Pareggio casalingo per l'Ascoli con la Reggina 1-1
Ascoli Piceno | Delusione in casa bianconera per la vittoria sfumata.
di Boris Giorgetti
ASCOLI (4-4-2): Coppola, Comotto, Paci, Domizzi, Del Grosso, Foggia (72 ‘ Quagliarella), Guana (70‘ Carbone), Biso, Parola, Fini, Bjelanovic. All. Giampaolo – Silva.
REGGINA (4-5-1): Pavarini, Lanzaro, De Rosa, Lucarelli (82’ Ceravolo), I. Franceschini, Mesto, Paredes, Biondini, Modesto (69’ Lauro), Cozza, Vigiani (69’Missiroli). All. Mazzarri.
ARBITRO: De Santis di Roma
MARCATORI: 60’ Fini; 87’ Paredes.
NOTE:
ESPULSI: Franceschini (Re) 57’. AMMONITI: Del Grosso, Domizzi, Parola, Bjelanovic (As); Lanzaro, Lucarelli (Re). RECUPERO: 2’- 5’.
SPETTATORI: 8.000 circa.
Doccia fredda per l’Ascoli, raggiunto sull’1-1 a due minuti dal termine dopo che aveva assaporato per venti minuti la possibilità di incamerare tre preziosissimi punti.
Ma i bianconeri avrebbero da fare un grandissimo mea culpa per come hanno gestito la gara nell’arco di tutti i novanta minuti.
Gli ospiti scendono in campo con una squadra molto meno abbottonata di quanto l’assetto tattico schierato non lascerebbe presupporre. Mazzarri fa di necessità virtù e, privo di un attaccante che sia uno, è costretto a schierare un inedito 4-5-1 con i trequartisti Cozza e Vigiani ad alternarsi nel ruolo di estremo offensivo.
Tutti si aspettano una Reggina chiusa e sulla difensiva ma già al 2’ sono proprio i calabresi a buttarsi in avanti e a trovare perfino il gol con Lucarelli ma il guardalinee annulla per fuorigioco, tra i dubbi e le proteste dei giocatori amaranto. Non passano sessanta secondi che è Vigiani, lanciato a rete, a sparare addosso a Coppola.
I padroni di casa cercano di scuotersi ma non riescono mai a pungere. Bjelanovic lì davanti è troppo isolato, Foggia sulla destra sempre troppo prevedibile e passare per via centrale è quanto mai duro con la linea maginot innalzata da Mesto e compagni.
Per contro è la Reggina a ben figurare, soprattutto grazie al suo uomo migliore, Cozza, pericolosissimo dai calci piazzati e sempre lucido nel servire il compagno meglio piazzato.
La ripresa, giocata sotto una pioggia incessante, vede un Ascoli più volitivo e una Reggina che arretra di qualche metro. Giampaolo inverte gli esterni di centrocampo per sorprendere gli avversari e rendere più fluida la manovra. La partita, improvvisamente, si infiamma. Nell’arco di pochi minuti si assiste al brutto fallo di Ivan Franceschini su Guana (57’) che De Santis sanziona col rosso diretto scatenando le ire di un furibondo Mazzarri.
Passano tre minuti ed è proprio il peperino Foggia che, con un azione irresistibile sulla sinistra, entra in area e serve a Fini la palla del vantaggio.
Al 60’ l’Ascoli avrebbe l’occasione per chiudere l’incontro: Bjelanovic ruba palla a centrocampo e si invola verso la porta avversaria. Pavarini esce mancando la palla e travolgendo l’attaccante croato: l’arbitro dopo breve consultazione col collaboratore estrae il cartellino giallo, ammonendo l’ascolano per simulazione.
Al 62’ da un traversone dalla destra di Cozza, la palla arriva all’altezza del fondo con Comotto che, nel tentativo di saltare viene spinto da un avversario toccando la palla con la mano alzata: per l’arbitro è rigore tra l’incredulità dei tifosi bianconeri per un fallo tanto strano quanto inutile. È lo stesso Cozza ad andare sul dischetto ma il suo tiro è incredibilmente parato da Coppola: l’estremo difensore bianconero, grazie ad un balzo felino riesce a respingere la palla con la mano sinistra. Sulla susseguente azione la Reggina trova il gol grazie ad un tocco sfortunato di Bjelanovic verso la propria porta ma De Santis nuovamente annulla per un fallo ai danni di Coppola.
Gli ospiti non ci stanno a perdere e l’Ascoli non riesce a chiudere la partita nonostante l’ingresso di forze fresche come Carbone e Quagliarella.
All’ennesimo tentativo però gli amaranto trovano il meritato pari (87’): ancora Cozza, dalla destra mette in mezzo con la palla che attraversa tutto lo specchio della porta. Per Paredes, appostato sul secondo palo, è fin troppo facile buttarla dentro.
I marchigiani perdono un'altra buona occasione per rilanciarsi in classifica ma quello che più continua a preoccupare e l’assenza di attaccanti in grado di finalizzare un gioco che, tutto sommato, non manca all’undici di Silva e Giampaolo.
Continua, invece, il periodo d’oro per la squadra calabrese che ha disputato un gran partita senza mai mollare, cercando in ogni momento di rispondere colpo su colpo, nonostante i molti problemi di formazione.
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11/12/2005
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