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Annata positiva nei campi per quantita’ e qualita’

| ANCONA - "Ma il crollo dei prezzi alla produzione ha danneggiato le imprese quanto una calamita’ naturale"

“L’annata agricola torna a far registrare numeri positivi, ma il crollo dei prezzi alla produzione sta pesando sulle imprese quanto una calamità”.
E’ il commento del presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi, ai primi dati sull’andamento produttivo nelle campagne della nostra regione, resi noti come da tradizione nel giorno di San Martino.
 
A livello generale, nei campi si è tornato a sorridere dopo il terribile 2003, quando gelo, pioggia e siccità avevano pesantemente danneggiato tutte le principali colture. Annata molto positiva per vino e olio, le cui produzioni sono date entrambe in aumento del 30%. Il vino, in particolare, torna sopra il milione di ettolitri e promette una qualità ottima.
In aumento anche la produzione di grano duro (+25%) e orzo (+14%), mentre sostanzialmente invariate restano quelle di mais e girasole. Buone notizie anche dalla frutta, con incrementi per mele, pesche e pere. Eppure le ottime notizie dai campi non si sono tradotte in risultati economici per le imprese.
 
“Visto che alla quantità si è abbinata anche una ottima qualità, speravamo che il mercato avrebbe premiato i nostri prodotti – spiega il presidente Luzi -, e invece hanno approfittato degli aumenti di produzione per far crollare i prezzi. In questo modo sono stati colpiti il primo e l’ultimo anello della catena alimentare: l’impresa agricola non è riuscita nemmeno a coprire i costi di produzione, ma tutto ciò non ha avuto alcun riflesso sui consumatori, che hanno continuato a trovare frutta e verdura a prezzi da gioielleria”.
 
 Basta dire che il grano duro è passato dai 17 euro al quintale dello scorso anno ai 13 del 2004, quello tenero da 16 a 13, mentre secondo l’Osservatorio prezzi del Governo il prezzo all’origine della frutta fresca è diminuito di un quarto. Esemplare, poi, il caso delle pesche della Valdaso, pagate quest’anno alle imprese tra 0,15 e 0,40 centesimi di euro al chilo, a fronte degli 0,60-1 € dello scorso anno. Una situazione più volte denunciata da Coldiretti Marche e causata principalmente dai troppi passaggi e dalla scarsa trasparenza all’interno delle filiere alimentari.
 
“Quello delle ‘tappe’ che il prodotto effettua nel tragitto dal campo alla tavola è un problema grave – ribadisce Luzi - Dal pomodoro alla passata abbiamo fino a sei passaggi; nove per vino, olio e carne bovina, e addirittura 10 per quanto riguarda la carne suina. Da qui la necessità di sviluppare il sistema di vendita diretta delle produzioni, anche attraverso la realizzazione all’interno delle città di mercatini di campagna. Ma, più in generale, dobbiamo assicurare una maggiore trasparenza all’interno delle filiere, vigilando sulla formazione dei prezzi, sulle caratteristiche qualitative dei prodotti e sulla correttezza dell’informazione in etichetta”.  
 

11/11/2004





        
  



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