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Di Ruscio: "Consorzi di bonifica usati come serbatoi elettorali".

Fermo | Il sindaco lancia dure accuse alla Regione:"Accentrano anche in questo settore, senza pensare alle conseguenze sul territorio".

di Luca Moriconi

Sui Consorzi di Bonifica si parla molto ma nessuno ha il coraggio o la volontà di raccontare come stanno veramente le cose, tranne un sindaco che di un consorzio, quello della Valle del Tenna, è stato anche presidente: Saturnino Di Ruscio.

"I Consorzi di Bonifica - dice Di Ruscio -  non hanno brillato, negli anni scorsi, come esempio di efficienza ma, soprattutto, sono stati, negli anni ottanta e novanta, una ottima macchina elettorale per molti politici. Nessuno però si è preoccupato, pur essendo i Consorzi di Bonifica Enti strumentali e dipendenti dalla Regione Marche, di mettere mano al problema della ristrutturazione e delle funzioni agli stessi affidati; anzi è iniziata la "battaglia delle ventimila lire" (attuali 10,00 Euro), ovvero la tassa sull'urbano. Una battaglia che ha trovato uniti sia la destra che la sinistra, battaglia più ideologica che di sostanza"

Ideologica, secondo il sindaco di Fermo, perché andava incontro al sentire comune dell'elettorato ma che non avrebbe potuto comunque risolvere i problemi reali della tutela del territorio, del ruolo dei Consorzi Bonifica e delle tasche dei cittadini.

"A mio modesto avviso - continua Di Ruscio -  sarebbe stato più opportuno utilizzare quelle risorse per una gestione più efficiente delle attività di difesa idraulica e scolo delle acque (le acque della città dovranno pure attraversare la campagna per andare verso i fiumi o il mare), visti i danni ingenti  che ogni acquazzone provoca sul territorio mal difeso ed in assenza o presenza di scoli. Quel che è peggio è che, per togliere le ventimila lire, è stato avviato un braccio di ferro tra la Regione Marche e i Consorzi, con ricorsi sino alla Corte Costituzionale".

Alla fine, è stato trovato lo strumento per eliminare la tassa sull'urbano grazie alla Corte Costituzionale che ha distinto le attività di bonifica pubblica da quelle di bonifica privata.

"E' stato semplice passare le funzioni della bonifica pubblica alle Province per togliere quindi il balzello - dice Di Ruscio - a questo punto i Consorzi di Bonifica si sono trovati con risorse più che dimezzate, senza una parte delle funzioni, con mutui e personale comunque da pagare.  Sono passati uno, due anni e la situazione è precipitata: il Consorzio del Tronto ha un deficit di 6 milioni di Euro, il Consorzio dell'Aso, unica isola felice, ha retto l'urto anche grazie ad una sana politica che viene da lontano, il Tenna comincia ad avere qualche  problema".

Di frinte a questa situazione di deficit, non potendo dare direttamente risorse ai Consorzi in difficoltà, la Regione ha scelto la fusione tra Tronto, Aso e Tenna, "per pagare i debiti - tuona Di Ruscio - ma chi paga sono Provincia e Regione, ovvero tutti noi".

Il risultato finale, per Di Ruscio, è stato che: i Consorzi, ad eccezione del Tenna, non hanno ancora avviato una vera e propria ristrutturazione, il problema della difesa idrogeologica e dello scolo delle acque non è stato ancora risolto, sono stati prodotti debiti che verranno pagati da coloro che hanno protestato per la cartella esattoriale, le risorse potevano essere utilizzate per le ristrutturazioni dei Consorzi di Bonifica e per dare un forte impulso alla difesa idrogeologica del suolo.

"E poi - dice Di Ruscio . si fa una legge per la fusione tra tre Consorzi della Provincia di Ascoli Piceno senza tenere conto che non sono stati risolti i  problemi dei Consorzi di Macerata e Pesaro, quindi occorre una nuova legge anche per gli altri Consorzi, c'è la Provincia di Fermo in dirittura di arrivo ma la Regione Marche fa finta di nulla, ed è evidente, che si tratta di un provvedimento mirato ad arrivare alle prossime elezioni amministrative".

"Quando sono stato Presidente del Consorzio Bonifica Valtenna -conclude Di Ruscio - grazie al personale qualificato, avevamo iniziato un ottimo lavoro, ovvero l'elaborazione di un piano di manutenzione di tutto il territorio, a partire dalla difesa delle acque, alla manutenzione dei boschi. Tutte quelle attività sono state possibili grazie ai Consorzi di Bonifica e agli agricoltori, attività che oggi non svolge piu' nessuno, sia perché le campagne sono vuote, non c'è piu' manodopera, sia perché i Consorzi di Bonifica non hanno piu' fondi".

12/05/2004





        
  



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