Incontro istituzionale fra il commissario prefettizio De Feis e i sindaci del territorio ascolano
Ascoli Piceno | La provincia sarà ripartizione secondo il territorio e la popolazione, comunque il discorso è ancora aperto
di Federico Biondi
Separare il patrimonio della provincia di Ascoli Piceno è un’operazione complessa, saranno fatte delle scelte che potranno condizionare il futuro dei due nuovi territori. Il presidente Massimo Rossi pone all’attenzione degli intervenuti alla sessione dei lavori le esperienze che già ci sono state a livello nazionale, ponendo degli interessanti spunti di riflessione. Cosa si andrà a valutare e con quale modalità è l’oggetto del delicato argomento portato all’attenzione dei sindaci dell’ascolano ma è necessario specificare che tutte le province che hanno già attuato una divisione amministrativa hanno usato scelte differenti.
Ripartire il patrimonio dell’amministrazione provinciale significa dividere edifici istituzionali, scuole, terreni edificabili, strade, il personale e non è escluso che per bilanciare tale divisioni sarà necessario un esborso finanziario compensativo, ma ripartire il patrimonio significa ripartire anche i debiti contratti con le banche.
La ripartizione avverrà secondo il territorio e la popolazione, quindi il 43% del patrimonio provinciale sarà della comunità fermana il 57% della comunità Picena. Nascono tuttavia alcune problematiche per via della localizzazione delle strutture, mentre per il personale bisogna rispettare le normative e quindi fare trattative sindacali.
Per una imparziale suddivisione del patrimonio è necessario ponderare gli argomenti per giungere ad una decisione comune, una sintesi che tiene conto di tutti gli elementi in gioco, poi i provvedimenti verranno incrociati e verificati l’uni con gli altri al fine di prevedere i possibili effetti.
I sindaci di Ascoli Piceno riuniti spontaneamente in un comitato hanno avanzato la proposta ai loro colleghi fermani in occasione di una riunione affinché si possa collaborare al processo di divisione, in quella occasione solo una parte dei sindaci si sono espressi a favore.
Il commissario prefettizio De Feis durante la seduta svoltasi al Palazzo Raffaello ha rivelato che i consenzienti sono una minoranza mentre il resto dei sindaci sono andati a reclamare nel suo ufficio. A tale affermazione il presidente della provincia Massimo Rossi ha ricordato che quella seduta è stata verbalizzata e che tale esito positivo non può essere contraddetto.
Il commissario De Feis nel suo discorso usa spesso vocaboli come “contrapposizione”, “interessi contrapposti”, vocaboli che sono distanti dalle posizioni prese dai sindaci del territorio Piceno e dallo stesso consiglio provinciale, è importante precisare che all’interno del consiglio ci sono membri eletti nei collegi fermani.
Comunque nel suo discorso De Feis ringrazia l’amministrazione provinciale per il lavoro svolto fino ad oggi e rivela che i suoi colleghi di Monza e Barletta (le province di Monza e Barletta sono state istituite con la stessa Legge dello Stato e nello stesso di giorno di quella di Fermo), gli hanno rivelato di non essere ad uno stato così avanzato dei lavori.
Per quanto concerne il patrimonio De Feis evidenzia che non ci sono tesori da dividere ma solo un po’ di strada, qualche edificio, qualche appezzamento di terreno, in definitiva un patrimonio divisibile rispettando i criteri che si riferiscono all’estensione territoriale e alla popolazione, in ogni modo se nasceranno squilibri bisognerà integrarli finanziariamente.
“Il grosso del patrimonio può essere valutato dall’agenzia del territorio nominata da me, il problema grande è il personale, in questo caso bisogna attenersi strettamente alla normativa, altrimenti diventa tutto illegittimo” afferma De Feis.
Anche se la legge non contempla l’inserimento dei sindaci dell’ascolano nel procedimento di divisione amministrativa, lo dovrebbe fare la giunta insieme al commissario prefettizio e logicamente le municipalità che hanno chiesto di aderire alla nuova provincia, il presidente Rossi crede che sia corretto avviare un percorso democratico, partecipativo e condiviso.
Il 3 febbraio 2005 è stata approvata dal consiglio provinciale una delibera di indirizzo dove si invita ad adottare criteri di equità, di attivare le due province gradualmente e coinvolgere le assemblee dei comuni del fermano e dell’ascolano in un clima ideale di democrazia partecipata.
Alla luce di ciò la proposta dell’assemblea è l’istituzione della commissione che includa rappresentanti di tutto il territorio dell’attuale provincia di Ascoli Piceno. Tale commissione dovrà mostrare unità di intenti e fare un percorso logico che giunga ad una sintesi del territorio, dovrà essere composta celermente e le lettere per l’istituzione della commissione saranno inoltrate dall’amministrazione provinciale già dal giorno 16 marzo 2006.
Dopo un rapido e illuminato discorso del prefetto della provincia unita, il dottor Alberto Cifelli “ho letto la legge e ho visto quando è complessa l’applicazione della norma, l’eco di questo immane lavoro mi è giunto anche prima che mi insediassi come prefetto della provincia di Ascoli Piceno” e continua citando un pensiero Martin Luther King “io avevo un sogno ma si è infranto subito come tutti i sogni” e aggiunge “mi sarebbe piaciuto vedere tutti e 73 i sindaci ma questo non è stato possibile. Comunque ho riscontrato che siamo avanti nell’applicazione della norma, in definitiva la parte iniziale dei lavori procede speditamente”.
Il prefetto loda il metodo fin qui applicato dal presidente della provincia di Ascoli Piceno e ammonisce i presenti a non trascurare le diverse proposte sorte e soprattutto di non negare il colloquio, inteso come sovranità dei cittadini, “vedo con piacere che qua non ci sono problemi in tal senso”.
Piero Celani, sindaco del comune di Ascoli Piceno, capofila della delegazione dei sindaci, interviene subito dopo il prefetto e ricorda che non c’è nessuna conflittualità con i fermani e che già si è proiettati nel processo di divisione e nel suo compimento.
Il sindaco è però preoccupato dai pensieri sotterranei che non si enunciano nelle assemblee preposte e si riferisce a quanto sopra detto da De Feis. “Noi non abbiamo mai affrontato questo discorso come controparte – dice Piero Celani - verificare si, ma è chiaro che il territorio deve essere informato e sapere delle problematiche relative ad alcuni aspetti della suddivisione del patrimonio”.
Quello del sindaco è il primo di una serie di interventi pronti a sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, “venire a conoscenza dei criteri per poi dire la nostra, in un tavolo di confronto e non di conflittualità. Però non si può dire che non abbiamo voce in capitolo – afferma Celani - non sarà interesse degli amici fermani non ascoltare un contributo che viene da questo territorio”.
Dal discorso emerge che la ripartizione del personale è un compito gravoso ma i criteri di valutazione del patrimonio è estremamente importante dato che l’esborso finanziario compensativo potrà gravare sul Piceno per decenni, bloccandone lo sviluppo.
I sindaci del Piceno si siamo spogliati dell’appartenenza politica per partecipare collegialmente alla divisione amministrativa del territorio, hanno nominato un coordinatore e hanno fatto un comitato spontaneo, “chiediamo permesso ma ci è stato negato, una situazione inaccettabile – dice il sindaco di Maltignano Falciani - chiederemo con fermezza di partecipare al processo di divisione amministrativa della Provincia di Ascoli Piceno”.
Il consigliere provinciale Donzelli, eletto nel fermano, nel suo intervento dichiara “ci siamo mossi con uno spirito di grande responsabilità, da subito si è sollevato il problema della partecipazione, nessuno deve perdere niente da questa divisione e sono sicuro che non accadrà”.
Ribadisce il concetto l’assessore Offidani “Il nostro obiettivo istituire due nuove province che siano in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative delle due comunità. Non bisogna dimenticare che in seguito le due comunità dovranno collaborare, dato che ci sono da governare diversi consorzi e le comunità montane. Renato Vallesi altro consigliere eletto nella circoscrizione fermana taglia corto e fa una breve riflessione “si possono vendere gli immobili che eccedono nell’ascolano in modo da adempiere all’esborso finanziario compensativo”. Subito dopo il presidente Rossi ha sciolto la seduta.
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15/03/2006
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