Inaugurazione della Mostra del Presepe povero
| TERAMO - Don Ferdinando ha ricordato di come la lunga preparazione di questo presepe vivente ha coinvolto in prima persona i bambini ed i ragazzi delle parrocchie di Cellino
Inaugurata la prima edizione della “mostra del presepe povero” presso la chiesa parrocchiale B.V. Maria la Nova di Cellino Attanasio. Le opere rimarranno esposte nella chiesa fino al 6 di gennaio.
La mostra è composta da dodici opere, tutte molto belle ed originali, realizzate da alunni di varie scuole della provincia di Teramo. Per i visitatori della mostra ci sarà la possibilità di votare il miglior lavoro.
All’inaugurazione erano presenti il parroco Don Ferdinando Marrone, il sindaco Angelo Contrsciani, il presidente dell’associazione Itaca Mauro Vanni e Claudia Di Domenica per il Rogo Teatro.
Contemporaneamente vi è stata anche la presentazione della XVII edizione del presepe vivente.
Don Ferdinando ha ricordato di come la lunga preparazione di questo presepe vivente ha coinvolto in prima persona i bambini ed i ragazzi delle parrocchie di Cellino e di come quest’anno si è potuto giovare della collaborazione di altre associazioni in modo particolare di Itaca e del Rogo Teatro.
Nel suo breve discorso, il sindaco, parla di un presepe che unisce, infatti:” nonostante le varie divisioni con il presepe si è riusciti a far coesistere tutte le frazioni nella rappresentazione”.
Dopo i brevi discorsi vi è stato un piccolo assaggio della rappresentazione del presepe vivente, con alcune delle scene che verranno poi riproposte per le vie del borgo il 26 dicembre.
La giornata è terminata con la proiezione del film di animazione Oppopomoz di Enzo D’Alo. Opopomoz racconta una storia ambientata in un presepe napoletano dove come ogni anno Giuseppe e Maria si apprestano ad attraversare il deserto di Galilea per raggiungere Betlemme e dare alla luce in una grotta il Santo Bambino Gesù. Nello stesso momento una giovane famiglia partenopea si prepara a festeggiare la nascita di Franceschino, il loro secondogenito. Ma un trio di diavoletti pasticcioni scende su Napoli per tentare, con la complicità del primogenito Rocco, un orrendo misfatto: impedire la nascita di Gesù Bambino e allo stesso tempo del nuovo fratellino, entrando nel presepe grazie alla parola magica “Opopomoz”.
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09/12/2005
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