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Montegranaro | E' l'invito del sindaco Basso nel pensare alla provincia di Fermo

di Stefania Ceteroni

"Non importa avere la targa ma serve la sostanza": è questo, in sintesi, il punto di vista del sindaco, Gianni Basso, in merito alle  vicende di questi giorni attorno all'istituzione della provincia di Fermo.  

"Era ora che si arrivasse alla fine di un percorso voluto tanto intensamente da tutto il territorio" commenta, invitando  a fare uno sforzo di memoria per non dimenticare da dove ha avuto origine il cammino che ha portato fin qui.

"Se oggi si parla di provincia è perché 40 comuni deliberarono in questo senso – precisa – e vorrei ricordare che si è trattato di un'azione partita dal presidente dell'associazione dei comuni di Fermo Emiliani e da quello dei comuni della zona calzaturiera Basso nel 1989".

Il primo cittadino ricorda, poi, le tappe in regione nel '90, dando merito all'allora presidente del consiglio regionale Scriboni con il quale presero corpo i primi atti.

"Poi che a livello nazionale ci siano stai dei promotori, dei sostenitori, sicuramente va a loro onore – aggiunge – ma non si può dimenticare che i comuni hanno avuto un importante ruolo…". Dopo i ricordi, Basso passa al futuro. "Dobbiamo iniziare ad operare a livello di amministrazioni locali affinché si possano avere già le basi ed un programma per il 2009 – osserva - si deve pensare ad una programmazione dello sviluppo territoriale. Dobbiamo pensare a espandere il territorio della provincia di FErmo. Chi dice che il territorio è piccolo ha ragione: per avere peso e consistenza a livello regionale e nazionale dobbiamo farvi confluire altri comuni della vallata del Chienti, centri vicini del civitanovese, i territori dell'attuale collegio senatoriale. Allora si che si potrà programmare meglio lo sviluppo".

"Essere giunti a questo punto non vuol dire che si deve fare la guerra ma si deve collaborare e bisogna essere entrambi aperti, fermani ed ascolani. Gli ascolani si sentono feriti – commenta - chi ha vissuto ad Ascoli come me anche come presidente, sa bene che gli ascolani hanno uno sguardo che si chiude all'interno della vallata del Tronto. Questa è un po' la loro colpa". Basso è ottimista? "Il mio è l'ottimismo della volontà – conclude -se ragioniamo bene si possono fare cose importanti".

11/11/2003





        
  



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