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Sviluppo del Piceno in corsa

Ascoli Piceno | Mandozzi:"I numeri delle procedure di mobilità aperte sul territorio, si sono dimezzati".

di Emidio Mandozzi*

Mandozzi


“Se è vero che la disoccupazione è un problema, anche pressante, del territorio, dovrebbe essere altrettanto doveroso riconoscere l’impegno profuso da Regione e Provincia, che di concerto con enti locali, forze sociali, associazioni imprenditoriali ed istituti di credito, hanno cercato di mettere in piedi un nuovo sistema operativo per far ripartire lo sviluppo del Piceno. Ed i primi, incoraggianti segnali ci sono: i numeri delle procedure di mobilità aperte sul territorio, a leggere i risultati dei primi quattro mesi dell’anno, si sono dimezzati. Così come estremamente positivo è il fatto che le imprese hanno iniziato a mettere in cima al capitolo investimenti, l’innovazione e la ricerca.
Il cammino è ancora lungo, e nessuno lo nasconde, ma l’aria è cambiata ed annuncia una nuova ‘primavera’”

Sono 629 i casi di mobilità in provincia, riferiti a tutto il mese di aprile, e se è indubbio che sono ancora tanti, troppi, è anche vero che a voler fare un raffronto con analoghi periodi degli scorsi anni, si nota quasi un dimezzamento rispetto al 2005 (1.105 nei suoi primi quattro mesi), mentre ad aprile 2004 erano 813 le mobilità registrate dalla Commissione Provinciale Lavoro.

Ora se è vero che la disoccupazione (ma io ci metterei anche l’inoccupazione, soprattutto giovanile e femminile) è il problema dei problemi dell’intera provincia ascolana (e nazionale), è altresì vero che la Provincia, così come la regione Marche, si stanno adoperando da tempo a che questo territorio possa ritrovare la stella polare di un nuovo sviluppo, sia esso economico che produttivo ed occupazionale. Uno sviluppo solido ed ancorato ai valori ed alle peculiarità di questa terra così generosa, che dimostra di avere volontà ed intelligenze in grado di risalire la china.

Se questo è il contesto, non si possono non vedere i primi (vogliamo definirli timidi?) segnali di inversione di tendenza, ad iniziare proprio dai numeri delle mobilità sopra riportati, così come dovrebbero essere valorizzati di più e meglio i risultati, in termini prospettici sul futuro, prodotti da alcune iniziative seminariali (come in occasione dell’accordo tra le province di Ascoli e Teramo sulle infrastrutture viarie, propedeutico ad una più fattiva collaborazione generale tra le due amministrazioni, o come nel caso del convegno sull’innovazione tecnologica svoltosi a Porto D’Ascoli) che, organizzate dalla Provincia, hanno evidenziato non solo una rinnovata volontà dei tanti soggetti presenti a quei tavoli (università locali, istituti di credito, associazioni imprenditoriali e forze sociali) di provare a ridare smalto al sistema produttivo attraverso l’innovazione e la ricerca, ma soprattutto attraverso un nuovo modo di collaborare insieme, di “fare squadra” direbbe il presidente Montezemolo.

Certo, occorrono anche forti iniezioni di fiducia da parte di tutti e, se posso permettermi, anche e soprattutto da parte di quanti hanno il potere di contribuire a formare più di altri il pensiero della gente, di quei cittadini, ascolani e fermani, che debbono poter credere ed impegnarsi per il proprio territorio, per le proprie famiglie, per i propri figli e nipoti, con rinnovato desiderio di “fare bene”.

Individuato il metodo (una nuova concertazione che metta insieme soggetti ma soprattutto idee innovative), si tratta ora di renderlo operativo in termini di risultati. La Provincia, da par suo, ci sta provando, tanto che sul progetto ha investito risorse economiche ed anche politiche. Se il bicchiere, ad oggi, si sta pian piano riempiendo, non è quindi detto (ed oltremodo sarebbe anche ingiusto) vederlo mezzo vuoto: iniziamo a pensare e ad immaginare, almeno questo è il mio invito, in maniera un po’ più positiva il nostro futuro.


*Vice Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Assessore alla Formazione Professionale e Politiche Attive del Lavoro

21/04/2006





        
  



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