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Fare Comunità. 40 anni di Capodarco

Fermo | III Festa nazionale delle Comunità di Capodarco

Musica, teatro, comicità, cultura ma soprattutto riflessione su una storia di impegno nel sociale ormai lunga 40 anni. E’ quanto propone quest’anno “Fare comunità”, la III Festa nazionale della Comunità di Capodarco, in programma dal 23 al 25 giugno presso la Comunità di Capodarco di Fermo (Via Vallescura, 47).

La festa sarà l’evento più importante tra quelli programmati nel 2006 per celebrare il quarantesimo anno di fondazione della Comunità. Era infatti il 1966, quando don Franco Monterubbianesi, con un gruppetto di disabili, andò ad abitare in una “vecchia villa abbandonata” di Capodarco, frazione del Comune di Fermo. La ricorrenza è un’occasione per continuare a promuovere quella che fu l’intuizione di allora: il protagonismo delle persone a prescindere dalla loro condizione di salute. Molti gli appuntamenti impedibili della tre giorni di festeggiamenti. Vediamo i più importanti nel dettaglio.

Improvvivo. Venerdì 23 giugno, alle ore 21,30 ci sarà uno spettacolo di improvvisazione teatrale a cura del Gruppo “Improvvivo”. Il Centro Nazionale di Ricerca Teatrale “Improvvivo” (Teatri in Rete per l’Improvvisazione nelle Arti), nasce nel comprensorio del Fermano nell’autunno 2004, con il supporto logistico e finanziario della Regione Marche, della Provincia di Ascoli Piceno e della Fondazione “Cassa di Risparmio di Fermo”, la collaborazione di TAM Factory e di numerosi sponsor aderenti. L’esigenza è quella di valorizzare al meglio nuove e vecchie realtà già operanti in Italia nel campo dell’improvvisazione, e di convogliare tutte queste energie positive in un unico “fulcro”, innovativo e autorevole nello stesso tempo, che possa finalmente imporre all’attenzione del grande pubblico questo affascinante filone artistico e formativo. Gli spettacoli di “Improvvivo” traggono la loro forza da un rapporto strettissimo con il pubblico. Sono infatti gli spettatori a suggerire gli spunti e le idee per costruire storie sempre nuove e spesso esilaranti che nascono sotto gli occhi di tutti, uniche e irripetibili. “Il teatro nasce con l'uomo stesso: - si legge nel sito di Improvvivo (www.improvvivo.it) - tra le mani di un bambino che crea mondi con due sassi, nelle invenzioni di un attore che danza ai piedi di una cavea greca, nelle magie medievali di buffoni e saltimbanchi, o svelato dietro le beffe di una maschera della Commedia dell'Arte. In quella scintilla regna l’improvvisazione… Dame e cavalieri, dottori e palombari, elefanti e cavatappi, ognuno vive odio, amore, paura, rabbia, fame e sete, e nulla di tutto questo scoraggia l'Improvvisatore, perché lui sa bene che...anche il cerume delle orecchie può avere una storia da raccontare”.

Orchestra di Piazza Vittorio. Un concentrato di sapori, odori, culture di tutto il mondo. Questa è Piazza Vittorio. A pochi passi dalla Stazione Termini a Roma, nel quartiere Esquilino, Piazza Vittorio conserva molto della Roma tradizionale, ma nel giro di pochi anni ha saputo arricchirsi del passaggio dei tanti che, arrivati da lontano, l’hanno trasformata in una piazza internazionale. L’Orchestra di Piazza Vittorio è nata proprio da questo spirito; dall’idea di mettere insieme le molte culture musicali che si incontrano nella Capitale. Il risultato è un complesso composto da musicisti e sonorità di tutto il mondo dove strumenti più tradizionali come il violino, il violoncello, il sax convivono con flauti andini, percussioni africane, cavaquinhos brasiliani…; dove si fondono insieme armonie dai quattro angoli della terra. Oggi il complesso è formato da 30 artisti provenienti da 15 nazionalità diverse L’Orchestra è nata nell’estate del 2002 da un’idea di Mario Tronco, componente della Piccola Orchestra Avion Travel e nel 2003 ha girato l’Italia con la prima tournée che ha fatto conoscere al grande pubblico la potenza espressiva di questo esperienza di “meticciato” artistico. Adesso, dopo quattro anni di vita, arriva il nuovo album “Sona”, uscito lo scorso aprile. “’Sona’ è un disco felice – dice Mario Tronco in un’intervista pubblicata sul sito del complesso (www.orechestardipiazzavittorio.it) - perché arriva dopo due anni di tour e più di 130 concerti. Il titolo ha più significati, significa ‘bello’ nella lingua del Rhajastan e ‘suona’ in romanesco!”. Ma ‘Sona’ è anche un linguaggio virtuale, un “linguaggio ausiliario internazionale” pensato nel 1935 perché l’Esperanto era troppo eurocentrico. Una molteplicità di significati che racchiude l’anima e la forza dell’Orchestra, la capacità di far suonare insieme così tanti artisti provenienti da esperienze musicali diversissime tra loro conservando ed integrando l’identità di ognuno.. “L’Orchestra di Piazza Vittorio- continua Tronco .- é composta da musicisti folk, classici, pop, jazz, di strada e il fatto che ognuno di loro si senta rappresentato da questo disco dà il senso dell’intero progetto. Oggi più che mai l’Orchestra di Piazza Vittorio appartiene a ognuno di loro”. Il concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio è previsto per venerdì 23 giugno alle ore 22,00.

Il mondo visto da Capodarco, Capodarco visto dal mondo. Il convegno, “Il mondo visto da Capodarco, Capodarco vista dal mondo - Modello, speranze, proposte di una comunità di accoglienza”, che si terrà sabato 24 giugno a partire dalle ore 17,00?, sarà il momento centrale di riflessione sulla storia e i valori della Comunità. Fondata nel Natale del 1966 da un gruppo di 13 persone handicappate e un giovane prete, don Franco Monterubbianesi, che tentarono con successo un esperimento di vita comunitaria, la Comunità è oggi presente, in Italia, in 18 città e 10 regioni. Di essa fanno parte centinaia di persone tra comunitari, volontari, giovani in servizio civile, operatori sociali. Dagli anni 90 la Comunità si è allargata fuori dai confini nazionali, dando vita alla Comunità Internazionale di Capodarco (CICa), un'organizzazione non governativa di solidarietà internazionale, che si propone di dare risposte ai problemi dei poveri e degli emarginati di tutti i continenti: soprattutto in Ecuador, Guatemala, Albania, Kosovo, Romania, Brasile, Cameroun, Guinea Bissau con l’attenzione prevalente ai disabili. L’incontro sarà occasione per confrontarsi sul “modello Capodarco” con alcuni dei numerosi testimoni che in questi anni, in vario modo, hanno incrociato il cammino con la Comunità; sarà un confronto sulle “visioni”: quella di Capodarco sul mondo e quella del mondo su Capodarco. Verranno, inoltre, pesi trattati argomenti di attualità come la politica, l’economia, il welfare che ci aspetta. Al convegno interverranno don Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco); Pier Paolo Baretta (segretario generale aggiunto della CISL), Oliviero Beha (giornalista), mons. Luigi Conti (arcivescovo di Fermo), Gianmario Spacca (presidente della Regione Marche). Introduce: don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco. Sarà presente anche sindaco di Fermo il Saturnino Di Ruscio.

Neri Marcorè. Il recital di Neri Marcorè si terrà sabato 24 giugno a partire dalle ore 21,30 nel corso di una serata che verrà allietata anche dalle note di due gruppi locali: “Jonathan e i belli dentro” e i “Rossini e Wanda Quintet”. Oggi Neri Marcoré è uno degli entertainer più amati dal pubblico italiano. Marchigiano di Porto Sant'Elpidio (AP), si è fatto conoscere è apprezzare soprattutto come comico. E' il 1997 quando al fianco di Corrado e Sabina Guzzanti, lavora nel “Pippo Chennedy Show”, seguito da “La posta del Cuore” nel 1999. Nello stesso anno, presenta “Ciro” con Natasha Stefanenko ed Enrico Bertolino, colleghi che ritrova poi in “Convenscion”, alle soglie del 2000. Nel gennaio 2001 è tra i protagonisti della trasmissione di Raidue: “L'ottavo Nano”. Il dissacratorio varietà, lo vede impegnato nell’imitazione di numerosi personaggi celebri, tra cui quella famosissima di uno stralunato Alberto Angela. Marcoré collabora tra glia altri, con la Gialappa's in “Mai Dire Gol” e conduce da oltre sei anni, il book-game di Raitre "Per un Pugno di Libri". Nel 2003 arriva anche la sua consacrazione come attore cinematografico.: viene infatti diretto da Pupi Avati ne “Il Cuore Altrove”,ottenendo una nomination come Migliore Attore Protagonista ai David di Donatello. Da quel momento sono seguiti altri tre film: “Se devo essere sincera” di Davide Ferrario (2004); “La seconda notte di nozze”, ancora di Pupi Avati (2005); “L’estate del mio primo bacio” di Carlo Virzì (2006). Neri si è anche distinto come attore di “Fiction” televisive nella mini serie TV “E poi c’è Filippo”. In autunno darà il volto a Papa Luciani nell'omonima “minifiction” della Rai.

Anello Debole. La serata di domenica 25 giugno sarà invece dedicata alla comunicazione e alla cultura. A partire dalle ore 21,00 si terrà infatti la premiazione della seconda edizione del Premio “L’anello debole”, un riconoscimento che la Comunità di Capodarco ha deciso di assegnare ogni anno ai migliori esempi di trasmissioni radiofoniche, televisive, opere cinematografiche brevi che abbiano narrato fatti e vicende della popolazione italiana e straniera definibile “fragile”, perché “periferica” o “marginalizzata”. L’idea di fondo, frutto di un’intuizione di Giancarlo Santalmassi, è che esista un “anello debole” nella catena della comunicazione, l’anello della povertà, delle minoranze, delle culture “altre”. Realtà spesso “scomode” e “spiacevoli”, raramente trattate al di fuori dello stereotipo e dei torbidi della cronaca nera, che devono essere, invece, portate al centro dell’attenzione collettiva per dovere di verità e democrazia. Quest’anno hanno risposto al bando molti giornalisti, associazioni e ‘dilettanti’. I 119 lavori pervenuti sono stati divisi in 4 categorie, una in più rispetto all’anno scorso: 28 per la radio, 38 per la Tv, 30 per i corti della realtà, 15 per la ‘fiction’, più 7 opere fuori concorso che sono state comunque visionate. In tutto più di 30 ore di ascolto o visione. L’organizzazione ha deciso di distinguere nettamente, in due sezioni, i cortometraggi che documentano situazioni e vicende reali da quelli che si basano invece su storie inventate. Ampissimo lo spettro dei temi trattati: carcere, disabilità, psichiatria, immigrazione, minoranze, cooperazione, associazionismo, sanità, povertà solo per citarne alcuni. Dalla prima selezione, a cura di un comitato di lettori scelto dalla Comunità di Capodarco, sono uscite 55 opere finaliste. Attualmente la giuria ufficiale composta da Giancarlo Santalmassi (direttore di Radio 24, presidente), Vinicio Albanesi (presidente della Comunità di Capodarco), Giulia Buongiorno (avvocato, neo deputata), Daniele Segre (regista), Carlo Verdelli (direttore della Gazzetta dello Sport) sta scegliendo i vincitori di ciascuna delle 4 categorie ed eventuali menzioni speciali. La serata di premiazione sarà presentata da Dario Laruffa, conduttore del Tg2. Alle 4 opere vincitrici verrà assegnato un premio in denaro di € 1.000 e un “bracciale d’oro con un anello debole”, disegnato da un artigiano locale, simbolo del premio.

Tutti gli eventi della III Festa nazionale della Comunità di Capodarco sono a ingresso libero. A partire dalle ore 19,30 di ogni giorno verranno aperti stand gastronomici dove sarà possibile gustare tra l’altro alcune specialità siciliane. Durante la festa ci saranno, inoltre, esposizioni delle Comunità di Capodarco, mostre fotografiche, mercatini etnici e di artigianato locale

E’ previsto un servizio bus navetta gratuito dai parcheggi circostanti la Comunità di Capodarco.

Per informazioni: 0734.683927 • 333.6519709 – email:info@ventodizefiro.it

14/06/2006





        
  



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