Il 'Caso Ballarin' sempre più 'Caos Ballarin'
San Benedetto del Tronto | Il dietro-front della Fondazione si abbatte sulla città come un temporale estivo. Gaspari ha incontrato Marini Marini. Il Sindaco relazionerà alle Commissioni Urbanistica e Lavori Pubblici. Si attendono novità ma intanto si susseguono i commenti politici.
di Marco Braccetti
(da sinistra) il Presidente Marini Marini ed il Sindaco Gaspari
L'addio della Fondazione Carisap al progetto di riqualificazione dell'area Ballarin è definitivo o ci sono ancora margini di trattativa? I 10 milioni di euro che l'ente vorrebbe (voleva?) investire possono essere trasferiti verso altre zone della città (zona Campo Europa o ex galoppatoio)? Sono queste le domande che circolano negli ambienti del Comune all'indomani della pubblicazione del comunicato stampa con cui la Fondazione ha fatto sapere di ritirarsi dal progetto Ballarin, definendo impossibile conferire il mandato all'arch. Bernard Tschumi.
Nella mattinata di oggi - martedì 11 novembre - il Sindaco Giovanni Gaspari ha incontrato nella sede della Fondazione Carisap il Presidente Marini Marini. Dopo l'incontro la Fondazione ha diramato una nota stampa dove si legge che nel corso del summit: "si è discusso sull'ipotesi di bando pubblico relativo alla riqualificazione dell'Area Ballarin. Al riguardo la Fondazione ha rinviato ai propri Organi per le decisioni di merito, quando e se ve ne saranno i presupposti. Sul piano tecnico invece sono state esaminate le difficoltà relative alla eventuale partecipazione al bando". In serata il Sindaco parlerà degli ultimi sviluppi davanti alle Commissioni Consiliari Lavori Pubblici e Urbanistica, convocate in seduta comune giorni fa con all'Ordine del giorno proprio la discussione dell'atto d'indirizzo sul Ballarin.
Un atto d'indirizzo che fa espliciti riferimenti alla Fondazione, tanto che diversi osservatori lo hanno definito come un vestito cucito su misura per l'ente ascolano. Il documento quindi dovrebbe essere praticamente riscritto da cima a fondo.
Sempre nella mattinata di martedì ha preso posizione la Presidente del Consiglio Comunale Giulietta Capriotti: "Mi metterò presto in contatto con Marini Marini per chiedergli di rivedere la sua posizione. Spero che la Fondazione ci ripensi. Sarebbe una grave perdita per la città". In ogni caso la presidente conferma che l'atto d'indirizzo subirà dei cambiamenti: "Alla luce degli ultimi sviluppi sarà sicuramente modificato". Anche l'assessore Provinciale Nino Capriotti ha lanciato un appello alla Fondazione affinché conceda a San Benedetto un'ultima possibilità (per approfondimenti vedasi l'articolo correlato).
Intanto si susseguono dichiarazioni da parte delle varie forze politiche cittadine. L'Udc, per bocca del suo Capogruppo Consiliare Marco Lorenzetti, chiarisce la propria posizione in merito alla vicenda. Una posizione - a suo dire - spesso strumentalizzata e derisa dagli altri partiti della minoranza: "Non abbiamo dato una mano al Sindaco - chiarisce Lorenzetti - ma l'abbiamo data alla città, spero che San Benedetto non abbia perso un'opportunità storica irripetibile".
I centristi non lesinano critiche al primo cittadino che, forse preso dall'entusiasmo, ha accelerato troppo i tempi dando ormai per concluso un iter tecnico e burocratico rivelatosi poi particolarmente lungo e problematico. Criticata anche la scelta della Fondazione Carisap di imporre al Comune il 31 ottobre come termine ultimo per accettare la sua proposta: "Hanno trattato una vicenda così importante come una semplice cambiale in scadenza". Infine strali contro una ‘certa opposizione', ossia il Popolo della Libertà: "Un'opposizione cattiva nei confronti della città", taglia corto Lorenzetti. "Impegnata solo a fare dietrologie", rincara la dose Pino Nico.
Duro il commento del Capogruppo di Forza Italia Bruno Gabrielli che attacca il Sindaco Gaspari: "Errare è umano ma perseverare è diabolico".
In una lettera scritta al Sindaco dal Presidente Marini Marini, datata 30 settembre 2008, si può leggere: "(...) per quanto concerne l'individuazione dell'area, nel rimettere in ogni caso al Comune la competenza della scelta, nell'apprendere la possibilità che ci siano difficoltà per lo stadio Ballarin, si fa presente che - come più volte sottolineato - la Fondazione non ha assolutamente nessun problema a lavorare su qualunque altra area". "Invece - lamenta Gabrielli - Gaspari si è arroccato sulle sue posizioni, tirando dritto e continuando ad indicare il Ballarin come zona prescelta per l'intervento della Fondazione, non tendendo conto dei vincoli di indisponibilità e di inalienabilità decennale e confezionando un atto d'indirizzo che abbiamo più volte valutato irricevibile. Oggi stiamo pagando la pervicacia del Sindaco. Ora Gaspari si adoperi affinché si possa trovare una nuova area dove la Fondazione possa investire i 10 milioni".
Fondazione o non Fondazione Gabrielli comunque ritiene indispensabile che l'area Ballarin venga riqualificata: "attraverso un procedimento scevro da qualsiasi imperfezione ed attraverso cui il Comune mantenga la proprietà ed il privato realizzi un'opera che risponda in pieno alle indicazioni del Consiglio Comunale".
"La nostra volontà di riqualificare del Ballarin è sempre stata chiara", valuta a nome di Rifondazione Comunista Daniele Primavera, "certo è che eravamo siamo e saremo contrari alla donazione dell'area a dei soggetti privati. Siamo aperti a discutere su un accordo di programma o un project financing". Primavera inoltre aggiunge un ulteriore elemento alla discussione: "Abbiamo effettuato degli studi di massima ed è emerso con chiarezza che con i 10 milioni che la Fondazione avrebbe investito non sarebbero stati sufficienti per realizzare, come annunciato, una grande opera architettonica di livello mondiale. Forse si era pompato un po' troppo il progetto. Tra costi per la demolizione dello stadio, parcelle di Tschumi ed il suo staff, rifacimento della viabilità della zona certo non ci sarebbero rimasti i fondi necessari per realizzare meraviglie simili alla Vela di Dubai od alla Opera House di Sydney, progetti presi a paragone per descrivere l'opera che si sarebbe voluto realizzare a San Benedetto".
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11/11/2008
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