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Consegnato a Loreta Minutilli il “Premio alla Giovane promessa della letteratura nazionale”

San Benedetto del Tronto | Giovedì 27 Giugno, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, Loreta Minutilli ha ricevuto il “Premio alla giovane promessa della letteratura nazionale 2019” per il libro " Elena di Sparta”.

di Elvira Apone

un momento della serata

Giovedì 27 Giugno, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, la giovane scrittrice Loreta Minutilli ha ricevuto il “Premio alla giovane promessa della letteratura nazionale 2019” per il libro "Elena di Sparta" (Baldini+Castoldi) assegnatogli dal gruppo di lettura costituito da alcune socie dell'associazione culturale “I luoghi della scrittura”, che ha organizzato l’evento insieme alla libreria La Bibliofila e alla "Fabbrica dei Fiori", con il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunale, della Regione Marche e della Bper Banca. Oltre all’autrice, erano presenti anche il vice direttore generale della casa editrice Baldini+ Castoldi, Luca Ussia e, in rappresentanza del Comune di San Benedetto del Tronto, il consigliere comunale Gianni Balloni. Hanno dialogato con l’ospite Sonia Loffreda, socia di “I Luoghi della scrittura” e coordinatrice del gruppo di lettura, e Adelia Micozzi, anche lei socia e membro del gruppo di lettura oltre che insegnante del liceo scientifico “Rosetti” di San Benedetto, di cui diversi alunni e genitori sono stati coinvolti nella lettura del romanzo.

Acuti, equilibrati e profondi sono stati gli interventi di entrambe, che sono riuscite a far emergere tutti gli aspetti del romanzo, a partire dal titolo, “Elena di Sparta”, che rompe con la tradizione che associa il personaggio di Elena a Troia e non a Sparta, che era, invece, la sua terra di origine. Un romanzo premiato, dunque, sia per l’originalità della storia, che non solo ha conferito realisticità e umanità ai personaggi del mito e in particolare ha ridato spessore e dignità al personaggio di Elena, sia per la qualità, la precisione e la maturità della scrittura, che, come ha osservato anche Luca Ussia, è raro trovare in una ragazza di soli ventitré anni, sia per l’abile costruzione dell’impianto narrativo, che affida il racconto alle parole di Elena, che rappresentano quelle di tutte le donne in cerca di libertà, emancipazione e indipendenza. Come ha spiegato l’autrice, la mitologia classica non deve essere considerata come “un sistema chiuso” perché il mito può essere “rielaborato anche in chiave moderna”. Proprio per questo, Loreta Minutilli ha deciso di dare finalmente  voce a un personaggio che è sempre rimasto muto ed è sempre stato associato alla colpa, riscrivendolo in un modo nuovo e vicino alla sua sensibilità. “Mi piaceva l’idea di un personaggio che lotta per far sentire la propria voce in un mondo di uomini e di raccontare sia il prima che il dopo di Elena a Troia” ha spiegato Loreta Minutilli. Elena lascia la propria città e la propria famiglia, in particolare la figlia Ermione, mossa da un “desiderio di libertà” e dall’“opportunità di vedere un’altra parte del mondo e di essere ricordata per sempre”, legando il proprio nome a un evento di portata gigantesca; sfrutta, dunque, la propria bellezza come un’arma attraverso la quale può svolgere finalmente una parte attiva e consapevole nella propria vita. Eppure, in questo nuovo mondo, in cui le donne sembrano essere più libere ed emancipate che a Sparta, in cui si sforza di essere accettata dalle altre donne che la circondano, Elena non riesce mai ad essere del tutto “Elena di Troia”, perché non può trascendere dalle proprie origini e dal proprio passato, quel passato che inevitabilmente si porta dietro. Tutti i personaggi del romanzo, comprese le donne di Troia, sono filtrati dallo sguardo di Elena e raccontati dal suo punto di vista, tranne il marito Menelao, che, proprio come Elena, ha puntualizzato la giovane autrice, è anche lui “vittima di un sistema che non si è scelto”.

Anche il corpo gioca un ruolo importante in questo romanzo, ha osservato Sonia Loffreda parlando a questo proposito di “somatizzazione dell’animo”. In effetti, ha chiarito la Minutilli, Elena, pur non volendo essere ricordata per la propria bellezza, non rinnega il proprio corpo, anche se non riesce mai a percepirlo come una fonte di piacere né per gli altri né per se stessa. Al contrario del mito che ci ha dipinto Elena come una donna lussuriosa, l’autrice del libro ha voluto creare un personaggio “con il disgusto per l’atto sessuale”, anche a causa della violenza subita da parte di Teseo quando era ancora adolescente; un personaggio con una nuova sensibilità e visione del mondo, una sensibilità e una profondità non certo estranee alla stessa autrice, che ha ammesso la propria necessità di interiorizzare ogni cosa prima di spiegarla ed esprimerla, di volere e dovere “sentire le cose” prima di raccontarle, retaggio dei suoi studi scientifici in fisica, in cui si è laureata.

Caso straordinario nel panorama italiano dei giovani autori esordienti, Loreta Minutilli ci ha regalato un libro affascinante e appassionante, un’opera di ampio respiro in cui, dando un taglio moderno e attuale al mito, ha reso universale il tema della condizione femminile attraverso una duplice figura, quella di Elena mito ed Elena donna, che l’epica e la storia ci hanno tramandato spesso in modo distorto e incompleto. Un romanzo che coinvolge e tocca le corde dell’anima, grazie al quale siamo di nuovo tutti chiamati a riflettere e a ridisegnare cliché talvolta troppo radicati e cristallizzati; una storia che parte da un lontano passato, ma affonda le proprie radici nella nostra modernità.

 

30/06/2019





        
  



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