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Oncologia: nuovi locali, nuove prospettive di ricerca

San Benedetto del Tronto | Giornata inaugurale del nuovo reparto con opere d'arte e un laboratorio per la preparazione dei farmaci all'avanguardia.

di Giovanni Desideri

La sfida di istituire un vero e proprio reparto di Oncologia all'ospedale di San Benedetto era partita nell''88 e una certa idea di come dovesse essere organizzato era sempre rimasta un obiettivo più o meno lontano per il suo dirigente, il dott. Giorgio De Signoribus. L'inaugurazione di ieri mattina (giovedì 11 dicembre) di un rinnovato laboratorio per la preparazione dei farmaci e di locali resi più umani attraverso l'esposizione permanente di circa 60 tele donate da artisti sambenedettesi, nuovi colori delle pareti, una nuova illuminazione, è stata dunque un momento particolarmente importante: per lo stesso dirigente, per i suoi collaboratori (i dott. Brugni, Giorgi, Morelli), la città e l'intero bacino d'utenza.

Taglio del nastro alle 12,30, alla presenza dei medici (del reparto stesso e di altri), del commissario straordinario della Asl, dott. Marabini, del vice sindaco di San Benedetto Piunti, del presidente regionale della Confesercenti Perazzoli, del vescovo Gestori, di molti cittadini ed altri personalità. In precedenza (dalle 9,30) si era svolto un convegno  nell'apposita sala al secondo piano dell'ospedale: "L'oncologia medica tra passato, presente e futuro", con la partecipazione di maestri, colleghi e collaboratori di De Signoribus, che ha fatto gli onori di casa.

Saluto ai convenuti da parte del dott. Marabini, che ha presentato brevemente i progressi dell'oncologia locale, che oggi può avvalersi di interventi chirurgici addominali e toracici e naturalmente del nuovo laboratorio per la preparazione dei farmaci antiblastici.

Il vicesindaco Piunti, riprendendo un punto ugualmente evocato da Marabini, ha espresso soddisfazione per il superamento del campanilismo e la proficua collaborazione tra le diverse strutture sanitarie presenti sul territorio, in particolare tra gli ospedali di Ascoli e San Benedetto. Ma anche tra Comune e Asl: "offriamo servizi a misura d'uomo", ha concluso Piunti.

Il prof. Mancini (Università di Bologna) ha trattato in breve i temi del titolo del convegno: l'oncologia del passato, impegnata sulla questione della morfologia dei tumori, all'odierna che punta ormai su cure personalizzate da paziente a paziente, grazie alle possibilità offerte dalla genetica.

Il dott. Battelli (Lega Italiana Lotta ai Tumori), trattando della qualità della vita nei pazienti oncologici, ha evocato il rapporto tra medico e paziente nelle quattro fasi della diagnosi, terapia, ricaduta e fase avanzata della malattia: "informare o non informare il paziente? Il paziente vuole sapere? Io vorrei conoscere la verità? La verità fa bene al paziente?". Sono state queste alcune delle domande cui il dott. Battelli ha cercato di fornire una risposta, passando poi a trattare problematiche diverse. Per esempio la cura del dolore (ciò che i pazienti temono più ancora che il decesso e un problema che purtroppo non viene adeguatamente affrontato con cure antidolorifiche o palliative, per lo più a base di oppioidi).

Un altro punto toccato dal dott. Battelli è stata l'importanza di un'adeguata divulgazione attraverso i mezzi di comunicazione, "che parlano di tumore come di "un male incurabile" distorcendo la percezione della gente nei confronti di una malattia grave ma che può essere curata". Infine la necessità che il medico arrivi ad instaurare un rapporto con l'"amico paziente" e non solo con una persona vista come semplice oggetto di cura. Ha concluso Battelli: "Di Bella ci ha fatto perdere tempo e soldi, ma la sua messinscena è servita almeno a mostrare un ottimo rapporto umano con i pazienti".

Il dott. Bonsignori (ospedale Torrette di Ancona) è partito dalla constatazione che le Marche, "una piccola regione di appena 1 milione e 400 mila abitanti, non possono permettersi l'attuale mancanza di una "rete oncologica unica", secondo linee-guida che noi specialisti dovremmo redigere tutti insieme". Riprendendo il discorso del suo collega all'ospedale Torrette il prof. Cascinu (Università di Ancona) ha auspicato la creazione di un consorzio tra gli specialisti ospedalieri marchigiani per produrre ricerca oncologica a basso costo nei settori della prevenzione e delle terapie "mirate".

Il dott. Trevisonne (ospedale di Ascoli) ha ricordato l'importanza di campagne contro il fumo e per un'alimentazione corretta e le iniziative di associazioni come la Lega per la Lotta ai Tumori, dell'Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro (AIRC), come le varie giornate nazionali che si svolgono nel corso dell'anno per la raccolta di fondi o divulgare i temi detti.

Un saluto è stato portato infine dal rappresentante dell'associazione di volontariato Artis, che opererà nel nuovo reparto di oncologia per assistenza psicologica e pratica ai pazienti e dal dott. Luciani, che ha parlato del sollievo anche di tipo terapeutico che l'arte può offrire.

12/12/2003





        
  



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