Imparare l intercultura
| ANCONA - Presentati i risultati di unindagine dellIRRE Marche sui testi scolastici della scuola primaria
I sussidiari adottati nella scuola primaria marchigiana sono orientati alla diffusione di uneducazione allintercultura, al dialogo e allincontro tra civiltà?
Era questa la domanda di base dellindagine, condotta dallIRRE Marche ( Istituto regionale di Ricerca Educativa), i cui risultati pubblicati nel volume Cultura, Culture, Intercultura sono stati presentati oggi in Regione nel corso di un convegno promosso dallassessorato regionale alle Politiche sociali e Immigrazione.
La finalità della ricerca come ha sottolineato Marina Filipponi, presidente dellIRRE Marche -era quella di rispondere allesigenza di costruire nuovi modelli di convivenza civile, consapevoli che leducazione interculturale, in una società sempre più multietnica, deve delineare limpegno educativo, in primis della scuola, verso forme di dialogo e di incontro.
Il mantenimento di una visione etnocentrica è inquietante ha commentato lassessore regionale alle Politiche sociali e Immigrazione Marcello Secchiaroli- tanto più se passa attraverso gli strumenti del sapere e quindi delleducazione scolastica. Il dialogo, lincontro e la condivisione di nuove regole, hanno bisogno di una formazione che si alimenta sui banchi di scuola. La sfida a cui la Regione Marche cerca di dare risposta è quella di costruire un nuovo spazio pedagogico in grado di promuovere larte dellincontro che dalla scuola si diffonda verso la realtà circostante, a dimostrare che il vivere insieme ad etnie diverse può tramutare una congiuntura in risorsa.
Al convegno hanno partecipato anche il Direttore IRRE, Italo Tanoni e Vinicio Ongini che ha presentato il programma di lavoro e le ricerche avviate dallUfficio Integrazione alunni stranieri del Ministero.
Dalla ricerca pubblicata emerge che i testi scolastici usati nelle scuole primarie delle Marche (sette libri di lettura per le diverse classi, tre di religione, sette sussidiari con sezioni dedicate alla storia, geografia e studi sociali) mostrano in genere una sensibilità ai temi delleducazione interculturale, più evidente nei testi destinati alle ultime tre classi elementari.
Le culture prese in considerazione nei testi sono quella araba, algerina, marocchina, senegalese e nigeriana, orientale (cinese, giapponese e indiana), brasiliana e peruviana. Minori i brani dedicati allEuropa dellEst. Indicazioni per il superamento di una visione monoculturale esistono, anche se permangono alcuni stereotipi e pregiudizi e laccettazione acritica di termini comuni come vu cumprà.
Solo alcuni testi mettono in rilievo le terminologie scorrette e le letture sui temi specifici dellintercultura sono in percentuale minima: intorno al 3%. Diversamente da una ricerca analoga condotta dallUniversità di Verona, nei testi marchigiani trovano spazio le persecuzioni degli ebrei e la costituzione dello Stato di Israele, nonché il confitto israelo-palestinese. Si notano comunque tentativi di innovazione e unatmosfera di cambiamento recepita dalleditoria scolastica, utili per leducazione interculturale.
Negli studi sociali si nota un rovesciamento dellottica delleducazione alla cittadinanza, come riconoscimento di diritti e non solo rispetto delle regole. Nei testi di religione si mette in rilievo la positività dellaltro, sia esso cattolico o non cattolico, trasmettendo una serie di informazioni sulle diverse religioni non cristiane, ma comunque monoteiste.
Duole sottolineare tuttavia- dicono i ricercatori- che, in disaccordo con le indicazioni ministeriali, non si prenda affatto in considerazione i soggetti che non aderiscono a nessun credo religioso. Allinterno di questo quadro generale sottolinea Giovanna Cipollari , ricercatrice IRRE- è doveroso evidenziare, però, come permanga sostanzialmente un approccio monoculturale che fa da sfondo ad una visione etnocentrica del mondo.
Oltre letnocentrismo era il titolo infatti del progetto -coordinato da Elio Damiano, docente di didattica generale allUniversità di Parma- che ha tracciato le linee guida della ricerca condotta dallIRRE Marche.
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11/11/2004
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