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Piccola Industria, è ora di guardare al futuro

San Benedetto del Tronto | Il neo Presidente Marco Calvaresi traccia un bilancio dei suoi primi mesi di lavoro quale responsabile della sezione Piccola Industria Picena. Il futuro? Innovazione, tecnologia, comunicazione, benessere e accoglienza.

di Stefania Serino

Marco Calvaresi, Presidente Piccola Industria Confindustria AP

Rientrato dal meeting formativo di Scuola Alta Confindustria PMI tenutosi a Roma lo scorso 21 settembre, Marco Calvaresi neo presidente della sezione piccola industria picena, traccia un bilancio dei suoi primi mesi di lavoro alla guida della sezione confindustriale.

Fondamentale, più che mai in questo momento di crisi, l'approccio diretto con le alte cariche confindustriali, che Calvaresi ritiene prezioso per dare nuova linfa vitale alla piccola industria picena promuovendo la filosofia confindustriale attualmente condivisa, che richiama all'internazionalizzazione, all'innovazione ma soprattutto all'unione tra gli imprenditori.

Presidente, un bilancio dei suoi primi mesi di lavoro quale responsabile della piccola industria picena
Un bilancio molto positivo, abbiamo una squadra forte che ha voglia di far bene, decisa ad affrontare in modo unitario le problematiche territoriali; inoltre siamo in contatto diretto grazie al presidente Mario Mancini con il Presidente nazionale Piccola Industria Confindustria Vincenzo Boccia.

Qual è la situazione attuale delle nostre imprese?

Il momento di crisi è sotto gli occhi di tutti, una situazione abbastanza compromessa dal punto di vista occupazionale, ma ritengo che il vero problema risieda nell'approccio, che paragono ad una sorta di navigazione a vista, senza una precisa strategia da parte delle componenti economiche e politiche determinando un clima di incertezza tra gli imprenditori.

In che senso ?
Significa che bisogna evitare di lasciar scappare le grandi industrie che rappresentano per il territorio una garanzia occupazionale. Le piccole medie industrie stanno reagendo con più forza alla crisi per diversi fattori, tra cui il radicamento territoriale e l'elasticità con cui riescono ad adeguarsi ai mercati; situazione molto più difficile per la grande industria che non essendo più competitività, decide di delocalizzare.

Qual è la strada da percorrere a suo avviso?
Ritengo che Confindustria negli ultimi anni ha adottato una valida strategia per le imprese, indicando loro la strada dell'innovazione/formazione, internazionalizzazione fino ad arrivare al sistema delle reti e delle aggregazioni: tutto questo è possibile, basta crederci.

Queste indicazioni valgono anche per la nostra provincia?
Certo che si. Il futuro del Piceno a livello industriale sarà meno votato al manifatturiero quantitativo, e più incline a mercati di nicchia, grandi opportunità le intravedo in settori quali la green economy, l'agroalimentare, i servizi, il turismo: dai parchi naturalistici all'accoglienza ricettiva.

Ha già in mente qualche progetto?
Credo nei giovani e nelle opportunità legate alle nuove tecnologie, mi piacerebbe che si potesse creare un distretto delle comunicazioni, nonché un polo del benessere da Acquasanta a San Benedetto del Tronto, un'idea già sposata da alcuni imprenditori che si sono messi insieme per creare le terme di San Benedetto del Tronto - Riviera delle palme.

Tornando a Confindustria, qualche sfogo di troppo da parte dell'imprenditoria sambenedettese o è tutto rose e fiori?

Confindustria Ascoli Piceno è un'associazione molto democratica, soprattutto con il Presidente Bruno Bucciarelli, quindi è normale che qualcuno faccia sentire la propria voce, non è normale perdere degli imprenditori che sono in Confindustria Ascoli Piceno da trent' anni come Rolando Rosetti o persone come Tommaso Caroselli che ha una delle aziende più internazionalizzate del Piceno; è mia intenzione cercare di recuperare tutte le migliori professionalità ed eccellenze industriali sambeneddetesi.

Guardando indietro nella sua attività, qualche rammarico?
L'unico rammarico riguarda l'impossibilità di aver potuto interagire con la mia città.

Cosa intende dire?
Negli ultimi anni ho rivestito diversi ruoli (nazionali, regionali, provinciali) dove se ci fosse stata un po' di collaborazione da parte dell'amministrazione comunale avremmo potuto sviluppare diversi progetti. Nel mio piccolo ritengo di aver rappresentato positivamente la mia città con un lavoro di proposta ed osservazioni.

Guardando avanti invece?
Sono molto soddisfatto di essere entrato nel nuovo C.D.A. dello storico Caffè Meletti, una fiducia soprattutto da parte del dott. Vincenzo Marini Marini, che mi ha fatto molto piacere e che intendo ripagare con il dovuto impegno. E' un risultato che premia la rappresentanza turistica della nostra città anche se, come si sa, nessuno è perfetto in patria.

Grazie Presidente.
Grazie a lei.

 

10/10/2010





        
  



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