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Il mondo semplice di Jason Mraz

San Benedetto del Tronto | Jason Mraz "Yes!"

di Paolo De Bernardin

Jason Mraz

"Yes!" 

Contrariamente all'etimologia del suo nome di famiglia (Mraz in cèco vuole dire "ghiaccio") Jason Thomas Mraz, 37enne cantante della Virginia sprigiona calore da ogni composizione e tutta la forza e la creatività gli derivano dal sole della California (a vent'anni si è trasferito a San Diego) dove ha mosso i suoi primi passi nella musica esibendosi regolarmente al Java Joe's, un famoso locale di Ocean Beach. La crescita artistica dall'esordio discografico di "Waiting for my rocket to come" del 2002 è stata progressiva di pari passo al successo che non ha tardato ad arrivare culminando con un paio di canzoni come "I'm yours" e "Make it mine" diventate nel 2009/10 le canzoni dell'anno in America.

Alla sua quinta prova discografica intitolata "Yes!" (in uscita la prossima settimana) Jason Mraz ha dato un taglio col passato cambiando tutta la formazione che lo accompagna scegliendo come musicisti le Raining Jane, una formazione rock tutta al femminile. Non si tratta però di un disco di canzoni rock quello che si ascolta su "Yes!" bensì di 13 brani in puro stile folksinging pieno di intuizioni e modernità. Ad introdurle c'è "Rise", 90 secondi di sinfonismo e di classicità raccolti in poche note che fotografano una dimensione di totale rilassatezza sulla quale la chitarra sincopata di Mraz subentra e gioca con un pop delizioso nel quale l'amore decantato ("Love someone") è un gioco allegro e buffo col pregio della totale leggerezza e con l'armonia di una stella che pulsa.

Non è mai stato un cantante da drammi interiori Jason Mraz e continua e non esserlo su questo nuovo lavoro. Non è nemmeno un rapper Jason Mraz ma sa giocare con la lingua scegliendo il ritmo derivante da mono/bisillabi e costruendo piccole canzoni che alla distanza risultano efficaci e vincenti. Basta ascoltare "Hello, you beautiful thing" o "Everywhere" o "Out of my hands" per capire quanto l'autore sappia lavorare sulla limatura del verso e sul ritmo della parola. Quando accenna a ballate come "Long drive" o "Best friend" o "Quiet" o "You can rely on me" fuoriesce, anche grazie agli arrangiamenti delle composizioni, tutta la cultura country americana che ha segnato una lunga serie di artisti ma quando canta il sentimento più intimo, come su "It's so hard to say goodbye to yesterday" o "A world with you", Jason Mraz cresce nel migliore stile di Harry Nilsson o di Paul Simon il cui stile vocale torna molto spesso in queste canzoni di semplice e pregiata fattura. "Yes!" dimostra sempre di più il valore di un autore ormai maturo pronto al grande salto.

Voto 7,5/10

12/07/2014





        
  



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