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“Lavorare: a San Benedetto non basta più.” Un’indagine Eurispes

San Benedetto del Tronto | San Benedetto tra le dieci città campione Eurispes per il rilevamento dell’inflazione

di Giovanni Desideri

“Non discutiamo il metodo di rilevazione dell’Istat, ma parti sociali, forze politiche ed altri soggetti ci avevano chiesto un nuovo paniere per una reale valutazione del tasso di inflazione in Italia. Cgil Cisl e Uil hanno recentemente rinnovato i contratti per il pubblico impiego con i dati Eurispes.” Così Camillo Di Monte, presidente di Eurispes Marche, presentando stamattina, giovedì, il paniere per la rilevazione dell’inflazione, che da pochi giorni si è aggiunto a quello tradizionale dell’Istat.

Le città campione sono dieci in Italia, tra cui San Benedetto del Tronto. Le altre: Capodimonte (Vt), Torino, Noci (Ba), Torino, Caserta, Genova, Cosenza, Roma, Treviso, Bologna.
 
“Il nostro paniere è composto di spese essenziali – dice Di Monte – dal momento che ormai gli stili di vita sono cambiati. La famiglia media, composta di 4 persone, con marito di 38 anni, moglie di 30, un figlio di 8 e una figlia di 6 anni, va a cena fuori soltanto 8 volte l’anno, per effetto della crisi, che ha reso i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Per uscire dalla crisi riteniamo che gli italiani debbano acquisire abitudini più “europee”: acquistare solo l’acquistabile, avere una propria identità, non inseguire consumi superflui, con infinite rate mensili, per adeguarsi a stili di vita di massa.”

Così nel paniere Eurispes manca la voce “ristorante” che per l’Istat “pesa” il 10,38%. Le voci che hanno maggior peso sono invece “alimentari” (27,14%, contro il 16,29% Istat) e l’affitto o il muto per la casa (“casa: affitto e spese correnti” che pesa per il 27,17%, contro il 9,32% di “abitazione (acqua, elettricità, combustibili)” dell’Istat).

San Benedetto città costosa. L’Eurispes ha inoltre realizzato una ricerca sugli stili di vita a San Benedetto: redditi, costi, consumi della famiglia media (composta come sopra). Gli alimentari risultano i più cari tra le città campione (876 euro mensili), dopo Treviso (1010) e Cosenza (890). Per livello complessivo delle spese San Benedetto è invece a metà rispetto alle altre città (è però più cara di Genova, Torino e della media nazionale).

“A  San Benedetto due adulti con un lavoro a tempo indeterminato portano a casa da 2482 a 2765 euro al mese – ha spiegato Di Monte – contro una spesa per beni essenziali di 3131 euro mensili. Questa famiglia va al cinema una volta ogni 15 giorni, non pratica sport a pagamento, va a cena fuori 8 volte l’anno. Non ci si può più permettere di affrontare una malattia seria o addirittura di avere un morto. Quindi basta parlare di Sambenedettese: in città c’è sempre più gente che non arriva a fine mese, che siano giovani coppie, disoccupati o commercianti! Se i Comuni non intervengono abbastanza su questi fenomeni, la colpa è dello Stato, che riduce sempre più i trasferimenti agli enti locali. Così si sta minando la democrazia!”

Vera Mascaretti ha coordinato i ricercatori Eurispes che hanno condotto le rilevazioni sui prezzi a San Benedetto e parla dei metodi di rilevazione: “per alimentari e abbigliamento siamo stati presso catene presenti su tutto il territorio nazionale, per gli affitti abbiamo valutato superfici di 100-120 metriquadri in zone dignitose ma periferiche o semiperiferiche come Porto d’Ascoli o Zona Ascolani. Poi abbiamo considerato le spese per la nettezza urbana, il gas, l’acqua, l’imbianchino, le spese per i trasporti, per l’assicurazione RCA di una utilitaria di 3 anni, classe di merito 6. Come spese mediche abbiamo valutato il ticket per una visita specialistica presso la ASL: oculistica, cardiologia, analisi del sangue. E infine il costo delle mense scolastiche e per la lavanderia. Abbiamo rilevato uno sviluppo del lavoro nero e il fenomeno ben noto delle vecchie generazioni che aiutano le nuove”.

11/11/2004





        
  



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