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«Italia Nostra»: “Il Terremoto non sa attendere”.

Ascoli Piceno | Una significativa Nota, a firma della sezione ascolana dell'Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione, che ebbe – per lungo tempo – come presidente, il noto scrittore ferrarese Giorgio Bassani.

"Il terremoto non sa attendere".

Questo, il titolo di una significativa Nota, a firma di Italia Nostra, l'associazione nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione (che ebbe per lungo tempo come presidente, il noto scrittore ferrarese Giorgio Bassani).

Una nota critica e significativa, che d'un lato lancia un accorato appello teso a concretare l'elaborazione di un piano sistemico (e sistematico) a tutela del patrimonio culturale nazionale; dall'altro, auspica interventi efficaci che si caratterizzino per un'attenzione complessiva, organica e d'insieme, posta a tutela del patrimonio storico, culturale, naturale ed artistico nazionale.

Pubblichiamo volentieri, la significativa Nota di Italia Nostra, che si rivolge - nello specifico - ai vari attori istituzionali (locali, regionali e nazionali), che possono in qualche modo, cogliere e concretare la proposta contenuta nell'appello redatto dalla sezione ascolana dell'associazione medesima.

«Il vero e proprio cataclisma che si è abbattuto sul cuore dell'Italia ci lascia sgomenti; e, almeno per il momento, incapaci di reagire efficacemente di fronte alla sofferenza delle popolazioni, alla distruzione delle attività produttive, alla scomparsa, forse definitiva, della memoria storica del territorio, dei segni commoventi della pietà popolare, delle opere artistiche che nobilitavano ogni angolo del territorio, anche quello più nascosto e segreto, conferendogli un fascino unico e irripetibile.

Così, insieme alla nostra speranza, sono crollate le volte delle chiese importanti, delle preziose pievi isolate, dei borghi incantevoli, delle piazze un tempo piene di vita, delle antiche mura.

I detriti informi hanno sepolto altari, dipinti, affreschi preziosi.

Ci dobbiamo chiedere: era possibile salvare almeno qualcosa, da questo immane disastro?

Probabilmente, come è stato sostenuto anche da altri, la violenza degli eventi e la loro ripetizione continua ed immediata forse non potevano consentire esiti meno drammatici e distruttivi.

Pure, rimane lo sconforto per il mancato tentativo di salvare almeno qualcuna delle opere più importanti e significative, in modo da poter dire «qualcosa è stato fatto».

Si è invece, come ha dichiarato il Sindaco di Ascoli Guido Castelli, continuato a fare sopralluoghi e sopralluoghi per accertare le condizioni di edifici pericolanti, senza adottare alcun provvedimento urgente di messa in sicurezza.

Esemplare, per quanto riguarda il nostro territorio, il caso della Chiesa di Santa Maria in Pantano nel Comune di Montegallo.

Qui, forse anche sulla base della nostra segnalazione, i sopralluoghi sono stati effettuati ripetutamente.

Si stava studiando - probabilmente - cosa fare e come intervenire. Ma il terremoto, non ha voluto aspettare; e con la scossa tremenda del 30 ottobre, ha deciso di chiudere definitivamente la partita riducendo il tutto ad un informe cumulo di macerie.

Così, come è esemplare il caso delle Torri Merli non ancora messe in sicurezza, anche se gravemente lesionate; e il cui eventuale crollo, rappresenterebbe un danno incalcolabile per l'immagine di Ascoli, indicata come la Città delle Cento Torri (anche se in realtà sembra che fossero molte di più - addirittura 200).

Si deciderà, finalmente, una volta per tutte, di abbandonare i sentieri sterili degli interventi successivi, volti solo a riparare i danni provocati dagli eventi naturali - siano quelli sismici o idrogeologici o di altro genere - adottando, invece, strategie efficaci che assicurino una adeguata prevenzione degli effetti più drammatici degli eventi potenziali?

E in attesa che questa grande opera di messa in sicurezza sia completata, non sarebbe opportuno o meglio indispensabile prevedere, per quanto riguarda la tutela e salvaguardia delle opere artistiche ed architettoniche, che nobilitano e rendono unico il nostro paese, la creazione di «una struttura di pronto intervento», che non si basi solo sulla azione e sulla buona volontà di soggetti che offrono la loro disponibilità sulla base di un sano gratuito volontariato e sia in grado, invece, di intervenire immediatamente nelle situazioni di pericolo imminente di distruzione del nostro patrimonio per mettere in sicurezza e salvare dalla distruzione almeno i monumenti e le opere più preziose ed irrinunciabili?

Un po' quello, che è avvenuto quando furono messe in salvo le opere artistiche, che i nazisti intendevano razziare, per portarle in Germania.

Ma la nostra Sezione, rimane convinta dell'esigenza di prevedere, per i territori caratterizzati da una omogeneità di valori, l'elaborazione di un progetto sistemico che individui e definisca tutte le risorse culturali presenti nel territorio, ne definisca le criticità, indichi le modalità più efficaci per tutelarle e conservarle, precisando come favorirne la valorizzazione sistemica: intesa non come mercificazione arida dei beni, bensì come esaltazione dei suoi valori più profondi.

La proposta della realizzazione del Distretto delle Risorse Culturali delle Terre della Primavera Sacra mira al conseguimento di questo obiettivo strategico ed esaltante proprio per il territorio che la violenza degli eventi sismici ha colpito in maniera tanto drammatica.

Ma, ancora si attende un minimo di risposta o di riscontro alle nostre proposte e sollecitazioni! ».

 

14/11/2016





        
  



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