L'Italia dei Valori e la Carbon
Ascoli Piceno | Merlonghi: "Eppure il destino della Sgl Carbon poteva essere previsto.....".
di Dante Merlonghi*
Pare di capire che questa città si mobilita sempre quando le cose stanno per precipitare o meglio, quando si comprende che la classe dirigente e amministrativa di questa città lascia che le cose vengano risolte dal caso. Se poi la situazione precipita ed e troppo tardi allora la mobilitazione viene sollecitata con la pretesa che i cittadini, i lavoratori scendano nelle piazze. Eppure sulla SGL Carbon avevamo avvertito e manifestato per la sua chiusura (senza se e senza ma) pensando nello stesso tempo di accompagnarne la chiusura con provvedimenti che mettessero al riparo i lavoratori, avendo allora anche il tempo per programmare, per ricercare , per organizzare, per pianificare.
Nel 2000, anno di promozione del referendum, avevamo scritto decine di documenti affinché si potesse arrivare a programmare una chiusura dell’azienda che prevedesse anche il futuro delle maestranze oltre che quello della città.
Sordi, inaffidabili, insensibili, clientelari! Sono questi gli aggettivi che possono classificare oggi chi ci governa. Eppure il destino della Sgl Carbon poteva essere previsto se solo ci si fosse fermati un attimo ad osservare i fumi delle ciminiere, l’avanzare della cementificazione intorno allo stabilimento caratterizzata dalla nascita, anno dopo anno, della città moderna dei servizi, delle abitazioni, degli alberghi, avanzata che tende a circondare in una morsa sempre più stretta l’archeologia industriale di una fabbrica che non vuole ancora cessare di vivere. La globalizzazione e i mercati internazionali ormai l’hanno ingabbiata in un destino soffocante che può solo portala alla chiusura dei cancelli con una catena.
Il processo è ormai inevitabile ma, purtroppo, trova questa città impreparata. La rabbia dei lavoratori esplode proprio perché nel loro futuro intravedono quelle miopie, quella improvvisazione e quella superficialità di azione e di pensiero che ha contraddistinto in questi anni la nostra classe politica.
Sarebbe oggi troppo facile scagliarsi contro questo o quello, la verità è che, come per la provincia di Fermo , siamo costretti a correre ai ripari. E per noi il primo obbiettivo sarà quello di essere al fianco dei lavoratori programmando con essi si la chiusura dello satabilimento, gestendo direttamente con essi, se lo vorranno, la fase di trasformazione della città, senza delegare più nessuno, garantendo in primo luogo i posti di Lavoro.
Possiamo ancora farcela, non facciamoci trovare impreparati. Facciamo proposte e troviamo soluzioni subito.Se poi si preferisce come allo stadio che qualche facinoroso tenti di spaccarmi la faccia allora si accomodi . Abbiamo in quel momento perso tutti , io perché ovviamente capisco che la fabbrica non chiude certo per il referendum , i lavoratori sicuramente non perderanno il posto di lavoro per l’inquinamento, la città perché sarà costretta con i soldi dei cittadini a pagare il disinquinamento di quel sito.
Eppure avete visto quanto clamore nazionale è ancora in corso perché l’arpam ha attraverso le sue analisi portato alla luce il caso NESTLE, come mai nonostante le relazioni della stessa arpam che dichiarano quella industria altamente pericolosa e nociva per la salute dei cittadini ancora oggi non si riesce a certificare ciò. Eppure quel certificato potrebbe diventare oggi importantissimo per salvaguardare il reddito di tutti i lavoratori.
* Italia dei Valori
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08/12/2005
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