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Ballardini:"Abbiamo dominato la gara, giocando contro una muraglia"

San Benedetto del Tronto | Il tecnico della Samb analizza l'incontro e ritiene che la sua squadra abbia disputato uno straordinario primo tempo, dove non sono state concretizzate ben 8 occasioni da rete.

di Luca Bassotti

Un pareggio che frena la rincorsa della Samb verso la zona playoff. Parliamoci chiaramente: un po’ tutti si aspettavano una vittoria della compagine rossoblù contro il Sora, che permettesse di lanciarla nelle alte sfere della classifica; un po’ tutti, però, si attendevano un Sora affamato di punti e che, pur di portare a casa un risultato positivo dalla sfida del Riviera, avrebbe eretto un insuperabile muro difensivo. Alla fine uno 0-0 che ai rossoblù lascia le cose come stanno in classifica, anche se è ovvio che qualche recriminazione, per la mancata vittoria, ci sia da parte del tecnico della Samb, Davide Ballardini.
 
Soprattutto alla luce di quello combinato da Colonnello e compagni nella prima frazione di gioco. “Nel primo tempo non c’è stata partita – risponde seccamente l’allenatore rossoblù – Lo abbiamo giocato in maniera straordinaria, ma direi che abbiamo dominato per tutta la gara. Abbiamo giocato contro una muraglia difensiva: questa è stata la partita. Oggi per la prima volta in questa stagione abbiamo trovato una squadra che ha rinunciato a giocare. Con la Spal abbiamo avuto due occasioni da gol e siamo riusciti a vincere; con il Sora, invece, ne abbiamo create ben otto e non abbiamo conquistato i tre punti. Questo è il calcio. Comunque credo che, quando si crea così tanto gioco ed occasioni da rete, prima o poi il premio arriva. L’amaro in bocca viene quando non ci sono prestazioni ottimali, ma non è il nostro caso e quindi sono veramente tranquillo delle possibilità della mia squadra”.
 
Non è stato poi un compito facile per la Samb giocare, nel giro di una settimana, tre partite sempre con campi molto pesanti. La stanchezza, infatti, si è fatta sentire nella ripresa, quando la Samb non è riuscita a trovare la necessaria lucidità per creare pericoli alla retroguardia del Sora. “Non era facile, per noi, ripetere nella ripresa la prestazione effettuata nel primo tempo – dichiara Ballardini – La fatica e l’affanno di non aver fatto gol nella prima frazione di gioco c’erano in noi, ma comunque siamo riusciti lo stesso a tenere in pugno la partita anche nel secondo tempo. I ragazzi hanno dato tutto su un terreno di gioco dove era difficile stare in piedi”.
 
Sono, poi, partite strane come quella contro il Sora, perché magari al minimo errore si corre il rischio di perderle. “Ah, non c’è da meravigliarsi – risponde Ballardini – Quando si riesce ad imprimere grossi ritmi alla partita e quindi si spende tantissimo in termini di energie, e ci si aggiunge che in settimana si sono giocate altre due gare su campi pesanti, succede anche che la partita si può anche perderla. Ad avvalorare questa tesi, durante il match è venuto Martini vicino alla panchina a dirmi che, dopo che non avevamo sfruttato tutte quelle occasioni, sperava che il Sora non ci facesse il gol beffardo. Questo non è accaduto anche perché la mia squadra non ha regalato nulla”.
 
Poteva cambiare qualcosa se fosse entrato in campo un fantasista come Favaro? “Il ragazzo era molto scosso perché a mezzogiorno è stato raggiunto dalla notizia della morte, in un incidente stradale, di un suo compagno di squadra ai tempi delle giovanili del Milan e che io ho allenato: si chiamava Mattia Dal Bello –dice Ballardini – Non era il caso di metterlo in campo”.
 
Ora domenica la visita sul campo del fanalino di coda Martina dell’ex trainer della Samb, Sauro Trillini. “Il Martina va rispettato e non dice niente che sia ultimo in classifica – conclude Ballardini – Dovremo fare la partita come siamo abituati a fare. Se metto la firma per giocare male e vincere? Lo faccio volentieri, ma nel calcio i risultati si ottengono disputando buone partite sotto l’aspetto del gioco”.

12/12/2004





        
  



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