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Violenza gratuita in pieno centro storico per l'assenza della politica sul caso Faurisson.

Teramo | Solidarietà alle Forze dell'ordine colpite.

di Nicola Facciolini

Gennaro Capasso, vicequestore di Teramo

Esprimiamo la nostra solidarietà al vicequestore Gennaro Capasso, ai poliziotti e cittadini feriti, umiliati ed offesi durante il parapiglia generale di piazza Martiri della Libertà, nel venerdì "nero" della Città di Teramo, il 18 maggio 2007. Una data che resterà impressa nella memoria dei Teramani per molto tempo. La politica ha fallito perché non ha saputo prevedere l'inevitabile, complice una classe dirigente del tutto indifferente alle richieste di sicurezza e di ordine pubblico da parte dei cittadini, sostanzialmente interessata solo alle strumentalizzazioni politiche di bassa lega.

Ci chiediamo che cosa ci saremmo potuti risparmiati se il prof. Faurisson avesse potuto svolgere la sua "lezione" tranquillamente, senza il bombardamento mass-mediatico a cui è stato sottoposto. Bisognerà cercare di capire che cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza e ordine pubblico predisposto nella nostra Città e, soprattutto, se la politica poteva creare maggiori condizioni di sicurezza che in una libera democrazia costituzionale come l'Italia, debbono poter garantire a ciascun cittadino, compreso il professor Faurisson (del quale non condividiamo, nel merito, le idee), la libera espressione del pensiero in qualsiasi forma essa si sostanzi. Anche sorseggiando un caffè in una libera piazza. E' inconcepibile che degli energumeni, sbucati fuori dal nulla nella nostra Città, abbiano avuto il tempo e il via libera per creare, non si sa come e perché, condizioni di sostanziale insicurezza e di pericolo ai danni dei cittadini.

Crediamo che la politica debba e possa fare molto di più nel prevenire simili vergognosi episodi che nulla hanno a che vedere con la civile convivenza in un Paese come l'Italia. Per questo, condanniamo le violenze, fisiche e psicologiche, le intimidazioni, a cui sono stati sottoposti docenti, ricercatori e studenti dell'Ateneo aprutino, per alcuni "rei" di voler ascoltare anche l'altra "campana" della Storia che, ripetiamo, non riconosciamo rispondente a verità storica ma non per questo meritevole ed oggetto di scherno, violenza e sopraffazione. La nostra Civiltà oggi ha dimostrato la sua profonda debolezza: al confronto scientifico e al rigore della libera espressione del pensiero, ha preferito opporre gli strumenti della forza bruta! La politica deve interrogare se stessa, cercare e trovare le risposte fondamentali alle domande che finora non ha avuto il coraggio di porsi, al fine di garantire a tutti i cittadini, a qualunque nazionalità, credo ed etnia appartengano, quegli inalienabili diritti inviolabili dell'uomo sanciti, tra l'altro, nella Carta delle Nazioni Unite.

Venerdì 18 maggio 2007, infatti, a Teramo è avvenuto un episodio gravissimo: il professor Robert Faurisson, al quale era stata in precedenza negata la possibilità di svolgere una conferenza all'interno dell'Università dov'era stato invitato dal professor Claudio Moffa, è stato aggredito in pieno centro da un gruppo di facinorosi dichiaratisi ebrei residenti a Roma. Indipendentemente dalle tesi sostenute dal professor Faurisson è inconcepibile che un gruppo di persone usando l'aggressione e la minaccia possa impedire a qualcuno di esercitare quel diritto di parola sancito dalla Costituzione Italiana. Questo è un pericoloso precedente.

Ci aspettiamo che i politici teramani si assumano pienamente le proprie responsabilità, ci auguriamo che i giornalisti presenti riferiscano i fatti così come sono avvenuti. Auspichiamo inoltre che la Città di Teramo, fedele alle sue tradizioni di civiltà e di difesa della libertà, provveda ad invitare il professor Faurisson ad un nuovo incontro dove siano garantiti i diritti delle persone, quei diritti costituzionali oggi vergognosamente calpestati. E che gli energumeni siano messi in condizione di non arrivare alle porte della città.

 

19/05/2007





        
  



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