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Acquasanta Terme: La strada per le Terme

Acquasanta Terme | “E’ un tragitto pieno di buche e lo Stabilimento termale di difficile accesso”

di Giuseppe Orsini*

Sulla stampa locale di sabato  9  ottobre veniva pubblicata una nota di William Scalabroni di Ascoli Nostra.

Scalabroni scrive testualmente:
“Un rilievo va fatto sulla strada di accesso e sull'area circostante lo stabilimento termale ove regno il totale abbandono. La strada, dopo le ultime case che la fiancheggiano, si trasforma in un impegnativo percorso di guerra. Buche profonde che diventano nelle giornate di pioggia, terribili pozzanghere. Non è facile districarsi dinanzi all'ingresso e all'inizio della salita a causa della sosta selvaggia di auto che riduce la strada già stretta, in un angusto budello”.

La lettera di Scalabroni è analoga ad altre lettere che ho ricevuto dal  2001  in avanti come Coordinarore Comunale di  FI  e soprattutto nel breve periodo (giugno  2003  -  marzo  2004) di mia presidenza dell’Associazione Turistica pro Acquasanta Terme. 
Molte volte ho citato nei miei articoli, tra i tanti problemi di Acquasanta, lo stato di abbandono dello Stabilimento Termale e della strada di accesso ad esso (buche, pericolosità, parcheggi abusivi).

Ne parlavo recentemente nell’articolo sulle presenze turistiche ad Acquasanta del  22  settembre; in esso dicevo testualmente:

“E' grave che non si sistemi neppure la via del Bagno, piena di auto in sosta vietata e di buche”.
Scalabroni conclude la sua nota chiedendosi i motivi e le responsabilità dello stato di abbandono.

Da persona informata, posso affermare che la criticità della zona che va dalla Salaria allo Stabilimento Termale deriva dalla mancanza di concorrenza  (il Secondo Polo Termale previsto per il  2001  è ancora una chimera) e dalla carenza di investimenti.

Le responsabilità vanno divise tra Amministrazione Comunale e proprietà termale  (SANTA  S.p.A.):  le diatribe tra i due soggetti sono ormai leggendari ed è inutile riproporli.
Un minimo di buona volontà e di investimenti potrebbe risolvere questo ed altri problemi. 
Concludo con amarezza che quando, a nome di  FI  ed a fin di bene, denuncio i problemi esistenti, si dice che viene fatto a disdoro di Acquasanta.

La nota di Scalabroni dimostra che a dequalificare Acquasanta non è chi denuncia le carenze esistenti, ma l’Amministrazione Comunale e la  SANTA  S.p.A.  che non provvedono.
Il mio ottimismo e l’amore che ho per il mio Comune di nascita, mi fanno sperare che nel prossimo aprile potrò scrivere dando atto ai due soggetti citati che il problema è stato risolto.

*Coordinatore Comunale  FI

10/10/2004





        
  



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