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“La lunga attesa del popolo Saharawi”

Ascoli Piceno | In visita ad Ascoli Piceno il vice governatore di Dakla il signor Hohamed Cheinkh

di Federico Biondi

Presso la sala giunta di palazzo San Filippo è giunto in visita il vice governatore di Dakla il signor Hohamed Cheinkh, accompagnato dal rappresentante del Fronte Polisario (ambasciatore a Roma) Kandout Handi, dal presidente e dal responsabile dei progetti dell’associazione regionale Solidarietà Popolo Saharawi Rio De Oro Barbara Vittori e Rossana Berini.
 
Sei comuni della provincia picena, di diversi orientamenti politici, da oltre sei anni partecipano a vari progetti umanitari di vario genere, il più noto riguarda l’ospitalità dei “Bambini del deserto” che è stato possibile grazie all’intervento di molti marchigiani .
 
La maggioranza del popolo Saharawi vive come rifugiato nel deserto algerino dal 1975, tutto ciò è avvenuto dopo la caduta del regime franchista spagnolo e alla decolonizzazione dei territori africani del Marocco e della Mauritania.
 
Con palesi violazioni dei diritti internazionali, il popolo Saharawi è stato duramente colpito dal governo marocchino e cacciato dalle proprie terre. Una parte si è rifugiata nel deserto (oltre 250 mila persone) e vive in un territorio diviso in province ognuna composta da circa 50 mila unità, organizzate in città-tendopoli.
 
L’educazione scolastica, la sanità, la giustizia e la risoluzione dei problemi alimentari sono le sfide quotidiane di questo popolo. Il livello sei servizi socio-sanitari stupisce i visitatori, se si considera le proibitive condizioni di vita nel Sahara, che determinano una dipendenza dagli aiuti umanitari dall’Onu e dalle istituzioni internazionali pubbliche e private.
 
“Ho avuto l’opportunità di visitare quelle terre e di accertarmi della difficile situazione in cui vive il popoli Saharawi  – dice il presidente della provincia Massimo Rossi – devo dire che la determinazione di questo popolo deriva dalla capacità di gestire questa difficile situazione”.
 
Il popolo Saharawi vive in un territorio impervio (all’altezza del tropico del cancro) povero di risorse idriche ed altri beni di prima necessità. Un popolo laico, democratico, pacifico che ha abbandonato la resistenza armata nel 1990.
 
Nel 1976 è stata proclamata la Repubblica Araba Saharawi Democratica, riconosciuta da 78 paesi del mondo che lotta e resiste senza mai ricorrere al terrorismo, al contrario il Marocco ha costituito 2400 chilometri di strada minata, separando definitivamente chi è in esilio nel deserto da chi è in patria, garantendosi così lo sfruttamento dei giacimenti di fosfati e delle concessioni di pesca sull’Atlantico.
 
Nel 1990 con la mediazione dell’Onu il Marocco e Polisario accettano una tregua in attesa dell’effettuazione del referendum di autodeterminazione del Sahara Occidentale. A mandato scaduto, dopo continue proroghe, il popolo Saharawi sta ancora aspettando.
 
L’incontro che si svolgerà venerdì 18 marzo alle ore 16.00 a Porto Sant’Elpidio a Villa Baruchello con la presenza del presidente della regione Marche e dei presidenti delle quattro province marchigiane, del governatore di Dakla e del presidente dell’Anci Marche vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica il popolo Saharawi e le condizioni in cui vivere.
 
Un’azione dal valore politico per sostenere la pace, “non deve sfuggire che nel mondi ci sono molti conflitti – dice il presidente Massimo Rossi – il popolo Sahawari attende da 30 anni, bisogna sostenere questo popolo e il loro percorso di liberazione. Sarebbe grave accorgersi di una nuova guerra e condannare i protagonisti”.
 
L’incontro è anche l’occasione per inoltrare alla Comunità Europea richieste di aiuto per attuare, effettuare e rende operativo il referendum di autodeterminazione che ridarebbe ai Saharawi le loro terre e riconoscerebbe la minoranza Saharawi all’interno della monarchia marocchina.

17/03/2005





        
  



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