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Samb, corsi e ricorsi

San Benedetto del Tronto | La situazione in cui versa attualmente la Sambenedettese calcio, ricorda con amarezza quanto già verificatosi in tempi non troppo lontani alla medesima società, nonché i recenti precedenti che hanno occupato le aule giudiziarie nei mesi estivi.

di Avv. Paco D’Onofrio


L’osservazione e l’analisi critica delle ultime vicende, così come delle conseguenze giuridiche, statali e federali, mi obbligano a formulare alcune considerazioni sul caso che ci occupa.

Preliminarmente rilevo come il risultato che la Società riuscirà a conseguire sul campo al termine del torneo, sarà una condizione fondamentale per poter arginare il danno, evidentemente non solo d’immagine, che potrebbe prodursi a seguito di un eventuale fallimento dell’attuale gestione societaria.

Le norme federali che disciplinano la complessa materia, Norme Organizzative Interne Federali, nonché il tanto citato e discusso Lodo Petrucci, art 52 NOIF, approntano un meccanismo di salvaguardia del patrimonio calcistico vittima di vicende societarie fallimentari, coinvolgendo il c.d. “titolo sportivo”, che costituisce il riconoscimento da parte della F.I.G.C delle condizioni tecnico-sportive, nonché la sussistenza di quei requisiti minimi per la partecipazione ad un determinato campionato.

Ora, la vicenda che riguarda la Sambenedettese, compagine che, per l’ordinamento sportivo, da un punto di vista dell’attuale assetto societario non può vantare una costante presenza decennale nel professionismo, ma può appellarsi al fenomeno sportivo professionistico espresso dalla città per ben oltre il termine minimo di 25 anni, deve essere affrontata in termini più ampi ed ispirati a ragioni di cautela.

A mio avviso, sulla base dell’esperienza professionale ed accademica che ho maturato sulla questione in oggetto, se davvero s’intende intraprendere un’efficace iniziativa per preservare le sorti della società di calcio cittadina, la soluzione da seguire passa necessariamente attraverso il raggiungimento della provvidenziale salvezza al termine del campionato.
Non si trascuri, altresì, il dato per cui un obiettivo così sofferto potrebbe essere vanificato da un eventuale intervento della magistratura, che decretando il fallimento della società, relegherebbe calciatori e tifosi a poter, al massimo, aspirare a disputare il campionato di serie C2.

Inoltre, da giurista ed appassionato di una squadra che rappresenta un indiscutibile patrimonio sociale per l’intera cittadinanza, ritengo con fermezza che le istituzioni comunali, peraltro interlocutori necessari degli organi federali secondo il dettato del già ricordato art 52 NOIF, comma 6, sollecitino l’interesse di imprenditori locali, o con comprovati interessi commerciali localizzati, all’acquisto della Sambenedettese calcio ben prima della definitiva pronuncia irrevocabile di fallimento, nell’arduo tentativo di sottrarre la società dalla ridda dei provvedimenti estivi di giustizia sportiva e statale.

21/04/2006





        
  



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