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E-commerce. Maxi evasione fiscale scoperta dalle fiamme gialle del comando provinciale.

San Benedetto del Tronto | Tre società locali a diverso titolo tra loro collegate dalla similarità dell'attività economica esercitata e da un'univoca gestione riconducibile, di fatto, ad uno stesso gruppo familiare.

L'emblema delle Fiamme Gialle

La maxi evasione fiscale, perpetrata attraverso l'e-commerce, è stata portata alla luce dalla Compagnia di San Benedetto del Tronto che, sulla scorta degli elementi informativi acquisiti dallo staff d'intelligence del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, ha dato l'avvio a penetranti indagini di polizia economica e finanziaria nei confronti di tre società locali a diverso titolo tra loro collegate dalla similarità dell'attività economica esercitata e da un'univoca gestione riconducibile, di fatto, ad uno stesso gruppo familiare.

Le indagini, concluse a fine gennaio 2010, sono state avviate nel mese di novembre 2009 in stretta successione in virtù dei rilevati collegamenti ed hanno riguardato non solo gli aspetti di polizia amministrativa ma anche quelli di polizia giudiziaria; in neanche tre mesi di attività, sono stati quindi definiti i contorni di una maxi-evasione fiscale perpetrata dal gruppo d'imprese, attivo anche nel settore del commercio elettronico indiretto, operante, infatti, sia attraverso punti vendita "tradizionali" che sulla rete internet; in tale ultimo caso, lo scandaglio di tutti i diversi negozi "virtuali" esistenti sulla piattaforma "e-Bay shop", riconducibili alle imprese in questione, ha consentito di tracciare un numero impressionante di "feedback" (contatti), nell'ordine di alcune decine di migliaia, risultati poi tradotti in altrettante transazioni commerciali portate a buon fine.

La maggior parte di queste, non avendo trovato corrispondenza nei registri contabili delle società, hanno costituito occasione per promuovere anche le attività di verifica fiscale, dalle quali, tra l'altro, sono emerse anche responsabilità di carattere penale nei confronti di un ulteriore soggetto - che, a vario titolo, gestiva le medesime imprese - deferito alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per la fattispecie penale di cui all'articolo 5 del Decreto Legislativo n. 74/2000 "Omessa dichiarazione".

Decisiva, per la buona riuscita delle indagini, è stata la professionalità anche "tecnica" dei militari che, nel collazionare e ricostruire le decine di migliaia di "feedback" rilevati nella rete, ha permesso di superare ogni ostacolo frapposto al fine, invano, di eludere - ovvero vanificare - i controlli da parte dell'Amministrazione Finanziaria, quali, ad esempio, il ricorso all'utilizzo di svariati account collegati a Partite I.V.A. di società cessate ovvero inattive, alla celata interposizione di più società (con problematicità nel risalire all'identità dell'effettivo amministratore), alla mancanza di buona parte della documentazione fiscale e dei registri contabili, invero obbligatori.

Le complessive attività di polizia economia e finanziaria hanno permesso di rilevare che, nonostante le distinte personalità giuridiche, le imprese sono state amministrate con un'unica "regia", ad opera, in particolare, di uno degli amministratori, il quale ha realizzato ingenti profitti - come detto, mai dichiarati - arrecando, pertanto, notevoli danni all'Erario. La frode così attuata è stata infine ascritta a due delle tre società ed alla "persona fisica" che, a vario titolo, gestiva le medesime imprese - risultate tutte "evasori totali" - e quantificata dalle Fiamme Gialle della Compagnia di San Benedetto del Tronto in circa 2,3 milioni di euro di elementi positivi di reddito non dichiarati al Fisco, correlate violazioni all'I.V.A. per oltre 700.000 euro ed una sottrazione di elementi imponibili ai fini dell'I.R.A.P. per circa 2,3 milioni di euro.

04/02/2010





        
  



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