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Nasce il Partito Democratico

San Benedetto del Tronto | Il soggetto politico dovrà essere post-ideologico, post-identitario ed inclusivo.

di Tonino Armata*


Le elezioni comunali del 28 - 29 maggio hanno dimostrato ancora una volta che il centrosinistra vince quando è unito e che il Movimento Cittadino per il Partito Democratico (con la scelta del candidato indipendente), è stato un forte valore aggiunto. Ora siamo convinti più che mai, che una parte significativa dell’elettorato del centrosinistra abbia fiducia che il Partito Democratico possa realizzare il completamento della transizione politica italiana e cittadina iniziata quindici anni fa con la nascita dell’Ulivo

Per questo obiettivo si è costituito il Movimento Cittadino per il Partito Democratico, che non è e non vuole essere l’embrione di un ennesimo partitino. Al contrario, nello spirito delle primarie del 16 ottobre 2005 (circa 4500000) e con tanti sambenedettesi (circa 2000) che hanno firmato per il metodo delle primarie per la scelta del candidato sindaco, il Movimento vuole favorire il tragitto imboccato dai partiti del centrosinistra e offrire un patrimonio di energie, intelligenze ed entusiasmo del quale il processo costituente del Partito Democratico può giovarsi. La sua ragione sociale è rappresentata dalla nascita di un partito nel quale confluire e sciogliersi naturalmente, senza concessioni all’antipolitica e al populismo confuso.

C’è nei suoi promotori la consapevolezza che non possa esistere una democrazia forte senza partiti forti e al tempo stesso c’è la convinzione che l’impegno politico dei cittadini meriti la considerazione in particolare dei leader e dei partiti dell’Ulivo, in condizioni di pari dignità e in un quadro di regole certe e trasparenti.

Perché si raggiunga l’obiettivo del Partito Democratico ci sono a nostro avviso tre condizioni, che saranno gli obiettivi prioritari della nostra azione politica: la costituzione immediata del gruppo unico dell’Ulivo nel consiglio comunale; festa dell’Ulivo (in sostituzione della festa dell’Unità) e un Comitato promotore.

Dopo le elezioni si deve partire subito con il percorso costituente, i “militanti potenziali” (esponenti del Mov. Citt. Per il Partito Democratico e dei partiti, dei sindacati, degli imprenditori e della società civile ecc.), i quali formeranno il “Comitato promotore” che deve lavorare durante l’estate per preparare la Costituente del Partito Democratico. Serve un punto di partenza, un evento fondativo da tenere nel mese di settembre. I dirigenti dei partiti dovranno rinunciare alle garanzie del “dosaggismo” e il Comitato prima e la Costituente poi lavoreranno per costruire il nuovo soggetto politico che sarà tale se ognuno si dimenticherà l’etichetta dal quale proviene, si toglierà la casacca e cercherà di lavorare per l’obiettivo comune.

Nato il Partito Democratico, ciascuno deciderà se fare il salto e diventare un sostenitore attivo, in pratica un iscritto. La scelta dei dirigenti sarà normale questione di regole democratiche interne: congressi, votazioni eccetera. I promotori del Movimento pensano che il Partito Democratico sarà al tempo stesso il partito degli eletti e il partito degli elettori o, se si vuole, il “partito delle primarie”. Il processo costituente non potrà pertanto limitarsi ai confini delle istituzioni elettive, ma rappresentare una grande occasione di mobilitazione democratica e di dibattito culturale in tutto il Paese.

Il Partito Democratico del 21° secolo dovrà essere un soggetto post-ideologico, post-identitario ed inclusivo: non può nascere dalla semplice fusione degli apparati dirigenti di più partiti. Dovrà invece essere aperto alla società civile fin dalla fase della sua costituzione, vale a dire nella definizione dei propri indirizzi e della propria classe dirigente. Solo per questa via si può costituire un soggetto politico veramente nuovo, capace di definire i propri obiettivi in modo pragmatico e capace perciò di attrarre quei cittadini che fino ad oggi, pur delusi dalla pratica politica della destra, non hanno avuto fiducia nello schieramento di centrosinistra.

Le scadenze elettorali dei prossimi anni rappresenteranno altrettanti testi, e sarebbe ragionevole e realistico individuare nelle elezioni provinciali del 2008 il traguardo cui puntare. Entro quella data sapremo se saremo riusciti a costruire un partito forte e moderno, dotato di una sua personalità e di un suo messaggio, in grado di conquistare la fiducia e il sostegno di almeno il 40 per cento dell’elettorato: un obiettivo ambizioso che, una volta raggiunto, potrebbe consentirci di guardare con maggiore ottimismo al nostro futuro.

* Il presidente Movimento Cittadino per il Partito Democratico
 

14/06/2006





        
  



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