Intervista a Peppe Di Caro, curatore della mostra fotografica "omaggio al cinema italiano.
San Benedetto del Tronto | l'Associazione culturale "Blu up" che ha aperto l'anno sociale 2007-2008 con il programma "Staccando l'ombra dalla terra", titolo preso a prestito dall'omonimo libro di di Daniele Del Giudice, approda a San Benedetto del Tronto.
di Felice Di Maro
Anna Falchi
"Omaggio al cinema italiano", la mostra itinerante da sabato 13 ottobre
approderà a San Benedetto del Tronto presso il Punto Einaudi in Via XX
settembre 45/c. Sull'importanza dell'evento il curatore, Giuseppe Di
Caro, ci ha rilasciato questa intervista.
Come contribuisce questa mostra fotografica a farci cogliere il ruolo che il cinema italiano ha svolto a livello internazionale?
Tanti di questi maestri sono stati molto amati dalle maestranze americane. Bob Fosse volle Giuseppe Rotunno come direttore della fotografia in "All that jazz" così come ad esempio Leopoldo Trieste fu inserito da Francis Ford Coppola per il padrino parte seconda.
Quindi anche se le tecnologie si evolvono continuamente la fotografia ha sempre la sua importanza?
la fotografia mantiene il suo ruolo se si parla di fotografia dinamica. Quella statica è relegata al fotografo di scena. Il Direttore della fotografia invece si occupa della fotografia in senso lato. Luce, esposizione, e quant'altro.
Ma i miti del cinema come sono rappresentati dalla documentazione fotografica? Da Elio Luxardo nel 40 ca. sono rappresentati "divinamente". Da Tyrone Power ad Amedeo Nazzari, Alida Valli, patinati. La fotografia negli anni stravolge le regole del "bel ritratto". Tutto comunque è molto personale. Tanti fattori intervengono. La volontà del personaggio, quella del fotografo e
l'esigenza editoriale (se c'è).
In particolare secondo te la bellezza che la fotografia ci offre di un'attrice non offre una immagine deformante?
Certo. Ma l'attore lavora nel palco, il TV durante le ripresecinematografiche ed offrre una immagine precisa. Che senso avrebbe fotografarlo durante la sua vita privata?? Non vedo di buon occhio lo scoop così come oggi lo intendono.Quello dell'attore è un lavoro non un modo di essere.
Sabato 13 svelerai alcuni aneddoti legati alla tua attività di fotografo. Per i lettori del giornale on line www.ilquotidiano.it che pubblicherà questa intervista ce ne puoi anticipare uno, piccolo piccolo?
Trovajoli durante le audizioni al sistina per Vacanze Romane nel 2004 ricevette Massimo Ghini per ascoltarlo nella parte del protagonista della commedia musicale ad un certo punto disse: "Non avrai la voce di Frank Sinatra, ma quarche cosa se po ffà". Scoppiammo a ridere.
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10/10/2007
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