Baustelle, Santori e una scommessa vinta
Sant'Elpidio a Mare | Teatro Cicconi stracolmo ieri sera per il concerto della band toscana, soddisfattissimo l'assessore alla cultura
di Pierpaolo Pierleoni
Definirlo un successo probabilmente non ne rende del tutto il merito. Il concerto dei Baustelle di ieri sera al Teatro Cicconi di Sant’Elpidio a Mare ha rappresentato anche il segnale di qualcosa di nuovo che sta andando a realizzarsi in questi mesi, nel comune elpidiense, ma è bello pensare, vista l’affluenza di molti spettatori da fuori, un po’ in tutto il territorio. Un segnale che forse l’appiattimento televisivo, i luoghi comuni, la banalità imperante nei mezzi di comunicazione come troppo spesso anche nell’arte non siano una via obbligata. Che imboccare la via della qualità può rappresentare una risorsa… sorprendente.
E sorprendente era la fila davanti alla biglietteria del teatro intorno alle 21.30 di ieri sera, poco prima dell’inizio del concerto. Alle 21.40 si annunciava che tutti i posti in sala erano stati venduti. Iniziavano le contrattazioni di alcune decine di ragazzi in fila, intenzionati a pagare anche per un posto in piedi Alle 22, l’attesa finalmente terminava, e facevano il loro ingresso sul palco i Baustelle, pop band toscana al suo terzo album, La Malavita, capace di attirare un crescente riconoscimento di pubblico e critica. Con un’efficace sintesi dei loro tre dischi, alternando brani melodici, elettronica, rock and roll, accompagnavano lo spettatore in un viaggio musicale nei loro pezzi più intensi, da Provinciali a Il corvo Joe, da Arriva lo ye-ye a La guerra è finita, fino a La canzone di Alain Delon e Canzone del riformatorio, che ha chiuso lo spettacolo, tra gli applausi scroscianti, intorno alle 23.30. Un concerto asciutto, intenso, senza pause. E se c’era una parte di fans della band ad accompagnare parola per parola le loro canzoni, molti altri non conoscevano quasi per niente i Baustelle, o al massimo, ne avevano visto su Mtv qualche passaggio dell’ultimo videoclip La guerra è finita.
Per questo, oltre a rendere merito al gruppo toscano, che ha saputo offrire sul palco un’esibizione molto convincente, il discorso va forse allargato su un livello più ampio. Il tutto esaurito di ieri sera non era affatto scontato. Era una scommessa che l’assessore alla cultura di S. Elpidio a Mare Antonio Santori poteva anche perdere, non avendo puntato su un nome di primo livello, ma su una band avulsa dai circuiti radiofonici e distante dal pubblico di massa. Eppure eccola, la massa: arrivava a frotte, giovane, curiosa, entusiasta, come per dare un segnale di vitalità, come per rispondere la propria presenza ad un richiamo diverso dall’usuale.
Allora forse a quella risposta così convinta e numerosa va dato un significato: non è detto che la scelta più opportuna nell’organizzazione di eventi sia quella a cui la tv moderna ci ha abituato: quella di un pubblico tiranno, per cui in base alle preferenze della maggioranza ed a calcoli meramente numerici si decide cosa servire, offrendo solo ciò che la “massa” vuole vedere, e poco importa se poi si scende nel banale, nel volgare, nel misero, nel deja vu. La strategia che passa, con il trionfo dei Baustelle, è invece quella di selezionare ciò che vale, in qualunque settore artistico o culturale, per proporlo alla collettività, offrendo un’opportunità di arricchimento. Significa assumersi dei rischi, e talvolta può portare al fallimento, è certo. Ma è un compito che probabilmente vale la pena di essere affrontato. E allora aveva ragione Walter Cassetta Jr., uno degli organizzatori del concerto, che presentando i Baustelle parlava di un evento di “musica aliena”, e ringraziava l’assessorato alla cultura elpidiense, “che di alieno sta facendo davvero molto”. Per il prof. Santori, che dalla prima fila si godeva il tutto esaurito, sarà stata una bella sensazione scoprire che in giro ci sono più alieni di quanto si credesse.
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10/12/2005
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