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Festa de le Cove

Petritoli | Quasi tutto pronto per la Festa de le Cove di sabato 12 e domenica 13 luglio prossimi. Previsto un afflusso record di gitanti dopo la massiccia campagna pubblicitaria effettuata dalla Pro Loco e dall'Amministrazione Comunale.

di Giancarlo Fabiani

Da moltissimo tempo, sicuramente qualche mese, fervono a Petritoli i preparativi per quella che da secoli è una delle ricorrenze più importanti e tradizionali dell'anno: La Festa de le Cove. Terminata la lunga fase di progettazione, i gruppi delle varie contrade hanno iniziato la realizzazione degli addobbi che, sabato 12 e domenica 13 luglio prossimi, abbelliranno le vie del paese e contribuiranno a creare quell'atmosfera "antica" e festosa, tipica della Festa de le Cove.
Un paese dall'economia prevalentemente agricola organizza questa festa come una sorta di rito di ringraziamento per l'andamento positivo della stagione e per il buon raccolto di grano. E' la festa dei contadini, è la festa che il poeta e storico petritolese Luigi Mannocchi descrive nei minimi particolari nei suoi famosi scritti, Feste e Costumanze, sulla vita nelle nostre campagne, alla fine del 1800 ed all'inizio del secolo successivo.

Questa tradizione è sempre viva nell'animo dei petritolesi e la festa ha origini antichissime. Per due giorni sfilata di "Canestrelle" e di carri, suono di organetti e canti di stornelli ma soprattutto possibilità di immergersi in una realtà che oggi parla lo stesso linguaggio di ieri. E' il mondo della mezzadria, degli ordinati filari di vigneti e di frutteti, dei poderi coltivati dai "vergari".

In questo mondo svetta la figura del "Castellano" che scende dalla sua residenza (sabato 12 alle ore 21.00) per accogliere in dono le canestrelle dalle forosette in rappresentanza delle varie contrade e accoglie, successivamente, i responsabili delle contrade con i rispettivi "carri" per la efsta. A seguire, simbolicamente si aprono le due porte per rievocare la festa del ringraziamento, per il raccolto del grano.

Le forosette e i contadini sono per un giorno i padroni di vicoli, vie e piazze e si abbandonano a balli e canti. Terminata l'offerta delle canestrelle entrano i carri con gruppi di suonatori di organetti sostando in piazza e per tutta la notte rallegrando la gente con suoni e balli "e, or si, or no, veniva su per l'aure umide il canto de' mietitori, lungo, lontano, piacevole, stanco" (G.Carducci).

07/07/2003





        
  



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