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I bambini di Grottammare rievocano "Lu vecchiò"

Grottammare | In occasione di Sant'Antonio Abate, 17 Gennaio 2010, gli alunni della Scuola G.Speranza e i bimbi dell'asilo in Via Battisti, domani 15 Gennaio, festeggeranno come vuole la tradizione popolare.

di Vanessa Fidanza

"La nostra scuola si propone di valorizzare e trasmettere la memoria delle tradizioni della società rurale e dell'attività agraria del nostro territorio e in occasione della festività di Sant'Antonio Abate è lieta di ospitare la manifestazione", il Dirigente della Direzione didattica "Giuseppe Speranza", Franco Vagnarelli, introduce così la bellissima festa che si terrà domani 15 Gennaio 2010 presso la sua scuola.

Si avvicina il 17 Gennaio, giorno di Sant' Antonio Abate, e la scuola, domani mattina, sarà travolta da una emozionante ventata remota che porterà gli alunni delle elementari "Giuseppe Speranza" e della scuola materna di Via Cesare Battisti a conoscere un tempo che è stato, un tempo lontano che non tornerà più.


Un tempo lontano, che ha costruito le basi della loro esistenza e che possono riscoprire grazie a chi quei tempi li ha vissuti, come per esempio i loro nonni e, in parte, i loro genitori.

I bambini effettueranno questo entusiasmante viaggio nel passato grazie ai "Cantori di Sant'Antonio", un gruppo di nonni e genitori delle Parrocchie San Martino e Gran Madre di Dio, che farà conoscere loro gli affascinanti canti della Pasquella.

Tradizione ed allegria per un preludio di primavera, in quanto Sant'Antonio Abate è il protettore per eccellenza degli animali e la sua festa è fondamentale per il calendario popolare: da qui inizia il conto alla rovescia per l'arrivo di una stagione importante per il risveglio della natura, le opere agricole e i raccolti.

E visto che, soprattutto in passato, l'attività rurale era la principale fonte di sostentamento umano, era tradizione accendere falò e cantare a perdifiato, nella speranza di essere benedetti dal Santo e di avere ogni giorno la pagnotta assicurata.

Domani, per i piccoli sarà un'emozione bellissima rimembrare il passato e capire quali erano i veri problemi della vita che i loro nonni dovevano subire. Ma nonostante ciò, nella grande povertà c'era sempre spazio per la speranza e l'allegria. Inoltre, sarà fantastico rivivere una tradizione ormai dimenticata, purtroppo, da molti.

14/01/2010





        
  



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