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Il Natale romano avrà la musica del maestro teramano Enrico Melozzi.

Teramo | Il compositore teramano Enrico Melozzi firma le musiche originali per la nuova produzione della celebre e blasonata Fondazione Musica Per Roma: Canto di Natale di Charles Dickens.

L'opera, interpretata dalla voce recitante di Massimo Popolizio, premio ETI 2008 come migliore attore italiano, sarà rappresentata il 25, 26 e 27 dicembre alle ore 18.00, nella Sala Petrassi del famoso Auditorium romano, secondo centro culturale mondiale.

Sul palco insieme a Melozzi (che suonerà il violoncello e il pianoforte "preparato") e a Massimo Popolizio, un altro teramano: il Dj Stefano De Angelis, anima gemella di Melozzi e fondatore insieme a lui dell'etichetta discografica Cinik. E ancora, Michael Riessler ai clarinetti, compositore tedesco di cui Melozzi diventa assistente nel 1999, e il celebre percussionista francese Jean Pierre Drouet.

"Un successo che in questo momento storico della mia regione mi fa pensare al futuro. In pochissimo tempo la mia città si sta trasformando e i recenti successi dei miei concittadini alle elezioni regionali mi fanno ben sperare. I miei impegni artistici mi stanno portando lontano dalla mia terra, anche se nella testa ho ancora tante idee da realizzare a Teramo. Spero che i nostri successi artistici possano fare sperare anche i giovani, e possano convincerli che si può partire dalla provincia per arrivare a conquistare mete sempre più importanti. Spero anche nell'unità del mondo culturale teramano, in modo da poter cogliere le occasioni che gli ultimi sviluppi politici potrebbero offrire alla nostra città. Che non ci sia solo una "quiete dopo la tempesta", ma un incontro tra tutte le parti per progettare il vero trionfo culturale di Teramo. Le nuove generazioni stanno dimostrando di possedere tutti i mezzi necessari per apportare un grosso contributo alla nostra città, e le generazioni precedenti alle nostre che sono attualmente al potere devono riconoscere il nostro ruolo".

E poi rivolge un pensiero al neo presidente della Regione Abruzzo: "Dedico questo mio successo alla vittoria del mio amico e concittadino Gianni Chiodi, perchè è un giovane teramano che sta portando il nome di Teramo sempre più in alto. Rappresenta la ribalta della nuova generazione contro la gerontocrazia. E questa mia dedica non ha nulla di politico, ma semplicemente l'amore per la città in cui sono nato e per le persone laboriose e di talento che la animano".

I canti natalizi sono tuttora uno degli ingredienti fondamentali dell'atmosfera festiva come lo erano a metà dell'Ottocento, quando Dickens (1812-1870) scelse di intitolare così il primo dei suoi celebri racconti dedicati al Natale (1843). Il riferimento ai cori tradizionali suscita immediatamente il pensiero della gioia quasi infantile alimentata dai doni, dalle decorazioni luminose, magari da uno spruzzo di neve, e i buoni propositi per il nuovo anno che si avvicina, ma Dickens, il più celebre romanziere dell'epoca vittoriana, non si abbandona all'ingenuità di una visione superficialmente zuccherosa del periodo natalizio.

In questa breve narrazione di tonoapparentemente fiabesco non mancano infatti tutti i tratti distintivi delle sue opere maggiori: la descrizione realistica dei mali contemporanei (purtroppo ancora attuali), l'ironia che alleggerisce anche i passi più seri, la volontà di agire positivamente sulla società, in questo caso trasformando i "buoni sentimenti" natalizi in un'autentica possibilità di conversione.

Infatti il protagonista, Scrooge, che non a caso ha dato il nome originale allo Zio Paperone di Walt Disney, è il tipico vecchio avaro, freddo ed egoista, ma la scoperta dello spirito del Natale, che per lui si realizza attraverso l'incontro con quattro strani fantasmi, gli permetterà di provare di nuovo le gioie innocenti dell'infanzia e della gioventù, di assaporare la felicità cui giorno per giorno ha rinunciato, di gettare uno sguardo sgomento sul tetro futuro che si sta costruendo, e finalmente di ricominciare a vivere nel pieno senso della parola. Nel 1852 Dickens scelse questo racconto per la sua prima lettura in pubblico; oggi sono il talento e la vivacità di Massimo Popolizio a dare voce alla trasformazione di Scrooge, coinvolgendo gli spettatori in un viaggio nelle emozioni, dalla gioia del ballo all'orrore di una morte nell'indifferenza, dallo spavento per le apparizioni spettrali al calore di una felicità condivisa.

Sullo sfondo di immagini suggestive, Massimo Popolizio e Enrico Melozzi ricreeranno le atmosfere ora spensierate, ora inquietanti, ora commoventi, di un testo fondante dell'immaginario collettivo natalizio.

24/12/2008





        
  



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