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Il medico dei pazzi

Fermo | Si rinnova al Teatro dell'Aquila l'appuntamento con la stagione teatrale.

Giovedì 15 e venerdì 16 dicembre prosegue al Teatro dell’Aquila la Stagione di Prosa promossa dal Comune e dall’Amat.

Dopo il successo riscosso dai ragazzi di “Amici” con il musical Footloose il bel teatro fermano ospiterà un grande interprete del teatro italiano, Carlo Giuffrè “il custode della grande tradizione attoriale napoletana”, alle prese con Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta.

Prodotto dalla compagnia Diana Or.I.S., lo spettacolo si prepara a bissare i trionfi di Miseria e nobiltà, con Giuffrè a fare da mattatore nella sua personale interpretazione del celebre O miedico d’è pazze, riadattamento di una pochade francese in voga all’inizio del secolo scorso.

La vicenda inizia col viaggio a Napoli di Felice Sciosciammocca (maschera creata da Scarpetta e resa celeberrima da Totò), arrivato in città dalla campagna con la pittoresca moglie Concetta. Lo scopo della visita di Felice è vedere l’”Ospedale dei pazzi” che il nipote Ciccillo dice di aver costruito, dopo essersi finto medico per spillare allo zio i quattrini per finanziare l’impresa. Ma ovviamente l’ospedale non esiste e Ciccillo, per risolvere la situazione, porta lo zio a visitare la Pensione Stella, spacciandola per l’Ospedale e confidando nell’eccentricità dei personaggi che la abitano… Il vero motore comico della commedia risiede proprio nella straordinaria caratterizzazione dei finti pazzi, che sfilano davanti a Felice e Concetta in una sequenza di “siparietti”, in modo tale da aggiungere alla farsa di Scarpetta componenti che spaziano dall’avanspettacolo alla canzone napoletana, dal balletto ad atmosfere clownesche. La galleria dei personaggi è esilarante: c’è un giovane irrequieto giornalista in cerca di ispirazione per le sue novelle da pubblicare quotidianamente, un attore che prova l’Otello, un malinconico musicista che spera di partire per nuove tournée, l’ex sciantosa che cerca di trovare un marito alla figlia timida che non riesce a pronunciare una parola…

La riflessione finale di Felice, travolto nella girandola di sketch degli abitanti della pensione che appaiono effettivamente tutti folli, diventa una sorta di elogio della follia, che ci dimostra come a volte un po’ di sana pazzia fa bene ed è segnale di libertà.

Strenuo difensore e massimo esponente della commedia napoletana, Carlo Giuffrè, alla domanda che ancora qualcuno gli pone sul perché non faccia teatro italiano, risponde che è da trent’anni che lo fa, perché il teatro partenopeo fa parte della grande commedia dell’arte che è stata fonte del teatro universale. Il teatro “italiano” nasce dal dialetto, il napoletano di Altavilla, Petito, Scarpetta, De Filippo; il veneto di Ruzante e Goldoni; il toscano di Machiavelli, Bibbiena e Pietro l’Aretino. Giuffrè è quindi dell’idea che il teatro che si recita in lingua italiana sia teatro tradotto da altre culture e di conseguenza non ci appartenga completamente. Per questo da anni opera una sistematica rivalorizzazione delle commedie napoletane, mantenendone vivo lo spirito nel cuore degli spettatori, ragion per cui è stato insignito nel 1999 del Premio “Renato Simoni”.

Ne Il medico dei pazzi, Giuffrè si ritaglia ad hoc il ruolo di Felice e cura la regia dello spettacolo, dirigendo in scena un nutrito cast di interpreti: Piero Pepe nel ruolo di Enrico, Monica Assante Di Tatisso in quello di Amalia, Rino Di Maio nei panni di Raffaele, Antonella Lori in quelli di Concetta e Aldo De Martino che interpreta Il Maggiore.

Quinto spettacolo in cartellone del Teatro dell’Aquila, Il medico dei pazzi si avvale delle scene di Aldo Buti, dei costumi di Giusi Giustino e delle musiche originali e arrangiamenti di Francesco Giuffrè.

Per informazioni e biglietti (da euro 10,00 a euro 25,00): biglietteria del Teatro 0734 284295-223412, Amat 071 2072439. Vendita on line su www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.

12/12/2005





        
  



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