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Scuola: Falanga (Mre), sui libri di testo la Moratti da forfait

| ROMA - Manda in aula l’On Bono che ignaro legge una risposta vaga, che conferma il sospetto del conflitto d’interessi.


‘Il Governo continua a mantenere un atteggiamento indecente e di non rispetto del Parlamento ritenendo così gli italiani non degni di vederci chiaro sulla vicenda Libri di testo BOL-Poste Italiane. A rispondere all’interpellanza da me presentata per far luce sulla fallimentare vicenda dei libri di testo venduti alle famiglie tramite un apposito servizio di Poste Italiane e BOL in convenzione con il Ministero dell’ Istruzione, e’ stato inviato il Sottosegretario ai Beni Culturali on. Bono per leggere una velina che nulla chiarisce, anzi, incrementa lo sconcerto e i dubbi di legittimita’ sull’intera vicenda’ dichiara Ciro Falanga dei Repubblicani Europei che prosegue

‘La velina letta: non dice che BOL è una società del Gruppo Mondadori con lo scopo di continuare a nascondere il palese conflitto d’interessi sulla vicenda; annuncia reali vantaggi alle famiglie ma non spiega quali a fronte del fatto che per poter usufruire del servizio le stesse devono aprire un conto corrente postale incrementando così con l’inganno la clientela dei servizi bancari resi da Poste Italiane; non si dice nulla degli interessi applicati in caso di acquisto rateale dei libri che sono ai massimi livelli e che rappresentano un ulteriore vantaggio per Poste Italiane; non si
risponde alle preoccupazioni espresse circa il gravissimo danno che tale servizio produrrà nell’attuale rete distributiva rappresentata dalle librerie e dalle cartolibrerie, e così via. Insomma una risposta deludente sotto ogni profilo così come c’era da aspettarselo da chi intende la scuola come un qualcosa che deve perseguire un modello aziendale e non un modello educativo e
culturale che risponda realmente alle esigenze delle famiglie italiane e degli studenti.

L’intera vicenda dunque ‘ prosegue Falanga - rappresenta un atteggiamento e una cultura del Governo di un capitalismo esasperato e selvaggio. Infatti se vero aiuto alle famiglie degli studenti italiani doveva esserci, questo doveva essere un incremento del fondo destinato agli studenti meno abbienti per l’acquisto dei libri, fondo che venne istituito nel 1999 e inserito nella finanziaria del 2000, per un importo pari a 103 milioni di euro e mai più aumentato. Un ulteriore aspetto di sconcerto e preoccupazione, nella velina letta dal Sottosegretario Bono, è quello della conferma dell’apertura da parte del Ministero dell’Istruzione anche ad altri soggetti che volessero operare con le stesse modalità di Poste e BOL, in regime concorrenziale all’attuale rete distributiva.

Mi chiedo se tale apertura non sia tardiva e come mai non sia stata fatta prima, nel rispetto delle regole di trasparenza sugli appalti pubblici, in sede di definizione del protocollo d’intesa predisposto dal Ministero dell’Istruzione, e se tale aspetto riparatorio non sia attivato per nascondere le violazioni delle più elementari regole di concorrenza del mercato europeo che il Ministro Moratti e lo stesso Governo non potevano non considerare nella definizione dell’intera faccenda.’

11/11/2005





        
  



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