriva al periodo estivo in condizioni di criticità ???
Ma la missione della nuova organizzazione della sanità non era quella della gestione manageriale??

Le preoccupazioni però non si limitano al periodo estivo; perché il dubbio che si va sempre più diffondendo è che questi cambiamenti “estivi” diventino stabili nel tempo e costituiscano il nucleo di quel processo di riorganizzazione, conseguenza dell’entrata a regime dell’attività dell’ASUR e della costituzione delle aree vaste.

Su questo processo di riorganizzazione la CGIL vigilerà attentamente e già da ora possiamo dire alcune cose che per noi sono irrinunciabili:

- Le ricercate compatibilità economiche non potranno giustificare una riduzione complessiva dei livelli di assistenza:senza adeguata attività territoriale ( reale e non annunciata) non è pensabile una ulteriore riduzione dei posti letto ospedalieri.

- Nel processo di riorganizzazione dovrà essere chiaro il modello di riferimento: è accettabile una integrazione delle attività specialistiche nella struttura dipartimentale, ma non la scomparsa di tutte le specialità in un unico calderone generalista. I cittadini dovranno continuare ad avere nel loro territorio risposte adeguate ai loro bisogni di salute.

- La integrazione delle attività nell’area vasta dovrà essere prevista in un piano generale chiaro e completo, condiviso dai cittadini e dalle associazioni che li rappresentano: la assistenza socio-sanitaria è bene troppo prezioso per questa zona territoriale, già in sofferenza per tanti altri motivi, perché si possa accettare di vederla ridimensionata.

Con questo primo documento la FP CGIL comincia un percorso all’interno della sanità ascolana che mira a far partecipare i cittadini alla conoscenza ed alle scelte su questa delicata materia.

14/06/2006





        
  



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