Offidani: buoni risultati ma si può fare di più
Fermo | L'assessore Pd affronta il tema dell'imprenditoria fermana; tra successi e proposte spiega la sua ricetta anti-crisi.
di Redazione
Renzo Offidani
Tempo di bilanci tra le file del Pd. Prende la parola Renzo Offidani, assessore delegato all’attuazione della nuova Provincia che, dati ufficiali alla mano, fa il punto sullo stato dell’economia marchigiana in generale e fermana in particolare.
Dalle informazioni – per la prima volta elaborate separatamente da quelle di Ascoli Piceno e relative al 2007 – risulta che la Provincia di Fermo è la più artigiana delle Marche con un 36,4% di imprese artigiane operati nel territorio sul totale delle imprese attive, contro il 31% della Provincia di Ascoli ridefinita e il 32,5% della media regionale. “Si tratta di un dato molto significativo – ha sostenuto Offidani – dopo anni in cui la globalizzazione dei mercati aveva fatto prevalere le ragioni delle grandi imprese”.
Le notizie relative alla provincia fermana diventano ancora più interessanti se messe in relazione – sono sempre i dati ufficiali a dirlo – con quelle inerenti la media nazionale. In Italia, infatti, il peso delle imprese artigiane è del 28,6% nella media nazionale, raggiungendo il 32% nella media del Centro-Nord ed il 32,4% in quella del Nord-Est.
Aldilà dei numeri, significative sono le implicazioni. “Questi dati impongono nel nostro territorio interventi mirati agli Enti Locali e a sostegno delle piccole imprese. L’azione amministrativa svolta durante la presidenza Rossi ha anticipato queste esigenze grazie alla proposta di un nuovo modello di sviluppo sostenibile che ha già dato i primi frutti”, ha continuato l’assessore.
E se la maggior attenzione rivolta alle piccole imprese locali ha contribuito ad attivare nuovi circuiti virtuosi, il percorso per arginare la crisi è ancora lungo. Offidani propone, perciò, di concentrare ulteriormente sforzi e risorse intervenendo su più fronti perché, diverse sono le variabili da prendere in considerazione.
Ci sono le imprese in difficoltà, soprattutto del settore calzaturiero, che fanno sempre più spesso ricorso alla Cassa Integrazione per tamponare l’emergenza. Ad esse dovrà essere rivolta una più oculata gestione di questo strumento in modo da aumentarne la flessibilità. Inoltre, la commercializzazione dei prodotti attraverso una maggiore presenza delle istituzioni locali sui mercati internazionali permetterà alle piccole imprese di prendere parte ad un mercato che avrebbero maggiori difficoltà a raggiungere autonomamente.
C'è la crisi dei rapporti interbancari che, penalizzando la liquidità delle piccole imprese, rende indispensabile conferire nuova linfa al mercato del credito attraverso un impegno finanziario diretto alle istituzioni locali.
Ci sono le attuali condizioni economiche e lavorative in base alle quali puntare sulla formazione professionale diventa fondamentale per adeguare competenze ed abilità dei lavoratori e dei piccoli imprenditori.
A chi sostiene, infine, che la divisione dell’attuale provincia finirà per penalizzare il territorio, Offidani risponde “dopo anni di esaltazione della grande dimensione e quindi della necessità indiscriminata di occupare tutto e ad ogni costo, oggi gli stessi addetti ai lavori guardano con rinnovato interesse e fiducia ai sistemi locali delle eccellenze, ove prevale la dimensione del piccolo.”
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11/11/2008
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