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Presentato il Documento Programmatico Previsionale del 2006

Ascoli Piceno | La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno è tesa al raggiungimento di scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio

di Federico Biondi


La Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ha presentato alla stampa il Documento Programmatico Previsionale del 2006. Tale documento è stato approvato dall’organo di indirizzo nella seduta del 28 ottobre del 2005, comunque è necessario premettere che la Fondazione con questo atto è giunta a metà della programmazione del triennio 2005-2007.
 
Il maggior numero dei progetti non è nuovo, rispetto all’anno precedente ci sono alcune novità ed una di queste è il progetto che prevede il recupero di alcuni pozzi di Ascoli Piceno, per fini artistici e culturali ma soprattutto per riportare la falda acquifera sottostante la città ad un livello meno pericoloso per gli immobili cittadini.
 
Negli ultimi 50 anni sia per le perdite della rete idrica sia per il mancato utilizzo dei pozzi, il livello dell’acqua si è innalzato creando problemi alle fondamenta di molti palazzi, inoltre si notano affioramenti di umidità in molti locali del pian terreno negli edifici del centro storico. Il progetto ha un costo relativamente basso ma è molto utile per i cittadini della città di Ascoli Piceno.
 
Un altro progetto è creare un marchio, una scuola professionale per il merletto al tombolo di Offida. Il progetto si realizza in collaborazione con la municipalità della città di Offida ed ha anche lo scopo di veicolare la promozionale del territorio Piceno.
 
La Fondazione ha aderito anche ad una idea del comune di Ascoli Piceno, per quanto riguarda il restauro della storica chiesa dell’Assunta all’interno del complesso di Villa Sgariglia.
 
Tra i progetti spicca per il metodo operativo, l’acquisto della casa a favore dell’UNITALSI affinché si realizzino due case famiglia per disabili. La Fondazione per realizzare questo progetto di circa 1 milione e 400 mila euro, non ha recuperato liquidità dal patrimonio ne ha sottratto finanziamenti ai progetti già programmati, ma ha stipulato un mutuo di trent’anni da circa 20 mila euro l’anno.
 
Con questi soldi finanzia l’acquisto del fabbricato che successivamente diventerà patrimonio della Fondazione incrementandolo, una operazioni estremamente importante per garantire il futuro dell’Ente.
 
Il fabbricato sarà messo a disposizione dell’Unitalsi a condizione che il progetto si realizzi nella sua interezza, quindi la Fondazione mette a disposizione il fabbricato che dovrà essere restaurato e messo a norma dall’associazione per accogliere i circa 16 locatori.
 
La Filosofia del documento programmatico è quella di dichiarare in anticipo quali sono gli obiettivi e le sue finalità che la Fondazione Cassa di Risparmio intende raggiungere, quindi si sottopone indirettamente ad un giudizio da parte della comunità, sul grado e la capacità di raggiungere gli obiettivi preposti.
 
Per quanto riguarda la strategia la fondazione interviene sul settore della cultura, facendo sì che gli eventi culturali possano migliorare la qualità e la quantità dei flussi turistici. L’evento culturale non ha il solo scopo di allietare i cittadini di Ascoli Piceno, ma anche quello di richiamare soggetti provenienti da alte regioni d’Italia.
 
Una delle direttive della Fondazione è quella di puntare molto sul capitale umano che è presente nella comunità di riferimento la quale è composta dai 38 comuni originari della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Tra le strategie e i metodi operativi messi in atto dalla Fondazione sicuramente c’è quella di evitare interventi finanziari comunemente chiamati “a pioggia”, a favore di una programmazione pluriennale che pone una finalità ai progetti.
 
Comunque per alcuni progetti come quello del merletto a tombolo la Fondazione sta lavorando in termini scientifici, valuterà tramite degli indici il grado di raggiungimento della finalità del progetto. Questa modalità da una lato responsabilizza l’Ente e dall’altro invita il territorio a ragionare in termini di indici qualitativi.
 
Valutare il proprio lavoro ed essere responsabili di fronte alla comunità, in questo contesto rientra la procedura della Fondazione secondo la quale l’Ente non è più il finanziatore al 100% delle iniziative ma cerca la compartecipazione di altri soggetti.
 
Consegue che la Fondazione nel Documento Programmatico Previsionale del 2006 ha fatto delle ipotesi su quale sarà il reddito quindi, prima di erogare finanziamenti, dovrà verificare che le risorse ci siano. Comunque in caso non ci sia quella liquidità sperata, a causa di congiunture economico finanziarie particolarmente sfavorevoli, la Fondazione può comunque finanziare i progetti in cui crede grazie ad un fondo preventivamente messo da parte per un’autonomia operativa.
 
La normativa impone alla Fondazione di concentrare la sua attività su alcuni settori e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno ne ha individuati cinque che per adesso sono quelli tradizionali come l’arte, la medicina, la ricerca scientifica e la formazione.

11/11/2005





        
  



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