Agostini sul Cinema Italia
Porto San Giorgio | La società che gestisce la sala sangiorgese e due cinema a Fermo ha esternato le proprie difficoltà alle Amministrazioni comunali di riferimento nel mantenere una programmazione competitiva.
di Chiara Marzan
Schermo cinematografico
Le sale cinematografiche storiche, l'Helios e la Sala degli Artisti di Fermo e l'Italia di Porto San Giorgio per intenderci, rischiano seriamente di chiudere i battenti per la sempre crescente concorrenza da parte dei cinema cosiddetti multisala diventati, ormai, nel panorama nazionale i luoghi per eccellenza dove gustarsi il piacere di un buon film a discapito del classico cinema anni 80 ormai quasi del tutto dimenticato e surclassato.
La società che da tre anni gestisce la programmazione di queste tre sale, la Desideri, alla luce di queste considerazioni ha esternato nei giorni scorsi alle due Amministrazioni comunali fermana e sangiorgese le proprie forti difficoltà di esercizio cinematografico. La diminuzione di spettatori ha comportato l'impossibilità di garantire una gestione in attivo, fino a portare al rischio di chiusura dell'esercizio.
"La società che gestisce il Cinema Italia - spiega il sindaco Andrea Agostini - mi ha rappresentato in una lettera le proprie difficoltà, ipotizzando due soluzioni urgenti. La prima ipotizzava l'impegno da parte dell'Amministrazione comunale di trovare forme di sostegno economico all'impresa, così da assicurare una programmazione di prima visione ed il mantenimento dei posti di lavoro. La seconda ipotesi è invece quella che prevede: la proiezione in prima visione dei film capaci di assicurare almeno 800 spettatori in sala in due settimane, la proiezione in seconda o terza visione di altre pellicole con minori prospettive di affluenza, e comunque entro un mese dall'uscita, la diffusione mensile dei programmi d'intesa con le Agenzie di distribuzione".
Tra le soluzioni profilate, il Sindaco di Porto San Giorgio, a malincuore, ritiene percorribile solo la seconda ipotesi. "Ho risposto in questi giorni alla Società - continua Agostini - che la situazione economica comunale non consente purtroppo, al momento, l'assunzione di impegni di spesa per il sostegno a privati. Questo pur riconoscendo l'indubbio valore culturale e aggregativo di una sala cinematografica nella nostra città come il Cinema Italia. Con rammarico, non possiamo offrire un contributo tale da superare le difficoltà gestionali incontrate in questi anni dalla Società, a fronte della crescita di concorrenza, in particolare per la nascita di cinema multisala. L'unica soluzione percorribile, al momento, è la seconda ipotizzata, con programmazione di prima visione per film di grande affluenza e di seconda o terza visione per pellicole con minori prospettive".
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10/10/2008
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