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Le due chiese di Santa Maria della Neve

San Benedetto del Tronto | Nel territorio Piceno si trovano due splendide chiese dedicate a Santa Maria della Neve, che mostrano sorprendenti analogie tra loro.

di Elvira Apone

la chiesa di Santa Maria della Neve a Potenza Picena

Due piccole chiese, entrambe situate nel nostro territorio Piceno, mostrano sorprendenti analogie tra loro, a cominciare dal nome, essendo entrambe dedicate alla Madonna della Neve. La prima, nel maceratese, si trova appena fuori dalla cinta muraria del paese di Potenza Picena; la seconda, nell’ascolano, è situata in aperta campagna, a poca distanza dal piccolo borgo di Faete, frazione di Arquata del Tronto.

Si tratta di due chiese dall’architettura semplice e dalla struttura esterna pressoché identica: un portico sul davanti, formato da colonne sormontate da archi a tutto sesto e coperto da un tetto a capriate, arricchisce ciascuno dei due edifici, mentre una finestra a grate sulla sinistra, dalla quale si intravede l’interno della chiesa, è un altro segno distintivo e particolare che le accomuna e, al tempo stesso, le contraddistingue. L’interno è costituito, invece, da un’unica stanza dalle pareti quasi spoglie con al centro un altare con sopra un dipinto della Vergine con il Bambino. Nella chiesa di Potenza Picena l’affresco sopra l’altare è stato attribuito a Pietro da Montepulciano, meglio noto come Pietro da Recanati, pittore attivo nella nostra regione all’ inizio del XV secolo; all’incirca dello stesso periodo sembra sia anche il quadro della Madonna con il Bambino e gli angeli in volo che si trova in una nicchia sopra l’altare nella chiesa di Faete, come pure i pochi altri dipinti che ne adornano le pareti. Anche per questo, la struttura iniziale delle due chiesette, originariamente di dimensioni più modeste, viene fatta risalire proprio al XV secolo, mentre quella attuale, ulteriormente ampliata, pare sia stata realizzata intorno al secolo XVII.

Le chiese dedicate alla Madonna della Neve sorgevano generalmente in località di “raccolta” della neve, destinata a diversi usi, tra cui, ad esempio, la conservazione dei cibi, ma comunque sempre in punti abbastanza strategici, dove potevano avere particolari funzioni di utilità. Nel caso della chiesetta di Santa Maria della Neve di Potenza Picena, collocata a ridosso delle mura cittadine, questa serviva sia come punto di appoggio e di riparo per i pellegrini diretti al santuario mariano di Loreto, sia come rifugio per la notte per i cittadini stessi, qualora fossero rimasti fuori dalle mura del paese dopo la chiusura serale delle porte. La chiesetta della Madonna della Neve di Faete, invece, sorge in una bellissima posizione panoramica, nascosta in un bosco di castagni al termine di un breve e tortuoso percorso. Anche questa chiesa doveva avere senz’altro una funzione di rifugio e di raccolta, come testimonia anche il piccolo cimitero adiacente.

Si tratta in entrambi i casi di due chiese sorprendentemente simili, ma, al tempo stesso, uniche nel loro genere: due realtà estremamente suggestive e affascinanti, due fiori all’occhiello del nostro territorio, così ricco di opere d’arte, da conservare gelosamente e con grande orgoglio.

15/09/2019





        
  



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