Carl Palmer, 61 anni di rock progressive
Ascoli Piceno | Poco pubblico ma di qualità quello che ieri sera ha presenziato, al Palafolli, al concerto di Carl Palmer, mitico batterista della progressive band inglese degli "Emerson, Lake & Palmer - EL&P".
di Francesca Poli
Carl Palmer durante il concerto
Il tempo sembra proprio essersi fermato per questo "ragazzo" dalle ormai 61 primavere sulle spalle che ieri ha offerto all'esiguo ma caloroso pubblico del Teatro Palafolli una performance d'altri tempi.
Erano infatti gli albori degli anni '70 quando Carl Palmer si unì a Keith Emerson e Greg Lake dando vita al trio per antonomasia del rock sinfonico: gli Emerson, Lake & Palmer. Una carriera, quella nella progressive band inglese, scandita da 8 album in studio e memorabili live-act in tutto il mondo e ieri riproposta attraverso una scaletta ad alto tasso adrenalinico con l'apporto di due giovani straordinari musicisti: Stuart Clayton al basso e Paul Bielatowicz alla chitarra, quest'ultimo con il non facile compito di adattare sulla sei corde le complesse e debordanti parti tastieristiche di Emerson.
I classici ci sono tutti: da Tarkus in apertura dello show, a Hoedown, passando per Tank, Fanfare for the common man, Trilogy e con la consueta dose di musica classica in chiave rock come in The Barbarian di Béla Bartok tratta dal primo omonimo album degli EL&P e come negli inediti adattamenti de Il volo del calabrone e della Carmina Burana.
Momenti clou dello spettacolo sono stati la quasi integrale riproposizione della suite Picture at an exhibition di Mussorgsky, già arrangiata dal trio nel 1971 e ringiovanita in questa nuova versione, ed il lungo assolo di batteria di Palmer in chiusura, che con numeri funambolici ha entusiasmato i pochi appassionati accorsi.
Uno spettacolo quindi nella più consueta tradizione del trio inglese che, con estro, talento ma anche con un tecnicismo spesso esasperato, ha scritto pagine fondamentali nella storia del rock.
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12/12/2008
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