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Necessita' di un sistema agricolo globale basato sull'etica cristiana

| ANCONA - Si è concluso a Roma, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum il congresso "Il riso della speranza", organizzato dalla Facoltà di Bioetica dell'Ateneo e dal Rotary Club di Roma.

Autorevoli esponenti del mondo della scienza, della cultura e della religione hanno riflettuto sulle possibili strade da percorrere per risolvere i problemi dei Paesi in via di sviluppo, per promuovere una vera e fraterna collaborazione, con scambio di conoscenze e di tecnologie al fine di favorire uno sviluppo autonomo, libero ed integrale delle popolazioni locali.

In questa ricerca si inserisce la Facoltà di Bioetica dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, nata nel 2001 per rispondere all'invito di Papa Giovanni Paolo II ad una "mobilitazione generale delle coscienze" e ad uno "sforzo etico comune, per mettere in pratica una grande strategia in favore della vita".

Attualmente la malnutrizione è il più vasto problema medico a livello mondiale, con 24.000 morti al giorno. Nei Paesi in via di sviluppo, ogni anno, 500.000 bambini diventano ciechi e 6.000 muoiono ogni giorno per carenza grave di vitamina A.

Fra i vari relatori intervenuti, il Cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha sottolineato la necessità di "trovare sempre le vie pratiche per identificare i risultati ormai ottenuti, le tendenze per il futuro, risolvere i conflitti esistenti, bilanciare gli interessi e costruire un sistema agricolo globale basato sull'etica cristiana, che veramente possa risolvere la fame nel mondo e ci aiuti così a debellare tante malattie che veramente hanno come principale causa la mancanza di una nutrizione adeguata
per miliardi di esseri umani".

"Dobbiamo incoraggiare la cooperazione e la solidarietà tra le istituzioni - ha ricordato il Cardinale -  l'integrazione tra scienza sperimentale e tecnologie e sviluppare nuovi codici di condotta etica che favoriscano specialmente i più poveri ed emarginati come popoli o come individui.
Nel mondo globale in cui ci troviamo, dobbiamo tener conto degli strumenti che si stanno usando considerando la loro proprietà, il loro potenziale per intensificare la produzione alimentare, le conseguenze che producono, gli effetti indesiderati che si presentano oggi e nel futuro, i problemi generati nell'ambiente, il trasferimento di possibili tossine e allergeni, la diminuzione della biodiversità, la scomparsa dei piccoli produttori agricoli a causa delle grandi aziende di GMOs, gli accordi nell'OIT riguardo i TRIP per i brevetti dei prodotti, l'equilibrio tra le nuove e le tradizionali tecnologie, le politiche agrarie e le politiche commerciali a livello nazionale ed internazionale, il necessario intervento dei governi degli Stati e la competenza dei particolari, l'intercambio di tecnologie, l'incremento della dipendenza agricola dei Paesi in via di sviluppo dai Paesi ricchi produttori di GMOs, l'incremento delle ricerche nei laboratori".

"Ricordiamoci - ha concluso il Cardinale Javier Lozano Barragan - che ci troviamo in un mondo nel quale il potere economico si concentra ogni volta di più attraverso le grandi compagnie transnazionali che operano al di là del controllo dei governi degli Stati e che la tendenza è passare dai servizi pubblici e dalla regolazione alla privatizzazione e alla sregolatezza. Il nostro discorso si deve dirigere a combattere e vincere gli effetti cattivi della globalizzazione della fame, della povertà e della ineguaglianza tra i popoli".

12/05/2004





        
  



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