Vedo un bel mondo in televisione ma mi brontola lo stomaco
Ascoli Piceno | Il professor Paolo Gambescia ha illustrato come lUnione intenderà muoversi su un aspetto delicato e determinante come quello dellinformazione
di Federico Biondi
Mauro Gionni ha presieduto l’incontro “l’Ulivo e l’informazione” ed ha presentato agli intervenuti Paolo Gambescia, ex direttore de L’Unità e de Il Messaggero, attualmente docente universitario e candidato alla Camera dei Deputati per la lista de L’Ulivo. Il professore nel suo intervento ha illustrato in modo chiaro le direttrici da seguire in materia d’informazione e conoscenza, qualora il centro sinistra vinca le elezioni politiche. L’incontro avvenuto presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno è stato seguito da una folta e attenta platea, presenti anche molti cronisti delle note testate giornalistiche locali. Un evento atteso che non ha deluso la platea, la quale è stata invitata a riflettere sui meccanismi dell’informazione e sulla loro complessità.
Gambescia dopo aver disquisito e introdotto le “nefandezze” del governo di centro destra ha ricordato che il Cavaliere Berlusconi ha vinto le elezioni non nel 1994 ma bensì nel 1984, quando cominciò ad acquistare le televisioni locali per poi unificarle sotto un unico soggetto privato. Questa azione fu successivamente sancita e regolamentata dalla Legge Maccanico “Istituzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivo”. Mentre la sinistra guardava sorniona e soddisfatta quest’esempio di pluralismo, Berlusconi procedeva nel suo disegno culturale.
Disegno culturale che portò alla definizione di un nuovo modo di pensare, Berlusconi in sostanza propose con successo un diverso modello comportamentale fatto di telenovelas, yuppie e consumismo. Aiutato anche dagli eventi politici di quegli anni, il fenomeno tangentopoli, riuscì a spostare una grande fetta dell’elettorato che riponeva sogni e speranze in questo “nuovo” uomo prestato alla politica. Riuscì quindi, tramite i suoi canali televisivi, ad imporre un modello culturale.
Alla luce di ciò Gambescia ha proposto due riflessioni: la prima su cosa significa comunicare e la seconda se le tre reti televisive in possesso di Berlusconi sono ancora il mezzo del suo possibile successo elettorale.
Gambescia chiama la sinistra e i suoi rappresentanti, a guardare al futuro e non cristallizzarsi su posizioni anacronistiche, augurandosi che tra qualche hanno un soggetto che non sia necessariamente Berlusconi, non controlli e non usi a suo favore i nuovi mezzi comunicativi messi a disposizione dalla nuove tecnologie informatiche. Sui banchi degli “imputati” salgono i telefoni portatili, l’Italia è una delle nazioni che ha più cellulari di tutto il mondo, il World Wide Web comunemente denominato internet ed in esclusiva per l’Italia, la televisione digitale.
Queste nuove forme di informazione sono associate a nuovi apparecchi tecnologici e non c’è una regolamentazione che dia quella libertà intesa come capacità di controllare i processi, presupposto necessario affinché non ci sia un uso distorto dell’informazione.
Anche il mondo scientifico è coinvolto da questo fenomeno, come ricorda il professor Gambescia, basti pensare all’aviaria e di come ci sia una scarsa conoscenza, anche da parte dei giornalisti. Il cittadino sommerso da una moltitudine di informazioni, che non necessariamente coincidono con la conoscenza, diviene succube dei processi mediatici dell’era della tecnologia.
La tecnologia ha un ruolo di primaria importanza ma è indispensabile precisare che questa mancanza di regole è “volutamente voluta” e allo stesso tempo non impedita dai produttori delle apparecchiature informatiche di ultima generazione, che così facendo ne mantengono il controllo.
D’altronde il Cavaliere Berlusconi è stato solamente scaltro a reinventarsi l’utilizzo della televisione. La par condicio in tutto questo è una trovata dell’ultimo minuto e il caro vita denominato simpaticamente “la legge della zucchina”, orienterà in queste elezioni politiche il voto degli italiani. A ciò non si può riparare neanche con la più grande diavoleria elettronica a servizio del più sofisticato sistema comunicativo.
Erano presenti all’incontro molti esponenti politici locali: l’assessore provinciale Emidio Mandozzi, i consiglieri comunali Roberto Allevi e Anna Casini, l’assessore comunale di Offida Valerio Lucciarini, Giuseppe Pierantozzi della Margherita e i candidati al Parlamento dell’Ulivo tra cui il sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini, il vice presidente della provincia Pietro Colonnella, il notaio Caserta e infine l'onorevole Orlando Ruggeri.
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23/03/2006
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