E' polemica sul taglio dei platani del Lungo Castellano
Ascoli Piceno | Il capogruppo consiliare PD Bellini ha raccolto le lamentele e le perplessita di tanti cittadini contro quello che , secondo l'opposizione, sarebbe un'operazione indiscriminata.
Il torrente Castellano ad Ascoli Piceno
"Ho ricevuto in questi giorni tante telefonate e mail di ascolani che con indignazione e angoscia mi segnalavano lo scempio perpetrato in uno dei più bei viali della città, Lungo Castellano, con il taglio dei platani. Lo spettacolo, già visibile a chi arriva dalla circonvallazione, è a dir poco spettrale: scheletri di alberi letteralmente scarnificati da tagli indiscriminati: niente più ombra e refrigerio, niente più ossigeno, solo bruttura e tristezza".
Ad affermarlo, in una nota di oggi, è il Consigliere Comunale Valentina Bellini.
"L'Assessore ci vuole convincere che per il bene delle piante bisognava massacrarle: come se un medico affermasse che per curare qualche (magari solo ipotetica) malattia, l'unica possibilità è ammazzare il paziente".
"E ci si dice, per consolarci,- continua il capogruppo consiliare del PD - che anche a Roma si sta procedendo alla stessa operazione, in una sorta di "mal comune mezzo gaudio" che non ci tranquillizza per niente; con una "piccola" differenza, tra l'altro: che gli interventi sui platani romani sono descritti (citiamo la cronaca di Roma del Messaggero 1 agosto) come "a basso impatto, con tagli che non superano i dieci centimetri di diametro e lasciando il maggior numero di foglie possibili". Non esattamente quello che è successo da noi, come tutti possiamo constatare con i nostri occhi. Ci rifiutiamo poi di credere, per l'alta opinione che abbiamo delle Istituzioni Pubbliche, alle tante voci cittadine che affermano che i tagli siano stati fatti in modo più massiccio per render agevole lo spettacolo degli spari del 5 agosto!!!!"
"Gli ascolani vogliono continuare a vivere in una città bella, per arte e per paesaggio - afferma la Bellini - non possono e non vogliono rassegnarsi alla superficialità e alla sicumera con le quali i responsabili per l'Ambiente dell' Amministrazione comunale procedono ormai quotidianamente; pretendiamo spiegazioni più convincenti e risposte meno infastidite e magari anche qualche chiarificazione in più; ad esempio: che fine fa tutta la legna (davvero tanta!) raccolta dopo il massacro?"
04/08/2010
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Samuela Conti










