La banda aveva agito armata di tagliarino, rubando 35mila euro. I malviventi si erano camuffati.
Teramo | Carabinieri e poliziotti di Teramo arrestano intera banda di rapinatori della Tercas di Roseto, in collaborazione con il Ris di Roma. Tre rapinatori arrestati, altre due persone denunciate. A Morro dOro operazione antidroga dei carabinieri, due arresti.
di Nicola Facciolini
Polizia di Stato e Carabinieri (Archivio N. Facciolini)
Sono stati arrestati gli autori del colpo di fine stagione portato a compimento ai danni della filiale Tercas di Roseto (Te) lo scorso agosto. In carcere sono finiti: C.R., nato a Catanzaro nel 1946 e residente a Roma, M.G., nato a Roma nel 1949 e ivi residente (sorvegliato speciale P.S.) e V.S., nato a Roma nel 1976 e ivi residente. La brillante operazione è da ascrivere al comando provinciale dei carabinieri di Teramo ed alla Questura di Teramo. In collaborazione con il Ris di Roma, le forze dell'ordine aprutine sono riuscite a individuare e ad assicurare alla giustizia tre rapinatori professionisti, appartenenti a una banda di cinque persone.
"La banda aveva agito armata di tagliarino - spiega in conferenza stampa alla Questura di Teramo, il dott. Gennaro Capasso, a capo della squadra mobile aprutina - alle ore 10:30 del 27 agosto scorso, quando si era fatta consegnare dagli impiegati dell'istituto di credito oltre 35mila euro in contanti, riuscendo a immobilizzare le persone della banca e i clienti con grande maestria, il tutto in pochi minuti". I malviventi si erano camuffati da famiglia in vacanza: avevano anche preso posto in un vicino albergo di Roseto, con moglie e figli.
"Avevano presentato documenti falsi alla registrazione - rivela il capitano Nazareno Giuliani a capo del reparto operativo presso il comando provinciale carabinieri di Teramo - ma per il successo dell'operazione è stata decisiva la sinergia info-investigativa dei carabinieri e dei poliziotti aprutini grazie a una lunga serie di accertamenti, alle attività tecniche ed ai numerosi controlli posti in essere nelle vie circostanti il luogo della rapina".
Il gruppo criminale, però, sulle prime era riuscito a sfuggire alle forze dell'ordine prontamente intervenute, lasciando in tutta fretta le stanze dell'albergo, abbandonando scarpe e vestiti senza pagare il conto. L'attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore, la dott.ssa Roberta D'Avolio dell Procura delle repubblica del tribunale di Teramo, supportata da analisi tecniche di comparazione antropometrica dei volti grazie ai carabinieri del Ris di Roma, ha condotto le forze dell'ordine di Teramo agli inconfutabili elementi oggettivi di reità.
"Elementi - spiega il dott. Capasso - che hanno formato le fonti di prova ritenute valide dal Gip Marco Billi per emettere i successivi provvedimenti di custodia cautelare in carcere".
Le tre ordinanze sono state eseguite sabato mattina 8 novembre 2008 in Roma e Tivoli dove poliziotti e carabinieri di Teramo, insieme ai colleghi dei rispettivi reparti dislocati sul territorio, hanno catturato due ignari componenti del terzetto criminale.
"Abbiamo notificato al carcere de L'Aquila dove si trovava detenuto per altra causa - rivela il cap. Giuliani - l'ordine del tribunale di Teramo al terzo componenete della banda. Le altre due persone sono state denunciate per favoreggiamento personale e reale". Per reati perpetrati, secondo l'accusa, nel dare manforte alla banda per sottrarla alle investigazioni in corso e consentirne l'uso dei documenti falsi. Gli inquirenti assicurano novità dagli interrogatori dei tre arrestati, due associati al carcere di Roma "Regina Coeli" e il terzo a L'Aquila.
Non solo. L'operazione atidroga messa a segno dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Giulianova, al comando del Luogotenente Antonio Longo, nella tarda serata di sabato 8 novembre ha portato all'arresto, con l'accusa di detenzione al fine di spaccio di stupefacenti, di: D.P.A., 26enne di Giulianova, già noto alle forze dell'ordine per fatti di giustizia, e la sua convivente R.D., 28enne di Morro d'Oro, incensurata.
Nella tarda serata di sabato, i militari aprutini decidevano di intervenire nell'abitazione ubicata in Morro d'Oro ove i due convivono e l'intervento si è rivelato risolutivo. Nel corso della perquisizione d'iniziativa i carabinieri rinvenivano complessivamente gr. 22 di cocaina, sostanza da taglio, un bilancino di precisione e 250 euro in contanti, verosimile provento dell'illecita attività di spaccio, il tutto sottoposto a sequestro.
Per i due conviventi sono immediatamente scattate le manette e dopo le formalità di rito sono stati associati alla casa circondariale di Teramo in attesa dell'udienza di convalida.
"La banda aveva agito armata di tagliarino - spiega in conferenza stampa alla Questura di Teramo, il dott. Gennaro Capasso, a capo della squadra mobile aprutina - alle ore 10:30 del 27 agosto scorso, quando si era fatta consegnare dagli impiegati dell'istituto di credito oltre 35mila euro in contanti, riuscendo a immobilizzare le persone della banca e i clienti con grande maestria, il tutto in pochi minuti". I malviventi si erano camuffati da famiglia in vacanza: avevano anche preso posto in un vicino albergo di Roseto, con moglie e figli.
"Avevano presentato documenti falsi alla registrazione - rivela il capitano Nazareno Giuliani a capo del reparto operativo presso il comando provinciale carabinieri di Teramo - ma per il successo dell'operazione è stata decisiva la sinergia info-investigativa dei carabinieri e dei poliziotti aprutini grazie a una lunga serie di accertamenti, alle attività tecniche ed ai numerosi controlli posti in essere nelle vie circostanti il luogo della rapina".
Il gruppo criminale, però, sulle prime era riuscito a sfuggire alle forze dell'ordine prontamente intervenute, lasciando in tutta fretta le stanze dell'albergo, abbandonando scarpe e vestiti senza pagare il conto. L'attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore, la dott.ssa Roberta D'Avolio dell Procura delle repubblica del tribunale di Teramo, supportata da analisi tecniche di comparazione antropometrica dei volti grazie ai carabinieri del Ris di Roma, ha condotto le forze dell'ordine di Teramo agli inconfutabili elementi oggettivi di reità.
"Elementi - spiega il dott. Capasso - che hanno formato le fonti di prova ritenute valide dal Gip Marco Billi per emettere i successivi provvedimenti di custodia cautelare in carcere".
Le tre ordinanze sono state eseguite sabato mattina 8 novembre 2008 in Roma e Tivoli dove poliziotti e carabinieri di Teramo, insieme ai colleghi dei rispettivi reparti dislocati sul territorio, hanno catturato due ignari componenti del terzetto criminale.
"Abbiamo notificato al carcere de L'Aquila dove si trovava detenuto per altra causa - rivela il cap. Giuliani - l'ordine del tribunale di Teramo al terzo componenete della banda. Le altre due persone sono state denunciate per favoreggiamento personale e reale". Per reati perpetrati, secondo l'accusa, nel dare manforte alla banda per sottrarla alle investigazioni in corso e consentirne l'uso dei documenti falsi. Gli inquirenti assicurano novità dagli interrogatori dei tre arrestati, due associati al carcere di Roma "Regina Coeli" e il terzo a L'Aquila.
Non solo. L'operazione atidroga messa a segno dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Giulianova, al comando del Luogotenente Antonio Longo, nella tarda serata di sabato 8 novembre ha portato all'arresto, con l'accusa di detenzione al fine di spaccio di stupefacenti, di: D.P.A., 26enne di Giulianova, già noto alle forze dell'ordine per fatti di giustizia, e la sua convivente R.D., 28enne di Morro d'Oro, incensurata.
Nella tarda serata di sabato, i militari aprutini decidevano di intervenire nell'abitazione ubicata in Morro d'Oro ove i due convivono e l'intervento si è rivelato risolutivo. Nel corso della perquisizione d'iniziativa i carabinieri rinvenivano complessivamente gr. 22 di cocaina, sostanza da taglio, un bilancino di precisione e 250 euro in contanti, verosimile provento dell'illecita attività di spaccio, il tutto sottoposto a sequestro.
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11/11/2008
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