Montelupone: un paese dalla storia millenaria
Montelupone | Bellezze di architettura medievale e ruderi che testimoniano l'antica epoca romana.
di Elvira Apone
Montelupone
Adagiato su una delle verdi e rotondeggianti colline che dipingono il paesaggio dell'entroterra maceratese, sorge Montelupone, un paese dalle origini antichissime. La sua fondazione è legata a diverse leggende: quella forse più probabile vuole che sia stato fondato da Lippo e Lupo, i discendenti della famiglia romana Lippia. In ogni caso, il ritrovamento di una necropoli sembra confermare che, proprio sul colle su cui si trova attualmente il paese, la vita sia iniziata bel ventinove secoli fa. Così, testimone sempre attivo e partecipe delle vicende che hanno interessato il nostro territorio piceno, Montelupone è sopravvissuto al periodo romano e delle invasioni barbariche, all'epoca del dominio pontificio, a quella delle lotte risorgimentali e delle due grandi guerre mondiali, fino ad arrivare ai nostri giorni.
Oggi presenta una bella cinta muraria con delle porte attraverso cui si accede al centro storico, dove spiccano il palazzo del Podestà, il municipio, il teatro, monumentali chiese, torrette di avvistamento e vari palazzi signorili.
Il sottosuolo, pochi metri sotto il livello stradale, è un altro paese sotterraneo, dove una fitta ragnatela di grotte e cunicoli collega le cantine di quasi tutte le abitazioni.
Le strette viuzze che si intersecano tra loro, avvolgendo case e palazzi, creano un pittoresco tessuto urbano, in cui il tempo sembra quasi essersi fermato. La quiete e la pace regnano incontrastate e i piccoli giardini fioriti, che fanno da davanzale alle basse case di mattoncini, testimoniano quanto qui la mano dell'uomo sia riuscita a dare il meglio di sé. Le piazzette seminascoste si aprono all'improvviso allo sguardo indiscreto del visitatore cui, altrettanto inaspettatamente, si dispiega dall'alto un panorama indimenticabile, da godere tutto d'un fiato.
Poi, scendendo lungo la collina, attraversando campi di girasoli e di mais e costeggiando secolari ulivi, si arriva all'abbazia benedettina di San Firmano, situata poco fuori dal paese, nella vallata solcata dal fiume Potenza. La chiesa, insieme all'adiacente monastero, venne costruita intorno al X secolo per volere di una pia donna appartenente a una nobile famiglia del posto. Sembra, infatti, che sia stata proprio lei ad affidare la direzione del complesso monastico a un monaco benedettino di Fermo di nome Firmano, che qui visse e amministrò il monastero per diversi anni, fino al giorno della sua morte.
Come le antiche chiese cristiane, anche questa abbazia è orientata verso est; all'interno è quasi spoglia, poco illuminata e divisa in tre navate, separate da colonne con archi a tutto sesto. Ciò che maggiormente colpisce, però, è l'alta gradinata dietro l'altare che conduce al piano rialzato, espediente nato dalla necessità di tenere alto il pavimento della cripta per proteggere la chiesa dalle eventuali alluvioni provocate dal fiume. La cripta, semibuia e raccolta, è decorata da colonne con archi a tutto sesto e a sesto acuto e sull'altare è collocata la statua di San Firmano, in terracotta policroma, con ai suoi piedi le reliquie del santo custodite in un'urna.
Anche la facciata si presenta spoglia, nitida e pulita, fatta eccezione per la lunetta del portale, che propone motivi dell'arte bizantino-romanica e che produce un suggestivo contrasto con la pietra grezza in cui la chiesa è costruita.
Se si capita qui in un ventilato pomeriggio di primavera, si può vedere il vento agitare l'erba dei prati e le fronde degli alberi e si può ascoltare la sua musica dolce e malinconica che accompagna quasi ritmicamente i nostri passi, spezzando così il silenzio in cui questo spicchio di terra è immerso. È un vento dal sapore antico che, oggi come tanti secoli fa, non smette mai di far sentire la sua voce sommessa, alitando su questo luogo il tiepido soffio dell'eternità.
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11/11/2013
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