Viaggio in Kenya
Montegranaro | Jenny ha 21 anni. Ed è felice di aver passato le vacanze lavorando in un orfanotrofio di Nairobi
di Francesca Ripa
Jenny ha 21 anni, ed è parrucchiera. Fa volontariato dall’età di 14 anni con disabili e anziani. Dai Salesiani di Macerata conosce Sister Rosaria una suora di Bergamo, che da 15 anni si occupa di un orfanotrofio a Nairobi. Questa estate, avute le ferie, Jenny parte con altri volontari e la raggiunge in Kenya per circa tre settimane.
Il viaggio, e tutto il resto, è a spese proprie. Anziché portare affetti personali, Jenny riempie le sue valigie di vestiti e giochi per i bambini che avrebbe incontrato una volta arrivata in Kenya. Porta anche medicinali, ma li nasconde molto bene, perché c’è il rischio che glieli sequestrino per poi rivenderli.
Jenny dorme con altri volontari nell’orfanotrofio che si trova in città. E’ una buona sistemazione. Grazie ai pannelli solari hanno elettricità, e a loro disposizione anche una lavatrice e un fornellino. Di cibo ce n’è, è scaduto, ma Jenny dice che è buono lo stesso.
L’istituto accoglie 32 bambine di un età che va dai 4 ai 14 anni. Vengono tutte dalla strada, hanno subito violenza, dal padre, dal fratello, da sconosciuti. La notte qualcuna di loro si sveglia, ha ancora paura.
La mattina si alza alle sette per sbrigare oltre a lavori domestici anche lavori di ristrutturazione e manutenzione. Altre volte si va nelle piantagioni di grandi aziende a raccogliere la verdura invenduta.
Non mancano “gite fuori porta” per visitare altre missioni. Kurogocio è una delle baraccopoli più grandi al mondo. Lì i bambini sono privi di tutto, non hanno niente né da mangiare, né da vestire. Gli italiani non sono ben visti. C’è miseria e povertà eppure questi bambini hanno qualcosa che non perdono mai, il sorriso. Jenny è stupefatta, non hanno niente ma quando vedono gente nuova si avvicinano e chiedono “How are you?”. Ti chiedono come stai e sono felici di vedere un viso nuovo e amico. I volontari danno una mano e trascorrono insieme il pomeriggio per regalare loro una giornata diversa.
I bambini imparano l’arte dell’artigianato per confezionare manufatti che andranno venduti dai volontari tornati in Italia. Il ricavato servirà a finanziare l’orfanotrofio e altre iniziative. La Sister ha un progetto nuovo. Quello di organizzare un orfanotrofio strutturato in diversi bungalow, ognuno gestito da una tutor-mamma che assiste i bambini. E’ per creare una sistemazione che dia l’idea del nucleo famigliare.
Jenny ha passato le proprie vacanze a Nairobi, in un orfanotrofio di bambine traumatizzate. Tutto il giorno a lavorare come un operaio, mangiando cibo scaduto. Jenny dice che il prossimo anno tornerà. Perché?
“Sono loro che aiutano te ad apprezzare la vita”. Vivono di niente, eppure questi bambini hanno la speranza negli occhi e la gioia sulle labbra, che ti regalano non appena ti vedono.
Il ritorno a casa è faticoso. E’ triste, è grigio, è superficiale. Nessuno più ti chiede come stai. Nessuno più ti sorride in cambio di niente.
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11/11/2005
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